lunedì, 10 Maggio, 2021

Socialismo postpandemico

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Dedicato al compagno Senatore Luigi Covatta Direttore di Mondoperaio
Ricordo con emozione e commozione le due sigarette fumate in sua compagnia durante la pausa in un convegno sul riformismo nel 2018, discorremmo sull’Arte e le possibilita’ del socialismo menscevico oggi, mi racconto’ un episodio di quando era stato Presidente dell’Accademia di Brera.

 

Un intellettuale straordinario

Ricordo poi un ulteriore incontro, a Roma Termini, nel 2013, dove mi complimentai per Mondoperaio, per la sua direzione magistrale ed aperta alle riflessioni sul socialismo.

Come se fossi a Parigi, Place de Clichy, in una flanerie nomadica del pensiero che vaga e si s/vaga estaticamente, penso al vagare, al pensare, e vi è una meta per un appuntamento primaverile, approssimativamente alle 15 o alle 11, del resto è lo stesso, basta in/con/tra-rsi, mixandosi sinceramente.

 

Non è lo spleen di Baudelaire.

Non mi pare il caso di essere troppo a la decadense, perché non è più il tempo crepuscolare.
Ma in questo Mondo debole nel pensiero, malato coviddizzato, resta sempre un’apertura, l’origine del mondo, in originale, non la timida copia appesa nel noto museo parigino.
Anche se a dipingerla fu un bel comunardo, resto di questa idea del falso, l’aura benjaminiana, nell’epoca della sua riproducibilità, indefinita?

La Vita non è riproducibile, naturaliter.

 

Nel mio nomadismo tenterò anche l’imbarbarimento/barbarizzazione, l’ibridazione e l’intraprendere vie diverse per una nuova immanenza, anche per spunti di riflessione di un socialismo post-pandemico.(Dovrà finire la Pandemia…prima o poi, meglio prima per poter tornare a viaggiare anche con i corpi, spinozianamente, ergo nella immanenza, anche abbracciandoci e baciandoci senza mascherine, dandoci la mano etcetera).
Ché se non ci si imbastardisce rischiamo la palude dello stagno sociale, ove tutto resta come è, cristallizzato-intrappolato, infetto dal covid19, dalla competizione, dal capitalismo, dal razzismo, fossilizzato in piramidi sociali da neo-feudalesimo.
Roba da museo delle cere parafrasando Engels.
Con il Lume di Diogene e con il beneficio del dubbio, potrei trovare la detta ibridazione derriere le miroir.
Dietro lo specchio.

L’immanenza di Deleuze?

 

Accontentiamoci come da programma minimo, della potenza degli elementi e pensiamoci sopra.
Linee di fuga.
Intanto ho compreso il corpo senza organi del desiderio.
Corpo spinoziano.
Corpo che esce dal concetto di chiusura, di muro, ruspe, confini et similia.
In perfetta geometria come un fiocco di neve o un cristallo di sale, migliori e più preziosi di un diamante, da cui d’altro canto non nasce niente.
Sto scoprendo anche il silenzio.
Che’ spesso tutto il chiacchiericcio potrebbe essere meramente la chiacchiera hedeggerianamente intesa.

 

Il si dice della televisione.

 

Il si generico, ma allora dal no facciamo il sì.
Tutti parlano lei dica questo, virologi, nomask eccetera di complottisti bigotti ed amenità varie.
Intanto esco e rifletto sul fatto del nemico, hostis-barbaro.
Gli identitaristi si mescolano con i ristoratori: qui non c’è coviddi.

 

Eppur c’è.

 

Eppur si muore di Covid19.
Fischia il vento, urla bufera.
Eppur bisogna andar!
Dal socialismo o barbarie di Rosa Luxemburg, al disco dei cccp fedeli alla linea socialismo e barbarie alla ibridazione della apparente contrapposizione antinomica, a mo’ della vespa e dell’orchidea che fanno l’amore(Deleuze-Guattari), verso (un tendere infinitamente a) il socialismo barbarico da costruire, dopo avere finito la completa decostruzione del modello di pensiero occidentale.(capitalismo, liberismo debordanre=sars covid19).
Riflessioni per un socialismo postpandemico.
Dobbiamo ricostruire il mondo nuovo.
In un’accezione altra, alta e bassa al contempo, come nella Tavola Esmeraldina.

 

Diversa.

 

Anche variando il significato di Barbaro, sempre associato allo straniero, veduto come hostis, ostile diverso.
Ma questa è una visione hobbesiana dello homo hominis lupus, che si leviatanizza in stato, quale emanazione da dommatica romanistica tedesca persona giuridica, quindi fictio.
Barbaro quale oltre/passamento e ibridazione.
Come sangue nuovo portato nel medioevo dai barbari del Nord.
O del sud.
Sangue berbero nei cavalli.
Quindi patchwork.
Interracial.
Nostra patria è il mondo intero.
Devo semplicemente rivedere il mio precedente eurocentrismo.Piano piano.Mixage.Anche un disco Jazz può essere d’aiuto.
È necessario un giro di volta, per aggirare il muro, poi anche abbatterlo, ma senza scappare se la nave affonda.
Capita delle volte di affondare, derive ed approdi.

Utopia ovvero prolegomeni sul programma massimo del socialismo postpandemico:

L’apertura del pensiero all’infinito, può darsi anche dal disegnare delle ali, e quindi potrà librarsi libero in volo anche il gallo e la gallina.(Utopia?)
Oppure un altro esempio, con una scatola di colori puoi disegnare alberi infiniti e avere il cielo in una stanza senza più pareti, disegnando su fogli, o anche solo immaginando ciò, o attaccando un foulard con il cielo stellato su un muro bianco, rendendolo appunto stellato di Van Gogh.
Non è Anselmo d’Aosta, ma un tentare di pensare in modo altro, per rompere il folle incantesimo di Nietzsche dell’eterno ripetersi/ritornare dell’uguale, da cui il crollo, l’attuale pandemia mondiale, che essendo mondiale ci vuole un’unione mondiale per VACCIANARCI TUTTI.
Ma meglio nel differente, e che non sia mai più il Sars Covid 19, mai più il Nazifascismo.(da ripetere a mò di mantra per evitare il ripetersi dell’uguale, l’eterno ritorno ossessivo maniacale dell’uguale).
Metterò il cappello patchwork nel girovagare, per Via Marittima a Frosinone.
Vagando extra potrebbe capitarmi di vedermi al bistrot all’angolo&angelo.

Possibile programma minimo, sempre auspicabile
(e ti pare poco?)

Ed oltre il soggetto d’incontro al bistrot all’angolo, si può scorgere anche una nuova idea di politica socialista, che poi null’altro è se non il fare del bene alla gente, come si diceva nelle vecchie sezioni del Psi.
Il Mondo nuovo post covid 19, proviamo ad immaginarlo, come descritto nel Vecchio Testamento: Isaia 11:6-8
6 Il lupo dimorerà insieme con l’agnello,
la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà.
7 La vacca e l’orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
8 Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide;
il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.

 

Alessio Andrej Caperna

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