venerdì, 7 Maggio, 2021

Slovacchia. Con Caputova un messaggio contro il sovranismo

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Il successo alle Presidenziali del 30 marzo scorso di Suzana Caputova non è stato un fuoco di paglia, ma ha avuto una brillante conferma nelle ultime elezioni europee. Trascinati dall’affermazione della giovane avvocata di Pezinok (piccolo borgo vicino a Bratislava), i partiti europeisti hanno superato il 50%, portando la Slovacchia lontano dal blocco di Visograd. L’uccisione del giornalista Jan Kuciak, che stava indagando sui legami con la criminalità organizzata di imprenditori e uomini del Governo, e della sua fidanzata, avevano portato alla crisi dell’esecutivo e alle dimissioni del Premier Robert Fico, travolti dalle proteste popolari.

Manifestazioni pacifiche di massa si erano ripetute in tutto il Paese e avevano spianato la strada al trionfo della Caputova, prima donna a ricoprire la carica di Presidente, cattolica liberale, ambientalista, strenua propugnatrice dei diritti civili. Lei era riuscita a dare una speranza alla rabbia popolare di studenti e lavoratori prendendo voti in tutto lo schieramento politico e nonostante la formazione del nuovo Governo di Peter Pellegrini che aveva ricalcato lo schema politico precedente, nei giorni scorsi con il voto europeo ha dimostrato come sia profondamente mutato il clima politico in Slovacchia. Era riuscita a indirizzare verso il suo nome anche i voti dei credenti nonostante la sua formazione laica e liberale e la propaganda negativa di parte delle gerarchie ecclesiastiche e dei partiti di estrema destra avesse cercato di penalizzarla. Proprio l’integrazione europea è stato e rimane uno dei suoi cavalli di battaglia, insieme alla lotta alla corruzione e alla difesa dei più deboli e degli emarginati ed è riuscita a trasformare la protesta popolare in un programma politico, vincendo anche le elezioni europee. L’attuale Governo, formatosi sulle ceneri del precedente è chiaramente in difficoltà, incapace di cogliere le nuove istanze portate avanti dalla società slovacca che si sono manifestate prima con il successo della Caputova e poi con il voto alle europee. Un chiaro messaggio contro il sovranismo che Suzana Caputova ora incarna perfettamente, tanto da essere indicata da molti qual è possibile Presidente del Consiglio europeo. Per lei, divorziata, madre di due figlie che ha cresciuto da sola, si aprono prospettive concrete di un ruolo da protagonista anche in Europa.

Alessandro Perelli

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