lunedì, 18 Ottobre, 2021

SOCIALDEMOCRATICI SUL PALCO

0

Il Partito Socialdemocratico vince le elezioni generali del 2021, ma a Berlino si apre una fase di notevole incertezza sulla nuova alleanza di governo. Erano chiamati alle urne oltre 61 milioni di tedeschi – l’affluenza si è poi stabilizzata al 76% del corpo elettorale -, con 47 partiti e partitini in competizione, ma nel ventesimo Bundestag saranno ancora presenti le tradizionali formazioni del dopo unificazione, con la novità che il prossimo esecutivo sarà, per la prima volta nella Repubblica Federale, quasi certamente un tripartito.

Maraio: Con vittoria Scholz fase nuova socialismo europeo, fare bene anche in Italia

“I socialisti in Germania con la SPD tornano il primo partito del Paese, con i voti transitati dalla Cdu di Angela Merkel alla Spd, rispetto al 2017. Olaf Scholz ha condotto una campagna elettorale investendo sui valori, sulle priorità e sulle proposte del socialismo tradizionale, declinato alla luce delle nuove esigenze dettate dalla modernità e dalla crisi post pandemica”. È il commento del segretario del Psi, Enzo Maraio, alla vittoria della Spd in Germania. “Ci auguriamo che riceva l’incarico di Cancelliere della Germania a capo di un Governo con i Verdi, che pure hanno avuto un risultato molto importante”- ha proseguito Maraio. “La sensazione è che si sia concretamente avviata una fase nuova per i partiti del socialismo europeo, che governano da tempo e bene in Spagna con Pedro Sánchez, in Portogallo con António Costa, nei Paesi scandinavi e poi in Albania e Finlandia.
In Francia i socialisti escono da un positivo risultato alle ultime elezioni regionali, governano in molte Regioni e anche nella capitale Parigi con Anne Hidalgo.
Un clima decisamente migliore e una fase nuova che risveglia in Europa l’orgoglio dei socialisti e ricolloca i partiti del Pse nella centralità che era stata perduta negli ultimi anni. Un segnale positivo che sprona i socialisti anche in Italia a perseverare ed andare avanti a testa alta”- ha concluso.

 

Nencini, la sinistra vince quando è socialista

“Bentornata SPD. La sinistra vince quando è socialista e governa quando si allea con forze europeiste e riformiste”. È il tweet di Riccardo Nencini, senatore del Psi, a commento della vittoria della SPD.

 

 

Olaf Scholz, con ogni probabilità prossimo Cancelliere, ha riportato la SPD alla primazia, ma Armin Laschet, suo avversario della Unione democristiana, non disarma ed ha avvertito che non sempre chi ha avuto la maggioranza relativa ha poi governato, aggiungendo che «è sempre possibile formare un governo federale a guida Cdu/Csu».

La Cdu/Csu perde, però, l’8,7% dei voti (-50 seggi) e scende al minimo storico, il 24,1%, diventando il secondo gruppo politico con 196 deputati sui circa 700 seggi sempre “mobili” del Bundestag, ma, secondo le intenzioni dello sconfitto, potrebbe tornare in gioco con una inedita coalizione “Giamaica” nero-verde-gialla, dai colori dell’Unione, dei Grünen e dei Liberali della FDP. Oppure con una riedizione, finora del tutto esclusa da Scholz, della Grosse Koalition uscente senza questa volta la signora Angela Merkel.

I Socialdemocratici, infatti, pur guadagnando il 5,4% in più e risalendo al 25,7% e 206 seggi (+53), nel recuperare il peggior risultato del dopoguerra ottenuto cinque anni fa, non hanno però ottenuto un maggiore successo e intendono optare per la strada, finora sempre privilegiata dal ministro delle Finanze e vice Cancelliere di Angela Merkel, un’alleanza “semaforo” tra SPD, Verdi e Liberali. Intanto, uno dei potenziali partner in questa tornata elettorale, la FDP di Christian Lindner si attesta a circa l’11% (+0,8%) con 92 deputati.

Terzo posto per i Verdi che conquistano un notevolissimo 5,8% in più, ma non sfondano clamorosamente come previsto fino a pochi mesi fa. I Grünen diventano, comunque, il terzo partito della RFT con il 14,8% e ben 117 seggi (+53). La loro leader candidata alla Cancelleria, Annalena Baerbock, ha riconosciuto la crescita limitata del suo partito («ci aspettavamo di più») ed ha auspicato un governo improntato ad un programma largamente basato sui temi ambientali e che riconosca l’emergenza clima.

L’ultradestra dell’AfD, Alternative für Deutschland, finora terzo gruppo in Parlamento, relegata da tutti i partiti a sicura opposizione, scivola al quinto posto con oltre 2 punti in meno e si ferma al 10,4% e 83 seggi.

Grande incertezza per la Linke. La Sinistra, che sperava almeno di mantenere la sua forza, arriva a dimezzare i suoi voti (oltre il 4% in meno) e rischia di non entrare a pieno titolo nel Bundestag, altalenando in un bilico pericoloso sul crinale del 5% del barrage. In realtà, al momento, la percentuale minima non dovrebbe essere centrata. Se riuscisse a recuperare, il gruppo parlamentare del partito di Susanne Hennig-Wellsow dovrebbe attestarsi a 40 seggi (-30) e, in ogni caso, alcuni mandati dovrebbe ottenerli sulla base dei secondi voti espressi.

Intanto, si è andati alle urne anche per la Capitale. A Berlino, nel voto per il rinnovo dell’Abgeordnetenhaus, che ha visto lunghe file di cittadini ai seggi elettorali ben oltre l’ora di chiusura alle 18.00, si registra un successo delle liste di sinistra. La SPD e la sua candidata borgomastro, Franziska Giffey, è prima al 21%, quando si delinea anche una fortissima avanzata dei Verdi, divenuti il secondo partito della città con il 18,8% dei consensi dinanzi alla Cdu (17,3%), seguita poi dalla Linke attestata al 14,1%. L’AfD è attorno all’8% e i Liberali al 7, mentre le altre liste sono al 12%.

Simile scenario, con la sola conferma della primazia elettorale della Socialdemocrazia, nell’unico Land della ex Germania Orientale chiamato al voto, il Meclemburgo-Pomerania Occidentale. Dopo la SPD, con la candidata Ministerpräsidentin, Manuela Schwesig, che è quasi al 40%, si colloca l’AfD al 17%, la Cdu al 13% e Linke e Verdi rispettivamente al 9,9% e al 6,1%, mentre la FDP è al 5,7% e le altre liste raggiungono l’8% dei consensi.

Roberto Pagano

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply