lunedì, 10 Maggio, 2021

Supermercati e contagi

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In queste ultime ore è stato stabilito che, soprattutto bar e ristoranti, potranno tornare a lavorare. Finalmente sembra sia stata concessa quell’ ‘amnistia’ che i locali pubblici aspettavano da oltre un anno, come fossero stati i soli luoghi di possibile contagio da Covid. Riteniamo che non sia così, così come riteniamo che non siano state le scuole i vettori principali della diffusione dell’epidemia. Si suppone, invece, che in gran parte ci si possa essere infettati nei supermercati, oltre che nei trasporti pubblici, ma oggi vogliamo parlare della grande distribuzione alimentare in generale e, in particolare, di quei punti vendita dove i Comuni erano distratti. Distratti al punto di giustificarsi con i loro detrattori rispondendo ‘io non c’ero, ma se c’ero dormivo!’.

 

Dormivano così profondamente che non si sono minimamente accorti che una parte consistente dei supermercati, a parte il gel disinfettante, non misurava la temperatura agli ingressi e non igenizzava i carrelli in uscita, non seguendo nemmeno quella regola base della democrazia che cita ‘la mia libertà finisce dove inizia la tua’. Il rispetto mancato ai clienti si estendeva anche ai dipendenti, in quanto in molti supermarket non erano presenti neanche le protezioni in plexiglass alle casse, e le cassiere indossavano perfino mascherine inadatte. Ed ecco che, ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, nei negozi non si misura più la temperatura ed è saltato il numero contingentato. Conseguenza: molti sono i commessi finiti in ospedale, altri addirittura in terapia intensiva, ed i più fortunati sono tornati a casa con il terrore di contagiare i familiari. Risultato, la situazione che vivono ogni giorno gli addetti del settore è quella di stress, paura di infettarsi, discussioni con i clienti che non rispettano il distanziamento e con i responsabili dei supermercati: tutto ciò a fronte di una miserevole retribuzione dove, però, l’alternativa è quella di essere licenziati.

 

Ora, se durante il primo lockdown l’attenzione era alta e le norme anti Covid generalmente rispettate, la sensazione di oggi, lasciatemi dire, è un po’ quella di ‘liberi tutti’, iniziata con la follia collettiva della scorsa estate. Conseguenza, sono spariti gli addetti alla sicurezza e…ingresso libero come al luna park! Non parliamo della moltitudine di clienti dove è calata la prudenza, la mascherina stropicciata sotto il naso e il distanziamento è rimasto solo una parola vuota. La sintesi finale è che far rispettare le regole è sempre più difficile: per questi buoni motivi sarebbe stato opportuno inserire i lavoratori del commercio alimentare tra le categorie prioritarie per la vaccinazione, altro che respingerla!

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Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

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