venerdì, 16 Aprile, 2021

Slovenia, doppia vittoria di Janez Jansa

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Janez Jansa, mercoledì 17 febbraio è riuscito a cogliere due obiettivi; vincere il confronto in Parlamento per la votazione di sfiducia e depotenziare l’iniziativa del Capo dello Stato Borut Pahor tendente alla formazione di un Governo di unità nazionale. Il Premier è stato il vero vincitore della situazione di incertezza che aveva avvolto la Slovenia nelle ultime settimane. Incertezza determinata dall’acuirsi della crisi economica provocata da una pericolosa recrudescenza della pandemia da coronavirus che aveva portato a pesanti restrizioni e dalla virtuale crisi politica in seguito all’uscita dalla maggioranza del Partito dei pensionati. E proprio Karl Erjavec, nuovo leader di questo partito, le forze di opposizione, riunite nella Coalizione dell’arco costituzionale (Kul) avevano proposto come nuovo Capo del Governo nella mozione di sfiducia costruttiva presentata all’Assemblea di Lubiana. Ma il documento ha avuto solo 40 voti dei 46 necessari per essere approvato. Jansa quindi può tranquillamente proseguire a guidare il Paese fino al termine regolare della legislatura previsto per il prossimo anno. A suo favore ha giocato il fatto del recupero di un paio di deputati dati in forza all’opposizione ma anche il timore dei piccoli partiti che in caso di elezioni anticipate non avrebbero superato il quorum necessario per essere rappresentati nuovamente in Parlamento. La vittoria di Jansa è stata doppia. Il tentativo del Presidente della Repubblica di formare un Governo di unità nazionale sul quale avrebbe aperto le consultazioni dopo il voto di mercoledì, si può ritenere ormai senza senso essendoci un Governo pienamente legittimato. Adesso forzare su questa soluzione potrebbe apparire di parte e non dimentichiamoci che Borut Paho, che adesso ricopre il più alto livello istituzionale ,viene da un partito , quello socialdemocratico, che rappresenta, in questo momento, la maggiore forza di opposizione a Jansa. E non ci sono più i presupposti per questa iniziativa del Presidente in quanto la situazione pandemica è negli ultimi giorni migliorata,tanto che si prevede che entro fine mese tutto il territorio sloveno possa rientrare in zona gialla, le vaccinazioni proseguono a buon ritmo e l’instabilità politica è stata superata. Alla sinistra tocca quindi non incassare una sconfitta. E l’ atmosfera rischia di farsi ancora più pesante se si considera che i sondaggi attribuiscono al Partito democratico del Premier una tranquilla maggioranza in caso di elezioni. Il consenso di Jansa pare non aver subito penalizzazioni né dalle proteste degli intellettuali ne dalla politica di vicinanza e di attiva collaborazione con Viktor Orban con cui ha condiviso alcune scelte all’interno dell’Unione Europea. Alle forze di opposizione non resta che iniziare fin d’ora la campagna elettorale per le politiche del prossimo anno. Oltre ai temi economici e sociali sarà importante la scelta del candidato Premier da contrapporre a Janez Jansa, trovando una figura di equilibrio tra le varie forze che compongono l’opposizione e che abbia la necessaria personalità carismatica per convincere i cittadini sloveni.

 

Alessandro Perelli

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