sabato, 27 Novembre, 2021

Sostenibilità sì, ma per frenare l’aumento dei prezzi

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La pandemia ha solo accelerato un processo già in corso, in quanto i Paesi virtuosi in tema di ambiente e qualità di vita hanno già demandato da anni le produzioni più inquinanti ai Paesi ritenuti di serie B, come la Cina per esempio, solo fino a ieri! Forse consideravamo l’Asia come l’Africa: d’altronde il Novecento era caratterizzato dal colonialismo; infatti, i portoghesi erano a Macao, gli Inglesi ad Hong Kong e così via. Poi con la seconda Guerra Mondiale abbiamo pensato che il continente nero non si sarebbe mosso più di tanto, come in effetti è stato. Abbiamo cercato di bombardare l’Oriente a partire dagli anni Cinquanta, prima con i francesi in Indocina e poi con gli americani in Vietnam, tanto per citare due conflitti inutili quanto significativi. Questa è la premessa per capire le scelte di oggi che non siano state previste da quel pugno di finanzieri che continuano a governare il pianeta sempre sotto la minaccia della paura, ieri di un conflitto, oggi di una pandemia e soprattutto la paura di perdere quei privilegi che i regnanti ci avevano concesso…o pensavamo davvero di averli conquistati?! Le conseguenze del Covid condizioneranno la nostra vita ancora per molto tempo, quello che sta succedendo con l’incremento dei costi delle materie prime, vedi anche luce e gas, è solo un assaggio di un nuovo futuro che ci viene disegnato come radioso per le prossime generazioni…e noi, la nostra generazione, a cosa dovrà rinunciare, cosa e quanto dovrà pagare per i delitti ambientali commessi?! La parola d’ordine di questo inizio di terzo millennio è ‘sostenibilità’; intanto leggiamo il significato della parola:
‘Sostenibilità nelle scienze ambientali ed economiche, condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogno della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.’
Ed ecco iniziare una nuova danza del tempo che già pesa sulle spalle di quel ceto medio che si dovrà far carico dei mali del mondo, a partire dalle materie prime che negli ultimi mesi sono raddoppiate nei costi e dimezzate nelle consegne. Ma noi cosa ci azzecchiamo in tutto questo?! Beh, chi è ricco se ne frega perché non è lui che fa il pieno di benzina, e nemmeno il suo autista, semmai se ne accorge il contabile che paga il conto. L’impoverito è vero che mette sempre 20€, ma non riuscirà più a fare la stessa strada, a meno che non voglia rimanere a piedi. E pensate che della rivoluzione Green finora ne abbiamo solo parlato; quando busserà alla porta per dirci che dovremo cambiare per legge la macchina a benzina con una elettrica e differenziare rifiuti anche delle feci a seconda di cosa avremo mangiato il giorno prima (magari vivendo in pochi metri senza terrazzino) allora forse capiremo! Ma si, mettiamola sul ridere tanto cosa ci possiamo fare! A meno che non vogliamo prenderci sul serio e leggere, per esempio, l’ultimo libro di Fabrizio Barca e Enrico Giovannini ‘Quel mondo diverso’, che vi suggerisco perché possiate affrontare la sfida della sostenibilità evitando l’equazione ‘sostenibilità uguale decrescita felice’ promossa dai 5Stelle i quali, invece, ci hanno reso infelici. Intanto le materie prime stanno diventando come l’oro. Se hai in auto un sacchetto di cemento rischi di essere rapinato per quanto oggi è cresciuto il suo valore, mentre l’argento in molti casi è usato al posto del ferro perché costa meno. Accidenti, il vero problema sarà la sostenibilità dell’aumento dei prezzi! Ma d’altronde cosa ci aspettavamo dal nostro Paese, ormai diventato un etichettatore di prodotti realizzati altrove.

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