mercoledì, 16 Giugno, 2021

Stringiamoci attorno al 25 aprile

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L’attuale ricorrenza, in cui ci stringiamo intorno al tricolore per sentirci una Comunità civile e per riaffermare solennemente che quelle efferate vicende della nostra storia non si ripeteranno mai più, rappresenta anche una formidabile iniziativa tesa a far conoscere, soprattutto ai giovani, l’essenzialità della democrazia e ha rafforzare, ancor più nella società, i valori costituzionali di libertà, solidarietà e uguaglianza, che insieme all’antifascismo, sono le fondamenta della nostra Repubblica.
Parliamo quindi, e a ragione, di un giorno fondamentale, di rilevante importanza per la storia del Paese, che per questi precisi motivi assume un particolare significato politico, in quanto simbolo emblematico della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica raggiunta dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale
Oggi, a settantasei anni dal giorno della Liberazione dalla dittatura fascista, è anche il giorno del sentito omaggio e ringraziamento alle donne e agli uomini che lottarono perché un futuro migliore rispetto al presente che stavano vivendo potesse essere possibile e realizzabile.
Ma quali sono le riflessioni che è necessario fare a tanti anni di distanza da quegli epici avvenimenti? La prima attiene principalmente la coerenza e la linearità da noi seguita (o meno) nella conferma dei loro sogni, la seconda, non meno importante, quanto sia tutt’ora ancora preziosa la libertà da loro conquistata e, segnatamente, il suo valore inestimabile, che è come l’aria che respiriamo. Di ciò, non a caso, ce ne stiamo rendendo plasticamente conto in questi tempi critici di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 in un momento cioè particolare e difficile in cui siamo meno difesi e quindi costretti all’isolamento per combattere un nemico invisibile, e in cui la distanza sociale ci rende sicuramente un pò più soli.
Sulla prima questione, possiamo lecitamente affermare, in tutta onestà, che in parte abbiamo ingiustamente tradito le loro aspettative e speranze, ripiombando negli antichi vizi nostrani di opportunismo, di omertà, di corruzione che hanno attraversato e spesso caratterizzato non poco la storia italiana; dall’altra, nonostante tutto, ancora conserviamo quelle Istituzioni e quei meccanismi democratici che ci permettono di vivere in condizioni di libertà che loro, a quei tempi, potevano solo agognare e immaginare.
Per questo, ricordando l’epopea della Resistenza, (consolidato patrimonio nazionale), non possiamo e non dobbiamo assolutamente cedere alla tentazione di ritenere il 25 aprile come uno stanco e trascinato rituale replicato di anno in anno, né ci si può, d’altro canto, limitare ad un mero esercizio retorico.
Occorre invece amare e difendere le Istituzioni, unirci, farci forza reciprocamente, recuperare quel sentimento di solidarietà e speranza che ha animato i partigiani a combattere per il grande ideale di Libertà di questo nostro amato Paese.

Carlo Pareto

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