martedì, 3 Agosto, 2021

Silvestrini: “I Socialisti vera alternativa nel centrosinistra”

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Siamo agli sgoccioli. Pochi giorni ancora e poi, domenica 20 giugno le urne delle primarie apriranno per Roma una nuova storia. In un momento storico nel quale l’antiopolitica è stata sconfitta dai fatti e il populismo delle destre, si agita come un antico fantasma nero, i Socialisti hanno saputo trovare la forza e porsi come vera alternativa, partitica, nell’alveo naturale delle primarie del centrosinistra, “il resto sono tutti candidati civici” commenta il segretario della Federazione metropolitana del Psi, Andrea Silvestrini.

Tradotto in soldoni significa che “ognuno di loro risponde all’idea di se stesso. Noi invece a una idea di partito. Che c’era, c’è e ci sarà anche domani”. In campo per il Partito socialista c’è Cristina Grancio, già consigliere e capogruppo del Psi in assemblea capitolina, “una donna socialista a forte vocazione ecologista”. Che a Roma significa “meno speculazione edilizia, meno cemento”, che è la chiave di volta sulla quale la precedente amministrazione ha fallito schiacciandosi sulle lobby del cemento. Dunque una candidatura, come recita lo slogan: Socialista, ecologista, femminista.

 

Segretario ci siamo. Domenica prossima si vota. Un bilancio di questa campagna per le primarie del centrosinistra.

E’ stato un lavoro lungo. Con la candidata abbiamo raccolto le istanze della gente, soprattutto di quella uscita dai lunghi mesi del lockdown, distrutta. A Roma abbiamo incontrato tantissime associazioni di volontariato che hanno riconvertito la loro attività spostandosi sull’offerta di pasti, perché la richiesta è cresciuta in maniera esponenziale. Questo significa che in questa città dobbiamo essere pronti a affrontare un tema, quello di una sofferenza sociale, che nei prossimi mesi potrà esplodere in tutta la sua forza. In maniera particolare, questa campagna elettorale è il prodotto di due anni di lavoro della segreteria provinciale, che sotto la spinta di quella nazionale, guidata da Enzo Maraio ci ha dato grandi risultati. Primo fra tutti: ritornare in assemblea capitolina dopo 28 anni di assenza.

 

Hai toccato un tema centrale, quello delle disuguaglianze sociali

A Roma, in questi mesi, il livello del dibattito si è appiattito su questioni sì importanti, ma non esclusive: transizione ecologica; decoro urbano; mobilità, insomma tutti ciò che è mancato a una città capitale europea. Ma ritengo che il grande problema, acuito dal Covid, sia quello delle diseguaglianze sociali. Che si avverte soprattutto nei municipi lontani dal centro. Un tema spesso sottaciuto ma che noi abbiamo toccato con mano. Roma deve diventare anche e soprattutto capitale del sociale. E questo problema ce lo poniamo da Socialisti, perché appartiene al nostro dna. Per noi diventa prioritario affrontarlo con un rafforzamento dei presidi di sanità territoriale; affrontando il tema del lavoro creando occasioni; affiancando i piccoli commercianti che negli ultimi mesi stanno cedendo al ricatto della criminalità organizzata, che acquista attività a prezzi da fame.

 

Disuguaglianze sociali che è anche, diseguaglianza di genere

Anche per questo abbiamo deciso di candidare una donna. Assistiamo ogni giorno alla crescita di violenze che non sono discriminazione tout court, ma anche violenza. Le donne pagano un prezzo altissimo e noi dobbiamo essere capaci di invertire questa tendenza. E Cristina Grancio, la nostra candidata, è una donna determinata e forte. Una combattente, che non si è mai tirata indietro per quelle lotte che riteneva giusto portare avanti. E le ha sempre vinte.

 

L’antipolitica e il dilettantismo hanno finalmente mostrato il loro volto. I Socialisti, anche nei momenti più difficili della loro storia, non hanno mai arretrato sul valore della politica e oggi, nel centrosinistra, rappresentano la vera alternativa

In questi cinque anni a guida Virginia Raggi, quello che è venuto meno è stata la capacità di ascolto dei cittadini. Il Movimento Cinque Stelle ha chiuso alle sue spalle la porta che doveva essere spalancata alla società civile, perdendo di vista la necessità di puntare ad una società che sia più equa e solidale. In questi due anni, come partito, abbiamo combattuto a mani nude. Siamo ritornati nei municipi di Roma e abbiamo riportato la nostra bandiere in ogni angolo della città. Io riprendo e faccio mia una considerazione di Sandro Pertini: Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.

 

Carlo Pecoraro
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