lunedì, 29 Novembre, 2021

Taxi in sciopero contro il Ddl concorrenza

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Ieri, mercoledì 24 novembre 2021, i taxi non si trovavano neanche a cercarli con il lanternino. La protesta si è svolta con un corteo a Roma al quale hanno partecipato i tassisti provenienti da tutta Italia per manifestare in primis contro il Ddl concorrenza che secondo loro andrà a deregolamentare ulteriormente il settore a favore delle multinazionali. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, è proseguito in via Cavour per concludersi a piazza Madonna di Loreto, dietro piazza Venezia.
I sindacati dei taxi hanno spiegato: “Le iniziative di protesta proseguiranno fino a quando l’articolo 8 del ddl concorrenza non sarà ritirato e non saranno emanati i decreti attuativi della legge 12 del 2019. Con il ddl si tradisce un accordo per avvantaggiare le multinazionali. Noi rispondiamo con manifestazioni unitarie ad oltranza”.
La protesta delle auto bianche è principalmente contro il riordino dei servizi di mobilità urbana non di linea inseriti nel disegno di legge. La prima vittoria dei sindacati è quella di aver messo d’accordo, dopo quasi dieci anni, la jungla delle organizzazioni per proclamare lo sciopero nazionale dei taxi. La seconda è quella di essere riusciti a portare in una Roma assolata 10mila tassisti da tutta Italia.
Manca ancora la terza, la più importante ma con un riscontro meno immediato: lo stralcio dell’articolo 8 del Ddl Concorrenza colpevole, secondo la categoria dei tassisti, di deregolamentare ulteriormente il settore a favore di multinazionali causando l’uberizzazione del lavoro di tutti e la consegna alla precarietà non solo dei tassisti ma anche degli stessi noleggiatori trasformandoli in ‘rider’ del volante.
A Roma sono arrivati i conducenti delle auto bianche da Milano, Palermo, Napoli, Genova, Torino, Sassari, Firenze, Bologna, ma nelle loro città sono rimasti anche molti tassisti per presidiare stazioni e aeroporti e per spiegare all’utenza le ragioni dello sciopero, il primo 2.0 con un Qr code che fotografa il volantino della protesta.
Dal palco capitolino, i sindacati hanno inneggiato all’unità della categoria spiegando: “Non si può scardinare un servizio pubblico, concepito e regolamentato per garantire la soddisfazione di un diritto fondamentale come quello alla mobilità, in nome di un algoritmo che alza i prezzi delle corse in base a pure logiche di mercato, lasciando una percentuale del 25% a società che pagano pochi spiccioli di tasse in Italia. Società che puntano a costruire dei cartelli oligopolistici e che oggi, pur di raggiungere tali obiettivi, non esitano ad utilizzare in modo improprio autorizzazioni di noleggio spesso rilasciate in modo irregolare. Chiediamo al governo e alle camere di colpire speculazione ed abusivismo stralciando l’articolo 8 del Ddl Concorrenza e approvando al più presto il già previsto Dpcm di regolamentazione delle app, nonché i decreti ministeriali per foglio di servizio elettronico e Ren, concludendo l’iter di riforma già avviato nel 2019, rilanciando e valorizzando così il ruolo di programmazione e controllo degli enti locali”.
Qualcuno dalla platea ha fatto notare l’assenza sul palco di Nicola Di Giacobbe, segretario nazionale di Unica Cgil Taxi. Carlo Di Alessandro, presidente della Federtaxi Cisal di Roma, ha detto: “Quelli che sono oggi qui sul palco ci hanno messo la faccia”.
Dopo anni, è salito sul palco anche Loreno Bittarelli, presidente di Uri, in prima fila in passato contro le liberalizzazioni: “Abbiamo chiesto al governo che ci ricevesse ma non ci ha degnato nemmeno di uno sguardo. Questo non è un decreto ma un ddl, ed è quindi non da subito operativo. Dobbiamo ragionare. Se la maggioranza non ci ascolta andiamo dall’opposizione. La mia proposta è quella di attivare un canale istituzionale con le cariche dell’opposizione come i vicepresidenti di Camera e Senato. La politica si combatte con la politica”.
Infatti, i sindacati, dopo essere stati ricevuti dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, hanno deciso la linea da seguire per le prossime settimane: la protesta continuerà con iniziative di piazza anche in altre città, a partire da Torino e Napoli.
Secondo la Questura, sono stati circa tremila i partecipanti al corteo dei tassisti al centro di Roma. Lo scoppio di petardi e cori contro Uber e il governo hanno accompagnato il corteo dei tassisti provenienti da tutta Italia per manifestare a Roma con numerose bandiere appartenenti a tutti i sindacati di categoria.
Il deputato Stefano Fassina, che ha partecipato al corteo dei tassisti, ha dichiarato: “Le rivendicazioni dei tassisti sono giuste perché il meccanismo del bando applicato a tappeto ha effetti devastanti soprattutto sui soggetti meno strutturati. La priorità in questo settore è regolare le piattaforme che sono organismi di sfruttamento del lavoro. Quel punto del ddl concorrenza va rivisto e lo faremo in Parlamento. Chi ha una concessione è sottoposto alla regolazione pubblica perché dobbiamo ricordare che i taxi sono un servizio pubblico, chi rispetta le regole e paga le tasse non deve essere penalizzato, come un bando che distrugge le famiglie, la libera impresa, il tessuto sociale. Saremo determinati con gli emendamenti non appena il testo arriverà alla Camera”.
La categoria dei tassisti è stata molto penalizzata dalle misure adottate per contrastare la pandemia prima della somministrazione dei vaccini.
Taxi fermi anche a Milano per protestare contro il Ddl concorrenza. Le auto bianche sono rimaste ferme dalle 8 alle 22 ed avrebbero assicurato solo i servizi essenziali per i quali i clienti dovrebbero versare un contributo volontario, non legato alla lunghezza della corsa, che sarà devoluto in beneficenza. Un presidio è stato fatto in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione centrale. Dopo i mesi trascorsi ad affrontare la crisi sanitaria in solitudine, ora la categoria fronteggia la peggiore crisi economica di sempre senza il minimo aiuto. Incassi ridotti al minimo, ore e ore fermi sui posteggi: anche i tassisti sono allo stremo. Satam, Tam, Unione Artigiani della Provincia di Milano, Fit Cisl Lombardia, Unica Taxi Cgil, Uritaxi Milano, Confcooperative Lombardia, Ctm Malpensa, Confartigianato Bergamo e T.assotaxi hanno chiesto che anche la Regione Lombardia intervenga, a sostegno del settore, come previsto dalla stessa Legge Regionale 6/2012 stanziando le risorse e individuando le misure necessarie a garantire la sopravvivenza economica di migliaia di tassisti e del servizio pubblico nei prossimi mesi. Le organizzazioni sindacali hanno spiegato: “Dopo avere scritto, chiesto incontri e inviato comunicati alla stampa, tutti inascoltati, questa volta il servizio si ferma. Chi pensa che anche questa volta i tassisti potranno essere esclusi da ogni contributo si sbaglia, non ci accontenteremo delle solite false promesse: abbiamo bisogno di fatti concreti per fare sopravvivere il servizio e ripartire”.
A Cagliari, la centrale via Roma è stata bloccata da centinaia di tassisti che aderiscono allo sciopero nazionale indetto dalle sigle sindacali. Le macchine bianche sono partite dall’aeroporto di Elmas alle 9 per confluire in via Roma lato portici, fino al palazzo del Consiglio regionale. Qui, una delegazione sarebbe stata ricevuta dal presidente dell’Assemblea sarda Michele Pais, dai capigruppo e dall’assessore regionale dei Trasporti Giorgio Todde. Alla protesta si sono uniti anche vari tassisti provenienti da altre parti dell’Isola. Angelo Marabotto di Consorzio Taxi Amico ha spiegato: “Noi non siamo contro la concorrenza in quanto tale, ma vogliamo che sia riconosciuto il servizio pubblico, non vorremmo che si verificassero episodi di concorrenza sleale”.
La protesta dei tassisti non va sottovalutata. Sono in gioco il servizio pubblico disciplinato dai regolamenti comunali e le cooperative dei tassisti. Inoltre, si rischia di dare fiato alle strumentalizzazioni politiche dell’opposizione.

 

Salvatore Rondello

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