venerdì, 7 Maggio, 2021

Slovacchia al bivio tra Orban e il Partito popolare europeo

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Il voto dello scorso giugno che aveva portato all’ elezione di Zuzana Caputova, europeista, ambientalista come Presidente della Repubblica è ormai solo un ricordo dopo le elezioni politiche che si sono svolte in Slovacchia domenica scorsa. C’è stata sì la sconfitta dei Democratici sociali, populisti e sovranisti ma al loro posto ha trionfato Olano, movimento di centro destra di Igor Matovic, aderente al Partito popolare europeo ma saldamente legato all’accordo di Visegrad che con Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca fa di questi Paesi il caposaldo delle politiche antimigranti del centro Europa.

Matovic ha raggiunto il 25, 2 %,  i Democratici sociali dell’ex Premier Robert Fico si sono fermati al 18,29%. Ha pagato il messaggio anticorruzione portato avanti in tutta la campagna elettorale da Matovic che ha fatto breccia in un elettorato ancora scosso dall’uccisione del giornalista Jan Kuciak, avvenuta nel febbraio 2018 mentre stava indagando su pratiche corruttivi tra affari e politica. Ma soprattutto la gestione della vicenda da parte del Governo dei Democratici sociali, che aveva cercato di insabbiare le indagini successive all’ omicidio con pesanti misure di controllo sul ruolo della magistratura, aveva fatto infuriare l’opinione pubblica slovacca che con numerose manifestazioni di protesta a Bratislava e in altre città aveva fatto chiaramente intendere che nelle elezioni politiche si sarebbero tirati i conti.

E così è stato in una campagna elettorale che ha visto il tema della corruzione con le inevitabili accuse al Governo di sinistra populista l’elemento largamente dominante nel dibattito politico. Al terzo posto si e’ classificato il partito dell’ imprenditore Boris Kollar, denominato Siamo famiglia, anch’esso di destra e fautore della moralizzazione della politica che insieme ad altri movimenti minori parteciperà alla formazione del nuovo Esecutivo. Ma un’altra formazione può dire di aver ottenuto un buon successo elettorale. E, il partito filorusso e anti Nato di Marian Cotleba denominato Partito popolare Slovacchia mostra che con il suo 8 % è chiaramente fuori dai giochi per le trattative di Governo ma rappresenta una spia del malessere che attraversa attualmente la società slovacca. Adesso sarà interessante vedere su quali prospettive di svilupperà il programma di Governo e in sostanza sapere se Matovic si allinierà totalmente alle posizioni del vicino Orban o se si differenzierà prendendo spunto dal suo recente passaggio al Partito popolare europeo.


Alessandro Perelli

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