lunedì, 6 Dicembre, 2021

Stragi: Grasso chiede giustizia nell’anniversario della Moby Prince, ma dal tribunale sparisce un’altra prova

0

MobyPrinceChi non ha passato non ha futuro. Dovrebbe ricordarselo bene l’Italia che, il 10 aprile del 2013, si confronta con una delle crisi politico-istituzionali più gravi della storia repubblicana. Perché questa è la realtà del Belpaese che, con rituale ripetitivo, di anno in anno, si ricorda di come la parola Giustizia sia spesso solo un eufemismo rispetto a grandi e tragiche questioni della vita sociale. E per porre l’accento su uno di quei drammatici episodi, il presidente del Senato, Pietro Grasso è intervenuto a ricordare il 22esimo anniversario della strage del Moby Prince, una delle tante ancora oggi avvolta nella nebbia. Nebbia, come quella che, si disse, ci fosse quella sera nel porto di Livorno: uno dei tanti depistaggi per allontanare la verità. Furono 140 le persone che persero la vita intrappolate nel traghetto che prese fuoco, quella notte di primavera del 1991, nel porto di Livorno.

UN’ALTRA COMMISSIONE D’INCHIESTA – «Mi auguro che anche il Parlamento sappia contribuire a questo obiettivo, utilizzando tutti gli strumenti a propria disposizione, a partire dalla costituzione di una Commissione d’inchiesta sulle stragi irrisolte del nostro Paese», così il presidente Grasso. Ma, se a distanza di 22 anni da allora, e di ben 44 dalla madre di tutte le stragi, quella di Piazza Fontana a Milano, si continua ad invocare una commissione che faccia chiarezza, allora qualcosa, davvero, non ha funzionato. Del resto c’è già stata una Commissione parlamentare sulle stragi. Ma non è servita. Lo sanno bene i parenti delle vittime dell’eccidio della stazione di Bologna che da anni, nel giorno della commemorazione, si riuniscono contestando, spesso, le autorità che parlano della necessità di fare giustizia.

SPARITI I BROGLIACCI – E, a confermare i dubbi dei tanti che vedono l’assenza di una reale volontà da parte di tanti, di troppi di arrivare alla verità arriva la notizia dell’ennesima “stranezza” verificatasi rispetto alle indagini. Proprio mentre Grasso chiede l’istituzione di una nuova Commissione, infatti, un giovane regista che lavora ad un documentario sulla strage, Manfredi Lucibello, nel richiedere copia delle registrazioni di quella notte, ha ricevuto dal tribunale di Livorno un risposta singolare: «Il tribunale di Livorno non ha più le registrazioni audio del processo della Moby Prince, quelle che valgono a livello legale. Esistono le trascrizioni delle testimonianze ma non le registrazioni audio. Abbiamo fatto due richieste tramite avvocato per ottenerle, non ci hanno mai ufficialmente risposto ma ci hanno fatto capire che non ci sono. Scomparse» . Scomparse, come la verità.

Roberto Capocelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply