martedì, 19 Ottobre, 2021

Sindacalisti, se ci siete battete un colpo

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Il polverone della pandemia via via si sta diradando e ciò che vediamo è desolante: aziende che approfittando della penombra si sono dileguate e, con le prime luci, abbiamo visto solo i lavoratori presidiare attività che si erano trasferite, mentre sconcertati guardavano il messaggio sul telefonino che li avvisava del loro licenziamento. Queste sono le scene che ormai vediamo da tempo con un certo distacco, come fossero diventate la normalità: intanto le pratiche dei contenziosi vanno ad accumularsi sul tavolo del Ministro dello Sviluppo Economico che, negli ultimi tempi, ha sviluppato solo una povertà diffusa! Ora capire di chi sono le responsabilità in un Paese come l’Italia è complicato. È certo però che Luigi Di Maio non avrebbe dovuto ricoprire quel ruolo e nemmeno Stefano Patuanelli, in quanto di fronte agli amministratori delle multinazionali si sentivano intimiditi al punto di rimanere in piedi, mentre quelli, magari spaparanzati in poltrona, con la erre moscia raccontavano le buone ragioni che li spingevano ad andarsene altrove. Intanto il ministro di turno per tranquillizzare il ‘Cummenda’ gli diceva: tranquillo, non si preoccupi…c’è il reddito di cittadinanza! In alcuni casi qualche imprenditore, più signore di altri, ha perfino concesso al Funzionario di Stato che i dipendenti avrebbero potuto mantenere il loro posto di lavoro con lo stesso stipendio se si fossero trasferiti in un altro Paese…anche se non era chiaro se il Paese fosse ‘africano’! Ora capire bene quante siano state le controversie lasciate da Carlo Calenda è complicato, così come è difficile prendersela con Giancarlo Giorgetti che, poveretto, ha trovato il suo ufficio al ministero talmente intasato di ‘faldoni’ che è costretto a lavorare nella scrivania accanto alla segretaria. Tutto questo i lavoratori non lo capiscono, non hanno un briciolo di sensibilità, continuano imperterriti a lamentarsi come se i ministri che si sono succeduti non avessero avuto da fare altro che ascoltare le rispettive lamentele. E i sindacalisti in tutte queste vicende dov’erano? Beh, qualcuno si giustifica dicendo che Amazon non gli aveva consegnato il martello per battere un colpo, qualcun altro sostiene che ha percosso un muro di gomma per anni con una mazza di gomma ma nessuno se ne è accorto, altri perfino si sono ammalati del gomito del golfista per quante palle hanno raccontato. Insomma, in una tradizione tutta italica, dove la colpa è sempre di qualcun altro, la verità è che gli unici responsabili sono i lavoratori che ancora si fidano dei sindacalisti. Ma voi cosa fareste al loro posto se tutti i giorni dall’officina sporchi d’olio andaste a trattare i salari nell’ufficio del padrone dove vi riceve una segretaria con una salvietta di spugna profumata per farvi rinfrescare la faccia? La scena: siete comodamente seduti su una poltrona Frau con una tazza di tè nella mano sinistra ed un buon sigaro cubano nella mano destra e i biscottini olandesi sul tavolino di fronte appena arrivati da Amsterdam con l’aereo privato della ditta. Ora, francamente, tornereste volentieri a mangiare in magazzino con i colleghi che soffrono di aerofagia o rimarreste a trattare con l’amministratore delegato i contratti di lavoro? Non è una risposta facile, ma credo che con il cuore continuerei a difendere i miei colleghi, mentre con la testa penserei che tutto sommato anche il padrone non abbia tutti i torti. Ecco, piuttosto mi batterei perché gli operai venissero licenziati con un volantino a pioggia in fabbrica, ma mai con un sms…quello sì che è un affronto alla dignità della persona! Il compromesso per accontentare tutti è quello che sta avvenendo oggi: i rappresentanti dei lavoratori, con una certa signorilità, continuano a battere i colpi della protesta sempre con un martello di gomma, anche se nel frattempo lo hanno ricoperto d’ovatta. Ma solo per non disturbare gli A. D. delle multinazionali presi dai problemi dei figli che chiedono una nuova Porsche: cosa volete che gli importi dei disoccupati…tanto ci pensano i sindacalisti a difendere i loro interessi!

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