domenica, 17 Ottobre, 2021

Sindacati contestano confindustria su proroghe

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In una nota congiunta i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, hanno affermato: “Non possiamo assolutamente permetterci il rischio della perdita di ulteriori centinaia di migliaia di posti di lavoro”.
I sindacati considerano inaccettabile e socialmente pericolosa la posizione della Confindustria che si ostina a rifiutare la proroga del blocco dei licenziamenti in questa fase, tanto più alla luce dei finanziamenti di carattere sia generale sia specifici, destinati alle aziende e mai selettivi.
Oggi, la Cgil con la Fondazione Di Vittorio, ha diffuso il rapporto, ‘La precarietà occupazionale e il disagio salariale’ da cui risultano oltre 5 milioni i lavoratori poveri e discontinui.
Nel rapporto si legge: “Bisogna interrompere la pericolosa spirale della crescente precarietà e dei bassi salari utilizzando le risorse del Pnrr per creare occupazione stabile e di qualità”.
Gli occupati con un lavoro precario, involontario e con forte disagio salariale sono oltre 5 milioni, soggetti fragili che pagano i costi più alti della crisi, ai quali si aggiungono i disoccupati (2,5 milioni) e i lavoratori in cassa integrazione.
Come si evidenzia nel rapporto, tra il 2008 e il 2020, l’occupazione precaria aumenta costantemente e durante le fasi di crisi viene ulteriormente penalizzata poiché meno tutelata dalla scadenza temporale e dall’accesso agli ammortizzatori sociali. In questo periodo gli occupati dipendenti permanenti sono cresciuti solo di 15 mila unità (+0,1%), mentre quelli a termine di 413 mila (+18,1%), ma nel solo anno, dal 2019 al 2020, questi ultimi sono calati di ben 365 mila unità.
Inoltre, nel rapporto viene analizzata la quantità del part-time involontario. Tra il 2008 e il 2020 gli occupati complessivi a part-time sono cresciuti del +28% e tra questi la quota nettamente prevalente è di part-time involontario, che aumenta dal 40,2% del 2008 al 64,6% del 2020. Nel 2020 l’occupazione precaria e involontaria avrebbe coinvolto 4,7 milioni di occupati.
Un altro tema analizzato dalla Fondazione di Vittorio è quello del disagio salariale, determinato dalla discontinuità occupazionale. Oltre 5 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato, con o senza part-time, hanno un salario medio molto basso (al di sotto dei 10 mila euro annui). Sul salario altro aspetto che influisce negativamente è rappresentato dagli addensamenti dell’occupazione dipendente nei grandi gruppi professionali.
Infatti, nel 2020, i due gruppi professionali a minor qualificazione riguardano il 34% dell’occupazione dipendente italiana contro un 27,8% dell’Eurozona. Al contrario, i due gruppi maggiormente qualificati rappresentano il 15,4% in Italia rispetto al 24,7% dell’Eurozona.
Oltre le preoccupazioni della Fondazione Di Vittorio, ci sono altri allarmi che arrivano da Federturismo di Confindustria. La presidente, Marina Lalli ha detto: “Mancano gli stagionali nel turismo. In questa delicatissima, e tanto attesa, fase di ripartenza per il turismo italiano sta accadendo qualcosa di molto preoccupante relativamente alla forza lavoro necessaria alla riapertura della stagione estiva.
Con crescente frequenza, e in tutto il Paese, gli imprenditori non riescono a reperire sul mercato le professionalità e i profili normalmente in forza al settore durante i periodi di alta stagionalità. La ragione pare sia dovuta al fatto che molti percettori del Reddito di Cittadinanza, male interpretando lo spirito della misura, preferiscono continuare a percepire il sussidio al posto di rientrare nel mondo del lavoro”.
Secondo la presidente di Federturismo: “Tale anomalia, distorsiva del mercato del lavoro, richiede un correttivo immediato che potrebbe essere una rimodulazione della tassazione sul costo del lavoro per consentire ai lavoratori di percepire un netto in busta paga più elevato e rendere quindi più attraente il lavoro rispetto al Reddito di Cittadinanza, con conseguente risparmio per le casse dello Stato. Su questa proposta presenteremo al ministro Garavaglia un primo documento nelle prossime ore”.

Luigi Pirandello avrebbe detto: “A ciascuno il suo”, o “Così è se vi pare”, ma di mezzo ci sono gli interessi del Paese che riguardano tutti gli italiani. Riuscirà l’Italia a guarire dalla schizofrenia politica in cui è precipitata?
L’unico laboratorio che potrebbe fornire le terapie idonee è quello socialista, ma dovrebbe riaprire immediatamente i ‘battenti’ per fornire le soluzioni necessarie agli italiani.

Salvatore Rondello

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