lunedì, 14 Giugno, 2021

Scuola, Nencini: “Tavoli con prefetti non ancora convocati”

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Proprio perché quello che si avvicina sarà un Natale diverso, “dobbiamo essere ancora più responsabili”. L’invito arriva dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, secondo la quale “abbiamo un dovere come Paese, riaprire le scuole superiori. Più saremo responsabili e cauti durante le vacanze, più quell’obiettivo sarà realizzabile”. E per questo la richiesta è di “proteggere la nostra scuola essendo responsabili”. Il ministro Azzolina è ancora al centro del tiro incrociato per come ha gestito il rientro a scuola a inizio anno. Dai banchi a rotelle, mai visti per la verità, si è passati nel giro di poche settimane alla chiusura totale degli istituti superiori. Ora la ministra Azzolina ha promesso solennemente che il 7 gennaio le scuola riapriranno. Manca poco, pochissimo. Ma ancora nulla è stato fatto per mantenere le promesse.

“Il 7 gennaio, data prevista dal Governo per il ritorno degli studenti in presenza, è dietro l’angolo. Condivido con lei la considerazione che la scuola non possa essere aperta poi chiusa a intermittenza. Al danno si unirebbe la beffa. Proprio per questo nutro una forte preoccupazione per i ritardi che si stanno accumulando, tali da compromettere il raggiungimento dell’obiettivo previsto”. Così si legge in una lettera il presidente della commissione Istruzione e Cultura del Senato, Riccardo Nencini, indirizzata alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Nencini nella lettera aggiunge:
“Genera perplessità il fatto che i tavoli coordinati dai prefetti, in particolare per organizzare il sistema trasporti, salvo che in poche realtà locali non siano stati ancora convocati oppure si confrontino ancora su incerti dati statistici. Eppure non c’è più molto tempo. In evidenza resta poi il problema di un eccessivo numero di cattedre vuote e dei test rapidi e dei tamponi da effettuarsi in ambito scolastico. Urgono misure efficaci, se necessario straordinarie. La VII Commissione ha avviato un ciclo di audizioni sull’impatto psicofisico della didattica a distanza sugli studenti. Prevalgono gli effetti negativi: ansia, inquietudine, perdita di segretezza, consapevolezza dell’allargamento delle diseguaglianze. La terrò informata passo dopo passo e al contempo le chiedo di fare altrettanto con la Commissione che presiedo per quanto riguarda le procedure in atto per la riapertura scolastica”.

 

A chiedere urgentemente di definire delle scelte “scelte strategiche, volte a ridisegnare il sistema scolastico coinvolgendo attivamente l’organizzazione del territorio e delle città” è il Segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri nel corso del webinar “RIENTRO A SCUOLA” svoltosi on line.  “È da molto tempo – ha continuato Bombardieri – che denunciamo l’acuirsi delle diseguaglianze sociali e, come sindacato, abbiamo la voglia e il dovere di intervenire per frenare questa deriva verso la povertà che la pandemia ha contribuito a far esplodere. Scuola, sanità e trasporti sono punti nevralgici da cui ripartire con coraggio: servono investimenti, non chiacchiere. La Ministra ha scaricato molte responsabilità sui lavoratori, sui cittadini, noi le chiediamo, invece, di esercitare il ruolo che le compete: il Paese ha bisogno di risposte serie.

Nel corso del webinar la Uil, con Uilfpl e Uilscuola, ha formulato proposte concrete per il rientro sui banchi di scuola, dopo il mini- lockdown natalizio, che hanno come fil rouge la sicurezza e la tutela della salute di personale e studenti:  tra queste, sostegno ai genitori che lavorano, con copertura completa dei congedi parentali; potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, anche implementati dai servizi privati; piano d’azione sanitario dedicato esclusivamente alla scuola che comprenda medici scolastici, tracciamenti e test per tutti; priorità alla vaccinazione del personale scolastico e degli studenti; coinvolgimento degli Enti Locali perché mettano a disposizione del mondo scolastico i locali inutilizzati; sì al MES subito.

“La pandemia – ha concluso Bombardieri – ha messo in evidenza tutte le criticità da tempo segnalate, distruggendo gli equilibri già precari di ambiti fondamentali per la vita delle persone: cogliamo l’occasione per ripensarli, utilizzando ogni strumento possibile, a partire dalle risorse del Mes”.

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