mercoledì, 27 Ottobre, 2021

Stellantis. Si tratta di acquisizione e non di una fusione

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La nascita di Stellantis è stata sbandierata inizialmente come una fusione tra FCA e PSA, anzi veniva vista come una prospettiva molto interessante per gli stabilimenti Italiani, leggendo accuratamente i numeri e spostando l’attenzione già ad inizio anno sui giornali stranieri però non si parlava di fusione, ma di acquisizione di PSA verso FCA.
Per sostenere l’ipotesi che si tratti realmente di una acquisizione e non di una fusione basta visionare la composizione de CDA (6 membri PSA e 5 di FCA), rendendo di fatto la guida operativa prettamente in mano ai Francesi, in più a pagina 108 del prospetto di quotazione del nuovo gruppo si legge che a fini contabili il management di FCA e PSA ha determinato che Peugeot è l’acquirente.
Arriviamo ad oggi e cosa sta accadendo nel mondo Stellantis Italia, prendiamo in visione lo stabilimento di Cassino, sullo stabilimento già negli ultimi anni è stata effettuata una riduzione dei dipendenti, ad oggi sono circa 3400, i volumi produttivi sono in continuo declino, a dicembre 2021 è giunta a termine la produzione della Giulietta al momento i volumi si basano esclusivamente della produzione della Giulia e dello Stelvio, che permettono allo stabilimento di lavorare tra gli 8 e i 12 giorni al mese facendo roteare il personale, alcuni dipendenti nel mese di giugno hanno lavorato in rotazione anche solo 2 giorni, il resto in CIG.
Questi sacrifici spesso nel settore automotive sono normali quando si passa da un modello all’altro, ma vedendo le prospettive a Cassino, la paura per lo stabilimento è tanta, il 2022 vedrà sicuramente una diminuzione dei volumi Giulia e Stelvio, naturali quando una vettura va verso il suo fine ciclo produttivo, e l’inserimento del Grecale, piccolo SUV Maserati, che produrrà ottimisticamente 30,40 vetture al giorno.
Volendo sviluppare una analisi critica positiva possiamo sperare di mantenere per il prossimo anno lo stesso andamento dell’attuale, ma la prima domanda da porsi è, come può uno stabilimento così grande mantenere il livello occupazionale nel tempo se i numeri sono questi??
Il primo problema occupazionale però non riguarderà i dipendenti Stellantis, ma i dipendenti dell’indotto, spesso anche i meno tutelati a livello contrattuale, difatti nel mese di agosto, forse proprio in riferimento ai dati allarmanti sopra riportati, molte attività esterne di sequenziamento verranno reintrodotte all’interno dello stabilimento di Cassino, portando alla chiusura di molti depositi logistici intorno allo stesso, al momento la situazione riguarda circa 300 lavoratori.

Questa attività sarà poi allargata agli altri stabilimenti Fiat, parliamo quindi di un rischio riguardante migliaia di persone.

In futuro cosa accadrà?? Sappiamo per certo che tre nuovi modelli saranno prodotti in Polonia, uno dei quali sembrava destinato su Pomigliano, qui partirà a breve il Tonale, altro SUV da circa 200 vetture al giorno, ma che in contemporanea vedrà dimezzarsi probabilmente la produzione di Panda, tale avvenimento comporterebbe che neanche questo stabilimento vedrà l’utilizzo a massima efficienza. Ma siamo sicuri che da qui a 3 anni Stellantis senza prospettive immediate di nuovi modelli mantenga aperti entrambi gli stabilimenti distanti solo 80 km ??
Come rappresentante del Partito Socialista Italiano, un partito fondato al fianco dei lavoratori e per i lavoratori, ritengo opportuno che qualcuno ponga al Governo delle domande chiare sul futuro di Stellantis in Italia, penso sia necessario un intervento parlamentare anche perché ricordiamo che lo stato Francese possiede delle quote nella neo nata Stellantis, parliamo di un mondo che tra stabilimenti ed indotto da lavoro a più di 30000 persone, città come Cassino dalla ipotetica chiusura dello stabilimento subirebbero a livello sociale una decadenza occupazionale drammatica.
Non molto tempo fa all’allora Fiat Chrysler è stato erogato un maxi prestito da 6,3 miliardi con garanzia statale, si diceva che dovevano essere utilizzati esclusivamente in Italia per attività produttive e industriali di FCA Italy, successivamente a questo invece si decide di percorrere la via della vendita a PSA, mettendo a rischio il posto di lavoro di migliaia di persone, ultima considerazione, ma i sindacati in questo contesto cosa hanno fatto??

 

Jampier Pellorca

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