domenica, 28 Novembre, 2021

Smeriglio (S&D): “Serve una proposta di sinistra socialista, progressista e ambientalista”

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Con Massimiliano Smeriglio, eurodeputato Pd, parliamo del ruolo del Pse e dell’Unione europea in questo momento difficile in cui la priorità europea è quella di sconfiggere il coronoavirus con l’arma di cui disponiamo: i vaccini. Un tema fondamentale in un momento in cui la voce dei partiti sembra perdere forza.

 

“Il partito Socialista Europeo – afferma Smeriglio –  è un partito fondamentale dell’area progressista ed è proprio la necessità di rimettere la politica sulle gambe dei partiti che ci indica la strada. Il tema casomai è come e perché ancora è così fragile l’intelaiatura partitica europea e ancora così forte la dimensione e l’autonomia degli stati nazionali. Noi dovremmo fare una operazione inversa, investire sempre di più sulla dimensione organizzativa, di cultura politica, programmatica e valoriale del Partito Europeo. Questa è la grande sfida.

 

La prima emergenza è quella dei vaccini. Come giudici quanto fatto dalla Commissione europea per l’approvvigionamento? Pensi che l’Europa debba dotarsi di una propria indipendenza della produzione? E come?

L’Europa ha fatto moltissimo sui vaccini. Ha affrontato in maniera generosa e lungimirante tutta la fase dell’emergenza. Nel passaggio drammatico del covid e nella fase di ricostruzione sociosanitaria ma anche economica e lavorativa l’Europa ha dimostrato di esserci. La vicenda dei vaccini dimostra ancora una fragilità, l’eccessivo peso delle multinazionali, dei rapporti lobbystici di singoli interessi e penso che sì, l’Europa debba lavorare sempre di più alla dimensione dell’indipendenza anche nella produzione dei vaccini. Penso che questa deve essere la prossima sfida.

 

La sinistra in Italia è in costante affanno. In Europa invece qualche segno di vitalità arriva. Basta vedere le recenti elezioni regionali in Germania. Quali sono i temi forti da rilanciare?

Le forza progressiste sono in difficoltà in tutto il mondo perché spira un vento avverso, il senso comune tira da una altra parte, le forze nazionaliste, razziste, omofobe, patriarcali, sviluppiste sono oggettivamente oggi con il vento in poppa però è vero che come in Italia da nessuna altra parte in Europa. In Italia sarebbe lungo spiegarlo, la nostra storia contemporanea dalla fine della Prima Repubblica ci consegna un quadro veramente molto complicato in cui non esiste ne una forte sinistra socialista, non esiste una forza di Sinistra più radicale, non esiste una forza ecologista visibile e che in grado di incidere sulle scelte di governo. È un tema tutto Italiano quello di rimettere ordine e lavorare per ricostruire opzioni politiche che siano maggiormente coerenti con quello che capita nelle famiglie europee. D’altro canto, lo dico senza polemica, solo in Italia, in nessuna altra parte del mondo succede che per esigenze anche condivisibili di emergenza nazionale le forze progressiste stiano al governo con i nazionalisti. Non esiste in nessuna altra parte d’Europa ma non solo perché non lo permetterebbero i socialisti, non lo permetterebbe neanche la Merkel o Macron. Quindi in Italia abbiamo un problema di tenuta e di autonomia dalla dimensione statuale delle forze politiche molto forti e questo è il dibattito di fondo che dovrebbe affrontare anche il Partito Democratico che è rimasto un ibrido.

 

I socialisti guidano la sinistra in Europa. Esiste una esigenza di rilanciare un’area socialista in Italia?

Certo. Esiste questa esigenza. Esiste l’esigenza di far tornare a vivere una proposta di sinistra socialista, progressista, ambientalista dentro uno schema politico visibile a livello Nazionale. Cosa che oggi purtroppo non c’è ed è parte del problema italiano.

 

Roma si avvicina alle elezioni amministrative. Un passaggio importante. Come giudichi il lavoro della giunta uscente e come pensi il centrosinistra debba presentarsi per l’appuntamento elettorale?

A Roma saranno elezioni decisive. Il giudizio sulla Raggi, non è un giudizio personale ma un giudizio politico, sulla Raggi e sulla sua giunta, è un giudizio che non ammette ambiguità, un giudizio totalmente negativo, un’esperienza drammatica di governo per la città di Roma. Il centrosinistra deve ripartire da se stesso dalle proprie forze e credere, dare fiducia alla coalizione appena appena accennata tenuta ferma dai meccanismi diciamo tutti partitici e poco comprensibili. Mentre noi avremmo bisogno di rilanciare fortissimamente una proposta pubblica coalizionale. Io penso che la coalizione e le primarie possono essere il modo con cui si ricostruisce la proposta progressista in Città gli si da forza perché c’è bisogno di avere forza popolare, perché noi dobbiamo battere le destre e battere contestualmente anche la Raggi. Non sarà una passeggiata però credo che le forza progressiste in Città hanno diciamo la motivazione, la forza e l’ambizione di cogliere questo risultato.

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