martedì, 19 Ottobre, 2021

Teatri al 100%. Roma festeggia con due prime assolute

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Da lunedì scorso, con un decreto del consiglio dei ministri, sono aumentate le capienze nei luoghi della cultura e hanno riaperto le discoteche. Così teatri, stadi e cinema possono tornare a riempirsi al 100 per cento della capienza, ovviamente in zona bianca e con accesso consentito solo con il green pass.

Quasi per festeggiare una notizia attesa da tempo, due teatri della Capitale, lo Spazio Rossellini, via della Vasca navale 58 (www.spaziorossellini.it) e il Teatro Villa Pamphilj, via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a, (scuderieteatrali@gmail.com), propongono un fine settimana con due prime assolute.

Inizia lo Spazio Rossellini dove da venerdì 15 a domenica 17 andrà in scena “Rebus. Racconti brevi e straordinari”, con Valeria Borrelli, Alessandra Celi, Alex D’Alascio, Niloufar Davari, Giorgia de Giorgi, Giuseppe Ragone, Camila Menezes Urbano da Silva, Luna Nurra, e Fabrizio Villacroce. Regia di Annarita Colucci e Roberto Andolfi, assistente alla regia: Paola Grossi. Illustrazioni: Alessandra Celi. Costumi: Annarita Colucci e Paola Danieli. Una co-produzione: Illoco Teatro e Teatro Libero di Palermo, in collaborazione con Sapienza Università di Roma e con il sostegno di Atcl, Circuito Multidisciplinare del Lazio.

“Rebus”, in scena venerdì 15 e sabato 16 alle ore 19:00; mentre domenica l’appuntamento è alle 17:30, è un viaggio ispirato a storie di varia provenienza, che inanella narrazioni serie, divertenti, astratte e misteriose.

Il progetto nasce dai due laboratori dedicati alle Tecniche del teatro di figura dell’università La Sapienza di Roma, nel quadro del progetto Per un teatro necessario.

La cornice drammaturgica raccoglie leggende, piccoli enigmi, avvenimenti fugaci, brevi incontri e lezioni di vita, riadattate e messe in scena dagli studenti attraverso una performance corale, a cura di Annarita Colucci e Roberto Andolfi di Illoco Teatro.

Lo spettacolo utilizza un linguaggio multidisciplinare, basato sulla manipolazione e sull’uso delle maschere, in cui gli attori e i personaggi a cui danno vita interagiscono con le suggestioni visive di Alessandra Celi, create in tempo reale tramite l’utilizzo di una lavagna luminosa.
Uno spettacolo che usa il teatro di figura per parlare delle parole, della loro origine, dei significati segreti, condivisi e privati. Un allestimento scenico legato al gioco e all’infanzia, al momento in cui si imparavano le parole e gli si dava un significato.

Un’altra prima assoluta che, dopo una settimana di residenza al Teatro Villa Pamphilj, andrà in scena sabato 16 ottobre alle ore 16:30, è “Alfred Jarry’s Ubu Re” di ParadoXa Teatro, con Luca Citarelli, Giovanni Solinas, Luca Manneschi e Giulia Sapienza. Pupazzi: Naomi Lazzari. Scenografie: Mariangela Lonigro. Regia: Dayane Mounsib.

Padre Ubu, ufficiale del Re Venceslao di Polonia, viene convinto da sua moglie Madre Ubu a ordire un colpo di stato per prendere la corona, dando il via a una trama che pare scimmiottare il Macbeth. E come per il Re di Scozia, così anche per Padre Ubu una fame insaziabile di potere lo porterà alla sua inesorabile rovina; ma in questo caso non siamo nel terreno della tragedia, bensì in quello di una grottesca, surreale e assurda “commedia”, in cui personaggi al limite del ridicolo si rivelano per quello che sono: meschini, istintivi e senza scrupoli, puntando i riflettori su quei lati dell’essere umano che tutti noi vorremmo nascondere.

In quest’opera scritta a fine Ottocento, ma più che mai attuale, Alfred Jarry mostra come l’egoismo e l’avidità facciano parte di tutti noi in quanto esseri umani: gli Ubu sono dei simboli, degli archetipi grotteschi dei nostri più bassi istinti.

Sulla scena oltre ad attori in carne ed ossa si alternano burattini e pupazzi, perché niente come dei simulacri umani può rappresentare l’universalità dell’uomo.

La compagnia ParadoXa Teatro nasce dall’incontro creativo degli artisti Dayane Mounsib, Giovanni Solinas e Luca Manneschi. Inizialmente con background di studi molto diversi tra loro, chi specializzato in commedia dell’arte, chi in Shakespeare e clown, i loro percorsi si intrecciano però nella pedagogia cosiddetta Lecoqiana. Infatti, i tre si incontreranno all’Accademia Internazionale di Teatro dove si intreccerà la loro creatività e la loro storia.

 

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