venerdì, 22 Ottobre, 2021

Spagna, la ricerca di nuovi equilibri di Pedro Sanchez

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Se c’è una cosa che il Premier spagnolo Pedro Sanchez non ama è l’immobilismo. La continua ricerca di nuovi scenari ed equilibri politici sembra essere una costante delle sue iniziative. Ma il tutto senza la fretta e l’improvvisazione che potrebbero incidere negativamente sui suoi disegni. Dopo aver portato il candidato Governatore al primo posto nelle elezioni amministrative in Catalogna pur con i partiti indipendentisti che insieme supererebbero la maggioranza assoluta dei voti, dopo aver portato il suo ex Ministro della salute Salvador Illa a una vittoria niente affatto scontata che ha fatto raddoppiare i seggi ai socialisti eccolo affrontare con nuovo vigore e con la stessa determinazione la questione della governabilità sia Barcellona che a Madrid. In Catalogna, dove il clima rimane elettrico in seguito all’ arrestò del rapper antimonarchico Pablo Basel noto per le sue esternazioni contro il re Filippo VI e per l’indipendenza, vi sono state violente manifestazioni di protesta nella capitale e nelle principali città con feriti e devastazioni e saccheggi di negozi. Le trattative dopo il voto stanno evidenziando le grandi differenze di programmi e di opinioni tre i partiti indipendentisti e quasi l’impossibilità di trovare un accordo per la coalizione di Governo tra Esquerra repubblicana e Junts. In questo situazione di incertezza ha buon gioco a insinuarsi Pedro Sanchez mirando a spaccare il fronte indipendentista cercando di trovare una soluzione di sinistra con una parte di essi basata su una ancora più ampia autonomia amministrativa e su un allentamento delle misure repressive contro coloro che vogliono minare l’integrità della Spagna. Il tutto agevolato anche dal recente pronunciamento della Commissione giuridica del Parlamento europeo che a maggioranza si è espressa per la revoca dell’ immunità ai parlamentari catalani, tra i quali l’ex Governatore Carles Puigdemont, colpiti da mandato di cattura e fuggiti a Bruxelles. Se Sanchez dovesse riuscire nell’ impresa di arrivare a una sorta di pacificazione nazionale o almeno di bloccare o rallentare l’ indizione di un nuovo referendum per l’indipendenza, sarebbe il protagonista di un vero e proprio miracolo politico con un ulteriore conferma nel suo carisma a livello interno e internazionale. Ma se a Barcellona la dinamicità del Premier spagnolo ha già dimostrato, con le recenti elezioni, la sua validità, anche a Madrid si respira un’ aria di novità. L’accordo di Governo nazionale, raggiunto con Podemos e alcune forze indipendentiste sembra non bastare più a Pedro Sanchez. Infatti per una serie di nomine importanti, il Tribunale supremo, la Corte dei Conti, il Difensore civico nazionale, il Consiglio generale dell’Ordine giudiziario il criterio scelto non sarà quello della lottizzazione tra le forze di Governo ma di distribuzione in un bacino più ampio che comprenderà anche il Partito popolare e il Partito nazionale basco. E questa scelta nasconde la volontà di Sanchez di non relegare i popolari europeisti a un’opposizione estrema come quella di Vox, ma di spingerli a una posizione di centrodestra democratico che contrasti crescita dell’ ultradestra e dialoghi in senso europeista. Dopo aver fatto approvare dal Parlamento i fondamentali documenti della Finanziaria, il leader socialista ha ripreso una forte iniziativa politica del resto supportato dalle recenti prove elettorali che gli hanno confermato la fiducia del popolo spagnolo.

 

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