sabato, 25 Settembre, 2021

Sostegni bis e proroghe. Chiarimenti e scadenze per contributi e riscatto laurea

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Sostegni bis
NUOVA PROROGA PER IL REDDITO DI EMERGENZA

Le famiglie in difficoltà possono richiedere il Reddito di emergenza fino a settembre: con il decreto Sostegni bis è infatti in arrivo una proroga di ulteriori 4 mensilità per ottenere l’assegno fino a 800 euro. Giova ricordare, al riguardo, che il Rem era già stato allungato di ulteriori 3 mesi (con il beneficio esteso anche ai mesi di marzo, aprile e maggio 2021) col precedente decreto, il dl Sostegni, che aveva anche fissato la scadenza per le domande al 31 maggio 2021.
Altri 4 mesi di Reddito di emergenza
Nella bozza del decreto Sostegni è previsto un nuovo differimento del Reddito di emergenza. Per l’anno 2021 sono difatti riconosciute, dietro apposita domanda e se in possesso dei requisiti, altre quattro quote di Rem relative alle mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre 2021.
Inoltre, secondo la bozza, fino al 31 dicembre non si applica la riduzione del 3% mensile a partire dal quarto mese di fruizione alla Naspi. A partire da gennaio 2022 l’importo della prestazione è calcolato applicando le riduzioni corrispondenti ai mesi di sospensione trascorsi.
Domanda
Le famiglie che per la prima volta richiedono il Reddito di Emergenza devono presentare la domanda tramite l’apposito modulo predisposto dall’Inps, mentre non hanno necessità di farlo i nuclei che in passato hanno già ricevuto questo sostegno. La richiesta può essere inoltrata:
online sul sito Inps, attraverso il servizio dedicato, autenticandosi con le proprie credenziali;
tramite i servizi offerti dai Caf e dai Patronati.
Qualunque sia la modalità scelta, al momento di richiedere il Rem è necessario essere in possesso della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) ai fini Isee, ordinario o corrente. Nel caso di presenza di minorenni in famiglia, si può accludere l’Isee minorenni, mentre non è valida l’attestazione Isee riferita al nucleo ristretto.
Quanto spetta
Il beneficio economico del Rem è determinato moltiplicando 400 euro per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.
L’importo del trattamento numerario concesso non può essere superiore a 800 euro mensili, tranne nelle ipotesi in cui la scala di equivalenza viene maggiorata fino a 2,1. La scala di equivalenza è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementata di:
0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni;
0,2 per ogni ulteriore componente minorenne.
La scala può raggiungere la soglia massima di 2. Nell’ipotesi in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza, come definite ai fini Isee, la soglia massima è elevata a 2,1. La scala di equivalenza non tiene conto dei soggetti che – al momento dell’invio dell’istanza – si trovano in stato detentivo o sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra pubblica Amministrazione; la presenza di un componente che si trova in tali condizioni deve essere auto dichiarata in domanda.
Per ogni opportunità, di seguito riportiamo alcuni esempi di calcolo del valore mensile del Rem, in relazione alla composizione del nucleo familiare:

Un adulto: scala di equivalenza 1, 400 euro
Un adulto e un minorenne: scala di equivalenza 1.2, 480 euro
Due adulti: scala di equivalenza 1.4, 560 euro
Due adulti e un minorenne: scala di equivalenza 1.6, 640 euro
Due adulti e due minorenni: scala di equivalenza 1.8, 720 euro
Tre adulti e due minorenni: scala di equivalenza 2, 800 euro
Tre adulti e due minorenni di cui un componente è disabile grave: scala di equivalenza 2.1: 840 euro

 

Osservatorio Reddito/Pensione di cittadinanza e Rem
INPS: I DATI DI MAGGIO 2021

È stato di recente pubblicato l’Osservatorio su Reddito e pensione di cittadinanza con i dati aggiornati al 10 maggio scorso, relativi ai nuclei percettori di:
Reddito e Pensione di Cittadinanza per il periodo gennaio 2021 – aprile 2021;
Reddito di Emergenza (articolo 82, decreto-legge 34/2020) per il periodo maggio 2020 – agosto 2020;
Reddito di Emergenza (articolo 23, decreto-legge 104/2020 e articolo 14, comma 1, decreto-legge 137/2020) per il periodo settembre 2020 – dicembre 2020;
Reddito di Emergenza (articolo 14, comma 2, decreto-legge 137/2020) per il periodo novembre-dicembre 2020.
Da gennaio ad aprile 2021 hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di cittadinanza all’Inps 665.093 nuclei familiari.
Hanno percepito il Reddito di cittadinanza 1.405.550 nuclei familiari, con 3.356.027 persone coinvolte e un importo medio a nucleo pari a 581,16 euro. I nuclei percettori di Pensione di cittadinanza sono stati invece 145.808, con 165.293 soggetti coinvolti e un importo medio di 264,97 euro.
Alla data del 10 maggio, il numero totale dei nuclei percettori di Rdc/PdC ammonta a 1.551.358. Il numero di quelli residenti nelle regioni del Sud e delle Isole assomma a 949.590, seguito da quello dei nuclei residenti nelle regioni del Nord, pari a 358.799, e da quello dei residenti nel Centro, pari a 242.969.
Per quanto attiene il Reddito di emergenza ai sensi dell’articolo 82, decreto-legge 34/2020, risultano aver fatto domanda 599.964 nuclei, 292.150 richieste sono state accolte.
Per il Reddito di emergenza ai sensi dell’articolo 23, decreto-legge 104/2020 e dell’articolo 14, comma 1, decreto-legge 137/2020, risultano aver fatto domanda 435.518 nuclei, 254.755 richieste sono state accolte.
Per il Reddito di emergenza ai sensi dell’articolo 14, comma 2, decreto-legge 137/2020, risultano aver fatto domanda 248.777 nuclei, 81.502 richieste sono state accolte.
La distribuzione geografica delle istanze pervenute rispecchia quella già osservata per il Reddito di Cittadinanza: maggiore concentrazione nelle regioni del Sud e delle Isole, a seguire le regioni del Nord e infine quelle del Centro.

 

Prestazioni pensionistiche
CONTO NON INTESTATO AL PENSIONATO

Per garantire la sicurezza dei pagamenti, l’Inps richiede che il conto di pagamento della prestazione pensionistica sia intestato o cointestato al beneficiario.
Tuttavia, nel messaggio interno del 18 maggio scorso, n. 1971 l’Ente di previdenza informa che, nei casi di pensionati che dimorano presso case circondariali, congregazioni religiose e istituti similari, è consentito il pagamento sul conto intestato all’istituto presso cui dimora il pensionato a condizione che il rappresentante legale dell’ente e il pensionato sottoscrivano congiuntamente il modello “Ap146”.
Questo modulo rappresenta un mandato irrevocabile alla banca di restituire all’Inps le somme corrisposte, in caso di decesso o altra causa di estinzione del diritto a pensione. La banca, a sua volta, deve sottoscrivere il modello per accettazione e trasmetterlo in originale alla competente struttura territoriale Inps.

 

Chiarimenti e scadenze
PACE CONTRIBUTIVA E RISCATTO STUDI UNIVERSITARI

L’Inps, con il messaggio del 13 maggio scorso, n. 1921, fornisce alcuni chiarimenti sulla nuova tipologia di riscatto di periodi non coperti da contribuzione (cosiddetta “pace contributiva”) e sul diverso criterio di calcolo dell’onere di riscatto dei periodi di studio universitari da valutare nel sistema contributivo (decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4).
L’Istituto precisa che le disposizioni precedentemente illustrate nella circolare Inps del 25 luglio 2019, n. 106 (commi da 1 a 5, articolo 20, d.l. 4/2019) riguardano esclusivamente questa nuova tipologia di riscatto e non si estendono agli altri tipi di riscatto previsti dalla normativa vigente. Pertanto, solo la presentazione della domanda di riscatto cosiddetta pace contributiva è limitata, salvo proroga, al triennio 2019-2021: il termine ultimo per l’esercizio della facoltà di riscatto è il 31 dicembre 2021.
L’accesso alla facoltà di riscatto dei corsi di studio universitari con le modalità “agevolate” (comma 5-quater , art. 2, decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184) è invece attivabile anche negli anni successivi al 2021.

 

Carlo Pareto

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