domenica, 13 Giugno, 2021

Slovenia, verso governo di unità nazionale

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Unicamente il Covid-19, che ha colpito alcuni parlamentari, ha impedito, alla fine dell’anno scorso, la discussione, nel Parlamento di Lubiana, della mozione di sfiducia costruttiva al Governo di destra populista di Janez Jansa. Il giorno del redde rationem è solo slittato: la mozione, che era stata ritirata per motivi sanitari, verrà ripresentata a giorni sempre con l’indicazione di Karl Erjavec, leader del Partito dei pensionati come nuovo Primo Ministro. Una scelta dettata dalla necessità di arrivare alla maggioranza dei voti più che di ordine politico. Infatti l’orientamento dei pensionati , che prima appoggiavano Jansa, è stato fondamentale per raggiungere 47 firme sul documento che con l’aggiunta di qualche deputato incerto, per ora fedele alla coalizione di Governo, farebbe spostare la maggioranza dei 90 seggi che compongono il Parlamento a favore dell’opposizione, il cui partito più grande è di gran lunga quello socialdemocratico. Su tutto prevale lo spauracchio di elezioni anticipate che terrorizza un po’ tutti ma soprattutto quei piccoli partiti che, sondaggi alla mano, difficilmente supererebbero il quorum richiesto per essere rappresentati nuovamente in Parlamento e proprio per questo motivo si spostano da una parte e dall’altra dello schieramento politico pur di non tornare alle urne. Rendendo così ancora più incerta la situazione. In un clima come questo il Presidente della Repubblica Borut Pahor si è sentito in dovere di prendere un’iniziativa che ricorda un po’ quella del nostro Mattarella nei giorni della crisi di Governo. Solo che Pahor l’ha presa prima dell’eventuale sfiducia provocando, al di là del quasi unanime buon accoglimento della stessa, qualche dubbio di interferenza politica. Pahor è stato chiaro: la Slovenia , duramente colpita dalla pandemia da coronavirus e in vista dell’assunzione della Presidenza dell’Unione Europea ha bisogno di trovare l’unità nazionale e la politica deve adeguarsi a questa necessità. Per lanciare questo messaggio il Presidente della Repubblica ha scelto una data significativa e cioè il trentesimo anniversario dell’ accordo tra tutti i partiti per sostenere il referendum sull’ indipendenza della Slovenia. Un appello perché, anche oggi, vi sia un indirizzo comune tra le forze politiche per la lotta alla pandemia e su i punti strategici della prossima direzione slovena dell’ Unione Europea. L’ iniziativa di Borut Pahor ha avuto sicuramente il merito di aver spostato l’attenzione dalla conta numerica della prossima riunione del Parlamento ai temi più nobili del dibattito politico al di là del tipo di Governo (l’ attuale magari con un rimpasto, uno nuovo senza Jansa, un governissimo) che potrà determinarsi nei prossimi giorni. Anzi per rendersi indipendente dalle dinamiche dei partiti Pahor ha deciso che le consultazioni sulla sua proposta inizieranno dopo la discussione e votazione della mozione di sfiducia. E così a parte Levica e la Lista Sarec che non parteciperanno alle consultazioni, tutte le altre sette forze politiche presenti in Parlamento aderiranno all’ invito. Compreso il partito del Premier Jansa che continua a ritenersi sicuro di continuare a governare e a conservare insieme agli alleati la maggioranza assoluta.

 

Alessandro Perelli

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