domenica, 28 Novembre, 2021

Sanchez al lavoro su diritti civili e difesa della dignità della donna

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È sul piano del riconoscimento dei diritti civili e sulla difesa della dignità della donna che si sta contrassegnando, in Spagna, il Governo di Pedro Sanchez. Il Primo Ministro e leader socialista si era già fatto promotore di alcune storiche normative, come quella sull’eutanasia assistita, quella su un inasprimento delle pene per la violenza domestica, quella sugli aumenti del salario minimo senza sperequazioni tra uomo e donna. Recentemente Sanchez ha scelto l’occasione del quarantesimo congresso del Partito socialista per annunciare due prossimi impegni: la fecondazione assistita per donne single, lesbiche e trans e l’abolizione della prostituzione. Attualmente nella penisola iberica vi è una notevole difformità di trattamento per la fecondazione assistita, riconosciuta, in alcune comunità, solo alle donne eterosessuali. Rendere uniforme la normativa in tutto il territorio è la promessa del Premier. Negli ultimi tempi la Spagna ha fatto enormi passi in avanti sul piano dei diritti LGBT. Da più di vent’anni ha riconosciuto le unioni civili mentre nel 2005 Zapatero istituì il matrimonio egualitario. Ha reso possibili le adozioni per le coppie dello stesso sesso. Inoltre i bambini nati all’interno di un matrimonio omosessuale tra donne da un trattamento di fecondazione in vitro possono essere riconosciuti anche dalla madre non biologica. Ma dal palco del congresso socialista Sanchez è intervenuto anche sulla piaga della prostituzione che schiavizza le donne. Attualmente non esiste una regolamentazione e la legge spagnola non prevede condanne per chi fornisce o utilizza servizi sessuali senza esservi costretto a meno che la cosa non avvenga in pubblico. Vengono invece puniti i protettori e lo sfruttamento della prostituzione. Con questa normativa, a metà tra il legale e l’illegale, si è assistito a un proliferare di case d’appuntamento in tutto il Paese, molte delle quali mascherate da albergo o strutture ricettive. Ma è evidente che accanto a questo fenomeno si è sviluppato un grande business che ha coinvolto moltissimi spagnoli tanto è vero che si calcola che un cittadino iberico su tre abbia pagato almeno una volta per un servizio sessuale. Una situazione incontrollabile sulla quale Pedro Sanchez vuole intervenire con una normativa che la regoli totalmente e il cui fine sia appunto l’abolizione della prostituzione. E su questo tema molto delicato non si può non notare come vi sia un capovolgimento delle posizioni di sinistra . Si punta a una nuova normativa che sanzioni i clienti, punisca tutte le forme di sfruttamento e persegua anche chi mette a disposizione o affitti locali per l’esercizio della prostituzione. Un giro di vite impostato da leader socialista per tutelare la dignità femminile nel quadro di una azione a tutela della donna che i socialisti hanno voluto impostare due anni fA con l’elaborazione di un manifesto sulla condizione femminile che è poi diventato programma di Governo. Mettere fuori legge la vendita del corpo da parte delle donne si è trasformato in un impegno ufficiale dell’Esecutivo socialista che dovrà però fare i conti da una parte con quanto attualmente viene praticato e con la quasi ineluttabilità di quello che viene definito il mestiere più antico del mondo, dall’altra con un certo femminismo che rivendica l’uso libero del proprio corpo.

 

Alessandro Perelli

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