martedì, 15 Giugno, 2021

Solidarietà a Mattarella offeso sui social

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Dopo le offese e minacce circolate sui social del web in offesa, denigrazione e minacce al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono scattate le perquisizioni dei carabinieri del Ros in numerose città italiane nei confronti di 11 indagati. Le operazioni sono in corso a Roma, Latina, Padova, Bologna, Trento, Perugia, Torino e Verbania.
Le perquisizioni fanno seguito alle indagini avviate dalla procura di Roma lo scorso agosto nei confronti di un 46enne di Lecce, accusato degli stessi reati per i suoi post su Twitter. Le indagini del Ros hanno portato alla luce una elaborata strategia di aggressione alle più alte istituzioni del Paese.
Numerosi sono stati i post e i contenuti multimediali offensivi rilevati tra aprile 2020 e febbraio 2021, anche grazie all’impiego del Reparto Indagini Telematiche, unità del Ros specializzata nelle investigazioni telematiche e web, è stata ricostruita la rete relazionale e le abitudini social dei soggetti coinvolti, di età compresa tra i 44 e i 65 anni, tra i quali figurano impiegati e professionisti. Tre degli indagati gravitano in ambienti di estrema destra con vocazione sovranista. I gruppi e i militanti di ispirazione suprematista e antisemita hanno utilizzato la piattaforma social VKontakte, il Facebook russo.

Tra loro anche Marco Gervasoni, professore universitario di 53 anni, vicino a gruppi e militanti di ispirazione suprematista e antisemita. Storico e saggista, già direttore scientifico della Fondazione Craxi, Gervasoni insegna Storia contemporanea all’università del Molise. Nei mesi scorsi era finito nella bufera mediatica per un tweet sulla vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elly Schlein che gli costò anche un rinvio alla Commissione etica da parte del Senato accademico dell’ateneo.
In precedenza, nel settembre 2019, un altro tweet gli era costato l’interruzione del rapporto con la Luiss, dove insegnava a contratto Storia comparata dei sistemi politici.
Il professore allora si difese sostenendo che il suo era un esperimento sociale commentando: “Si possono fare commenti sul fisico della Meloni, di Salvini, Trump e Berlusconi. Mentre non è consentito farlo su esponenti di sinistra. Lo abbiamo visto molte volte. Ho pensato quindi di fare questo piccolo esperimento dopo aver visto l’interessante copertina de “L’Espresso’”, che giocava sull’immagine mascolina di Schlein, la quale è stata più volte definita gender fluid”.
Apprendendo la notizia con stupore, Piero Sansonetti ha così commentato all’Adnkronos: “Marco Gervasoni perquisito per le minacce a Sergio Mattarella? Conosco Gervasoni ed è una cosa che mi pare assolutamente assurda e ridicola. Ma non c’è da stupirsi, è la procura di Roma che non ha niente di meglio da fare. Del resto la procura di Roma è quello che è, non è una novità. Non riescono a fare altro che perseguire i reati d’opinione: o le intercettazioni, o i reati d’opinione”.
Entrando nel merito della vicenda, il direttore del Riformista ha osservato: “Mi sembra molto improbabile che Gervasoni organizzi minacce a Mattarella, ma mi sembra anche molto curioso che si debba fare un’inchiesta su messaggi contro Mattarella: contro Mattarella dici quello che vuoi, in una società libera si può dire quello che si vuole. Una campagna d’odio contro Mattarella è un concetto ridicolo. Il reato di vilipendio al presidente della Repubblica è il reato più ridicolo che esista in un qualunque codice penale. Bisognerebbe spiegare a questi che siamo nel 2021, ma non sarà facile”.
Non dobbiamo sorprenderci della magistratura che sta assolvendo al compito di far rispettare le leggi e di applicarle. Sorprende, invece, il commento di Sansonetti e di quanti agiscono mediaticamente con leggerezza dimenticando che la libertà non è un valore assoluto, ma come insegna Alexis De Toqueville: “La libertà finisce là dove comincia quella degli altri”. Chiunque può criticare il pensiero di un’altra persona, ma deve avere rispetto per la persona. Un rispetto che è maggiore quando si tratta del Capo dello Stato perché la figura del Presidente della Republica è rappresentativa di tutto il Paese.

Vorrei anche ricordare che i diritti umani sono sacri, inviolabili e non possono essere limitati nel tempo. Il fatto che siamo nel 2021 non vuol dire che ognuno può fare come gli pare. In una dinamica evolutiva bisogna prestare molta attenzione agli effetti che invece possono essere socialmente involutivi. Il reato di vilipendio al Presidente della Repubblica non ha niente di ridicolo, e non vieta che al Presidente della Repubblica possano essere rivolte critiche costruttive. Le offese no, non sono ammesse, neanche privatamente, perché ledono il diritto umano della persona e della dignità. Inoltre, soprattutto chi svolge attività di comunicazione a mezzo stampa, dovrebbe ricordarsi l’esistenza dell’articolo 21 della Costituzione che, sistematicamente, da diverso tempo, viene disatteso. Il malcostume mediatico è un veleno per la democrazia. E se la democrazia viene avvelenata, dopo muore e non sarà certamente sostituita da un modello sociale migliore. E’ così che nascono le dittature, ed oggi si rischia di andare incontro ad una dittatura globalizzata con la complicità degli organi di stampa e dei cattivi esempi, altamente diseducativi, sempre più frequentemente riscontrati anche nell’ambito scolastico. L’etica democratica nell’insegnamento e nel fare pratica del giornalismo sono di fondamentale importanza per educare il popolo, per far emergere le verità senza scendere nella superficialità comunicativa e nei luoghi comuni.
Alcuni anni fa, la campagna mediatica contro la partitocrazia, ha colpito l’esercizio della democrazia politica nel Paese, producendo un vuoto non ancora riempito, percepibile dall’assenza di programmi politici nei diversi Gruppi presenti in Parlamento.
L’educazione al rispetto è fondamentale per costruire una società civile e democratica. Oggi, più che mai, sono indispensabili, oltre alle istituzioni, i luoghi dove potere esercitare la democrazia politica ed economica del nostro Paese.
Dovremmo essere tutti riconoscenti al Presidente Mattarella per la sua opera a difesa della democrazia e per aver consentito la formazione del governo Draghi che sta recuperando credibilità e rispetto internazionale dell’Italia. Un valore importantissimo, venuto meno negli ultimi anni. Pertanto, manifestiamo piena solidarietà al Presidente Mattarella ed alla magistratura nel compiere il suo dovere.
Tutto questo, senza dimenticare che il lavoro è la base della nostra democrazia.

 

Salvatore Rondello

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