martedì, 19 Ottobre, 2021

Socialisti ovunque

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Il simbolo socialista torna, nel centro-sinistra, nella capitale d’Italia, capeggiato da Bobo Craxi. Calenda non ha voluto organizzare attorno alla sua candidatura una coalizione. E la scelta non poteva essere diversa. E a Milano torna una lista socialista, capeggiata da Giorgio Goggi, in assoluta autonomia. Con la coraggiosa intenzione di rinverdire i meriti delle amministrazioni socialiste che hanno trovato in Carlo Tognoli l’esempio più luminoso.

Simboli socialisti, da soli o in coalizione, si presentano a Bologna, con Volt, a Trieste, con Italia viva, a Rimini, con Azione, a Napoli con Leu, a Caserta sotto la definizione di Socialisti uniti. Liste Avanti sono state lanciate, a Sulmona, Vasto, Montevarchi, liste Avanti, organizzate dal Psi. A Torino e altrove sono presenti liste civiche con forte partecipazione di candidati socialisti. A Cosenza, un nostro dirigente, Franz Caruso, é candidato sindaco dell’intera coalizione di centro-sinistra, mentre il nostro sindaco Mortandello si presenta per la riconferma nella sua Montegrotto. Diverse decine sono poi i candidati socialisti nelle liste dei comuni dove si vota col maggioritario. Si sapeva che il Psi conta ancora, più di altre componenti politiche che si vedono premiate nei sondaggi, su una radicata e diffusa rete territoriale. Mentre forze politiche di ben più recente conio non dispongono di classi dirigenti periferiche, e lo stesso centro-destra, per non dire i Cinque stelle, si vedono privati alle comunali del consenso di cui godono a livello politico, il Psi, ma questa era una caratteristica anche del vecchio Psi, grazie ai suoi dirigenti locali, che godono dell’apprezzamento delle popolazioni amministrate, riesce generalmente a moltiplicare a livello comunale i consensi politici. La nostra scommessa vale anche per la tornata elettorale del 3 ottobre. Di più. Non sono state presentate, da chi si erge come socialista alternativo al nostro partito e intende, con una certa arroganza, impartirci lezioni, liste socialiste. Non si ha notizia di candidature socialiste nel centro-destra e men che meno in coalizioni diverse. Questo dimostra che il Psi é il solo rappresentante dei socialisti italiani e che coloro che ne osteggiano gli sforzi elettorali, compiuti con risorse limitate e in condizioni spesso difficili, si pongono fuori da qualsiasi orizzonte di ripresa socialista italiana. Il Psi è l’unico partito identitario, fortemente legato alla sua tradizione otto-novecentesca, ancora attivo ovunque, che tuttora gode di una presenza parlamentare e che si regge su federazioni e sezioni in tutte le province italiane ed esprime decine di sindaci e centinaia di amministratori. Di questo anche i nostri critici dovrebbero tenere conto, visto che la nostra organizzazione é aperta a tutti, non fa esami del sangue a chi proviene da altri lidi e non chiede di sposare acriticamente le sue scelte. A me é capitato di dissentire e di proporre anche soluzioni politiche diverse. Ma ho sempre pensato che questo era e doveva restare il mio partito e che alle elezioni un dirigente politico é chiamato a sostenere le liste presentate. Questo é un dovere e in questo caso, per me, anche un piacere.

 

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Riguardo l'Autore

1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Auguro ai candidati socialisti la migliore riuscita elettorale, anche perché ho sempre pensato – e credo di averlo scritto, non una sola volta, pure su queste pagine – che a livello locale vi siano socialisti che godono ancora di abbondante credito e stima, e la loro affermazione nel voto amministrativo, oltre a consolidarne il ruolo, può altresì favorire un ritorno dei socialisti a poter di nuovo contare sul piano nazionale.

    Spero nel contempo che tra quanti di loro risulteranno eletti vi sia anche chi non concepisce le alleanze orientate soltanto verso quella sinistra che un tempo non si dimostrò molto amica dei socialisti, per usare un eufemismo, e non ne ha granché condiviso l’azione politica, e che oggi porta il Direttore a domandarsi se si va formando una destra delle libertà e una sinistra delle penalità (vedasi il suo Editoriale di ieri “Quale sinistra delle libertà?”.

    Paolo B. 16.09.2021

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