lunedì, 21 Giugno, 2021

Stop al pagamento dei contributi per autonomi e professionisti. Firmato il decreto

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Info Cig
SU MY INPS IL NUOVO SERVIZIO DI CHAT LIVE

Da lunedì 10 maggio 2021 sarà disponibile su My-Inps un nuovo servizio di chat live, denominato Info Cig, che consente ai lavoratori destinatari di una prestazione di integrazione salariale a pagamento diretto di attivare una conversazione via chat con un consulente dell’Istituto, per ricevere informazioni sullo stato di lavorazione delle domande.
Per usufruire del servizio è sufficiente accedere tramite le proprie credenziali a My-Inps, l’area personale che permette di organizzare i contenuti di proprio interesse, rendendo più efficaci la navigazione, la comunicazione e la gestione online dei servizi. Dopo l’accesso a My-Inps, bisogna selezionare la sezione “Comunica con l’Inps”, nel menu sulla sinistra, cliccare su Info Cig e poi sul pulsante “Parla con un operatore”. Per maggiori dettagli sul servizio è comunque possibile consultare il video tutorial.
Il servizio Info Cig sarà avviato in via sperimentale. Nella prima fase sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18, con accesso riservato ai lavoratori residenti a Roma e provincia.
Al termine della sperimentazione, la chat live sarà aperta anche ai lavoratori residenti nel resto del territorio nazionale, con estensione della fascia oraria nella quale sarà possibile collegarsi. L’ampliamento del servizio verrà reso noto con comunicati stampa, avvisi sul sito e sui canali social dell’Istituto.

 

Orlando firma decreto
STOP CONTRIBUTI AUTONOMI E PROFESSIONISTI

Stop al pagamento dei contributi per autonomi e professionisti, Andrea Orlando ha firmato il decreto. “Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando – rende noto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali -, ha firmato il decreto interministeriale per l’esonero contributivo dei lavoratori autonomi e dei professionisti, ricevuto dal Mef con le osservazioni, prontamente recepite.
Gli uffici del ministero hanno già avviato una interlocuzione con l’Inps per dare corso agli ulteriori passaggi necessari a garantire la massima tutela della platea interessata dal provvedimento”.

 

Cazzola
BENE TRIDICO NON SI TORNA INDIETRO SUL CONTRIBUTIVO

Pensioni e sistema contributivo? “Al di là dei voli pindarici del presidente dell’Inps Pasquale Tridico, nella intervista a La Stampa, occorre riconoscergli un contributo a ristabilire la verità per quanto riguarda la minaccia dello ‘scalone’, da 62 a 67 anni, che incomberebbe sui poveri pensionandi una volta avvenuta ‘’l’autodistruzione’’ di quota 100”. Ad affermarlo all’AdnKronos è stato il giuslavorista Giuliano Cazzola che si è detto d’accordo con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico secondo il quale “non è corretto portare sempre il discorso sullo scalone. Dopo Quota 100 non c’è la fine del mondo, ci sono diverse misure di flessibilità da ampliare: l’Ape sociale, i precoci, gli usuranti”.
Secondo Cazzola infatti “il pacchetto Ape e le altre misure sono in grado di coprire lo spazio di cui abusava quota 100; e quindi di attutire il rientro senza gravi traumi nei binari della riforma Fornero. Ma se è così, a che cosa serve la proposta avanzata da Tridico? Ovvero la possibilità di andare in pensione dai 62-63 anni solo con la quota che è maturata dal punto di vista contributivo a cui il pensionato aggiungerebbe quella retributiva al compimento dei 67 anni?”, si chiede Cazzola.
Per il giuslavorista bene poi ha fatto Tridico a ribadire che “non possiamo tornare indietro rispetto al modello contributivo. Il sistema previdenziale italiano – ha aggiunto – è stato scolpito da due grandi riforme: la Dini del ’95 e la Fornero nel 2011. È quello il nostro impianto ed è proprio qui dentro che dobbiamo incrementare i livelli di flessibilità, tenendo presente che abbiamo bisogno di equità e sostenibilità”. Insomma nella prospettiva di Cazzola “non è facile, nel silenzio irrituale del governo, trovare una persona, con un importante incarico, che osi sfidare la fatwa dei sindacati contro la riforma del 2011 e che lasci capire quanto sarebbe sbagliato ‘’superare’’ a marcia indietro, come vorrebbero fare i sindacati, non solo la disciplina Fornero, ma tutti gli interventi di riordino degli ultimi dieci anni. Inoltre – avendone la possibilità – sarebbe il caso che Tridico facesse circolare qualche numero sui costi della sua come delle altre proposte, dal momento che la sostenibilità non la si garantisce sulla parola”, conclude il giuslavorista.

 

Mod. 730/2021
QUANDO ARRIVANO I RIMBORSI

Il modello 730 serve per la dichiarazione dei redditi ed è destinato a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati in possesso di determinati requisiti. Utilizzandolo il contribuente non deve eseguire calcoli, e la compilazione è più semplice. Dopo la presentazione è possibile ottenere rimborsi direttamente in busta paga o nella rata della pensione. Questo avviene perché durante l’anno il contribuente ha corrisposto più tasse del dovuto, o a fronte di detrazioni per motivi di salute o con l’accesso a bonus governativi.
Data di scadenza
È possibile trasmettere il modello 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, a partire dal 10 maggio scorso, anche attraverso un Caf o un commercialista. In ogni caso, anche se si presenta il modello 730 ordinario, c’è tempo fino al 30 settembre. In base alla data di invio del documento varia anche il periodo in cui si riceverà il credito di imposta Irpef.
Rimborsi
Di norma i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca arrivano all’interno della busta paga nella retribuzione relativa al mese di luglio. I pensionati devono attendere invece il mese di agosto o di settembre. Tuttavia le tempistiche variano, come già detto, in base alla data di inoltro del modello all’Agenzia delle Entrate.
I pagamenti vengono effettuati in busta paga a partire dal mese successivo a quello in cui viene ricevuto dal datore di lavoro il prospetto di liquidazione. Presentando il modello 730 nel mese di maggio, dunque, con la trasmissione al Fisco entro il 15 giugno, si avrà diritto al versamento nella busta paga del mese di luglio, e così a scalare. Per i pensionati invece intercorrono generalmente due mesi dalla data di presentazione del modello compilato.
L’Agenzia delle Entrate può effettuare dei controlli preventivi sul modello presentato, entro quattro mesi dal termine previsto per la sua trasmissione. In questa ipotesi il rimborso risultante dalle operazioni di verifica sarà erogato entro il sesto mese successivo alla data di invio della dichiarazione.
Diverso il caso in cui non si indichi un sostituto d’imposta e sia dunque necessario ricevere direttamente il credito Irpef con un bonifico sul proprio conto corrente, comunicando all’Agenzia delle Entrate stessa il proprio Iban. In tale fattispecie possono registrarsi ulteriori ritardi, ma in ogni caso il conguaglio dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

 

Carlo Pareto

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