martedì, 26 Ottobre, 2021

Terra dei fuochi, tumori e morti causati dai roghi di rifiuti

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Tumori e morti, causati dai roghi di rifiuti nella terra dei fuochi, hanno la conferma nel report di Procura di Napoli e Istituto Superiore di Sanità. La presenza di siti di rifiuti incontrollati è concausa nell’insorgenza di neoplasie al seno, asma e leucemie. Il dato, tanto atteso da cittadini e comitati locali, che finora era solo un’ipotesi degli scienziati ambientalisti, è stato confermato dal rapporto conclusivo dei lavori dell’accordo corale che la Procura di Napoli Nord, l’Ufficio giudiziario che ha sede ad Aversa(Caserta) stipulò nel giugno 2016 con l’Istituto Superiore di Sanità. Il suddetto report è stato presentato al procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, Luigi Riello, ed al Presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

I risultati indicano che la mortalità e l’incidenza per tumore della mammella è significativamente maggiore tra le donne dei comuni inclusi nella terza e quarta classe dell’indicatore di esposizione ai rifiuti. Il lavoro raccolto ha permesso di caratterizzare il territorio di ciascuno dei 38 comuni di competenza della Procura della Repubblica di Napoli Nord. Il territorio interessato, con una superficie totale di 426 Km2,contiene 2767 siti di smaltimento, controllato o abusivo, di rifiuti, anche pericolosi, dei quali 653 risultano anche avere avuto luogo a combustioni illegali. Nei comuni dell’area esaminata il 37% della popolazione risiede entro 100 metri da almeno un sito, ma spesso più di uno, e questo determina una molteplicità di fonti di esposizione pericolosa, nonché di delitti contro l’ambiente. Le autorità locali, quelle provinciali e regionali della Campania non possono tacere ed essere inerte sulla diffusa situazione di rischio ambientale causata nella Terra dei Fuochi, non possono ignorare la Legge n.68/2015-concernente nuove disposizioni in materia dei delitti contro l’ambiente. Ci conforta la notizia odierna che una delle priorità del nuovo governo di Mario Draghi sarà quelle di “mettere in sicurezza il Paese” ed ha aggiunto “il nostro sarà un governo ambientalista”. Pertinenti con codeste priorità sarà un costituendo “Comitato interministeriale per la Transizione ecologica” guidato dal ministro Roberto Cingolani, il quale sarà in pratica l’uomo decisivo per l’utilizzo delle risorse “green” previsto dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, il cosiddetto Recovery Fund.

 

Manfredi Villani

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