martedì, 26 Ottobre, 2021

Tata Steel in India aiuta famiglie dipendenti morti da covid

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Il gigante indiano dell’acciaio Tata Steel ha deciso che pagherà il salario dei dipendenti che muoiono di Covid-19 alle loro famiglie fino al teorico raggiungimento dell’età della pensione di 60 anni del defunto.
Lo ha annunciato la stessa compagnia in un comunicato dove si legge: “Tata Steel vuole stare al fianco con profondo cordoglio ai cari dei suoi amati dipendenti che hanno perso la vita in questa terribile pandemia. Per tutti i giorni che essi hanno dedicato a costruire un futuro migliore, lo schema di sicurezza sociale di Tata Steel aiuterà a garantire alle loro famiglie un onorevole standard di vita, facendo in modo che esse possano ricevere l’ultimo salario pagato al defunto, oltre ai benefit medici e abitativi. Non solo. Tata si assumerà i costi dell’educazione dei figli fino alla laurea in India. La Compagnia è sempre stata uno scudo d’acciaio, sostenendo i suoi stakeholder in tutti i momenti. Questa volta non è diversa”.
Possiamo dire che Adriano Olivetti ha fatto scuola anche in India. L’etica imprenditoriale può alimentare una giustizia sociale che spesso le leggi di un Paese non riescono a garantire.
Gli studiosi del ‘Manifesto’ di Marx ed Engels sanno benissimo che la rivoluzione sociale passa attraverso l’alleanza con la borghesia illuminata. Una rivoluzione che può avvenire pacificamente, senza il ricorso alla violenza e senza la pratica della rivoluzione armata prevista dal leninismo che ha portato all’instaurazione del comunismo con la dittatura del proletariato, ossia, oppressione di pochi su una moltitudine di persone che sono state private dei diritti umani previsti dalle moderne democrazie.

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