giovedì, 5 Agosto, 2021

Sulla decriminalizzazione delle sostanze stupefacenti. Parte 2

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Parte seconda. La decriminalizzazione del mercato di certe droghe meno pesanti attraverso una regolamentazione legale ben fatta e puntuale appare, con chiara evidenza, efficace contrasto alla criminalità organizzata.

La natura, le cause e le conseguenze del fallimento del proibizionismo come politica di contrasto alla macro e microcriminalità saranno rilevate attraverso la metodologia della ricerca sociologica, rinnegando “l’effetto mediatico” scaturente dal tema della depenalizzazione delle droghe.

Filo rosso, nell’elaborato di tesi, è la sociologia del diritto intesa come “studio del sistema giuridico, sottosistema del sistema sociale globale”; scienza umanistica che potrà tratteggiare le nuove possibilità di sviluppo per la scienza del diritto.

Forte della relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia periodo luglio 2013 – giugno 2014 (http://www.stampoantimafioso.it/wp-content/uploads/2015/05/Relazione%20DNA%202013-2014.pdf.) che ha denunciato “il totale fallimento dell’azione repressiva dei derivati della cannabis”, l’elaborato mette in luce l’attuale different way of thinking teleologicamente orientato al ripensamento della legislazione nazionale in materia di sostanze stupefacenti.

Questo percorso scaturisce dall’idea che le azioni di contrasto devono rapportarsi principalmente alla realtà dei fatti ed alla condotta dei singoli (Stati) nella consapevolezza che l’azione individuale dei cittadini è determinante nell’attuazione di qualsiasi politica pubblica e sociale. Infatti, oggi il mercato nero delle sostanze stupefacenti dà considerevoli risultati proprio perché, inconsapevoli dell’effetto domino, i componenti della comunità agevolano in modo diretto ed antisociale le associazioni criminali venendo meno a precetti giuridici non ritenuti vincolanti e, talvolta, neanche considerati.

Questo è vero quando il pensiero irrazionalmente risoluto, qual è la politica proibizionista, impedisce il raggiungimento di risultati concreti. Ancor più vero quando insopportabili e manifesti comportamenti di illegalità agiti tra politica e criminalità, allontanano i cittadini dalle istituzioni con conseguente indebolimento della democrazia e della libertà.

I giovani socialisti sono stanchi del degrado socio economico generato dallo spaccio illegale e della inefficiente militarizzazione dei quartieri. Noi giovani pensiamo che la risposta al problema dello spaccio illegale sia il “Monopolio di Stato” sulle droghe. Lo stesso potrebbe,infatti, garantire il controllo sulla produzione, la commercializzazione e la qualità delle sostanze introdotte nel mercato. Sebbene sospinti da buone intenzioni, non sappiamo se la via da percorrere sia quella giusta. E’ per questo motivo che ti chiediamo di rispondere alle nostre brevi domande

https://forms.gle/zYVPeP4kNpgsT4W87

 

Parte prima

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Riguardo l'Autore

Polemico, pronto alla sfida e disponibile a mettere in discussione la propria idea. Antonio Musmeci Catania è dottore in Giurisprudenza, indirizzo comparato europeo e transnazionale, presso l'Università degli Studi di Trento. Si laurea nel 2016 con la tesi di ricerca in sociologia del diritto dal titolo: "Decriminalizzazione di alcune attività criminali: La regolamentazione delle sostanze stupefacenti – Nuova politica di contrasto alla macro e micro criminalità organizzata". Ad oggi collabora con il mensile Mondoperaio e con l'Allora! Il giornalino degli italiani in Australia. Dopo una breve esperienza in qualità di sottufficiale della marina mercantile italiana riprende gli studi grazie alla borsa di studio per merito della Fondazione Roma Terzo Pilastro Internazionale e nel 2019 si diploma al master di II livello Lumsa in “Esperti in politica e relazioni internazionali” con la tesi di ricerca in storia del pensiero politico dal titolo: "La democrazia governante, Craxi e la grande riforma - Le resistenze partitiche alla necessità di cambiamento". A seguito dello stage presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Pubblica Amministrazione - ufficio per le attività internazionali-, decide di approfondire le tematiche relative al made in Italy attraverso il master in Global Marketing, Comunicazione & Made in Italy realizzato dal Centro Studi Comunicare l'Impresa in collaborazione con la Fondazione Italia Usa. Ad oggi lavora, studia e continua a scrivere per voi!

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