venerdì, 22 Ottobre, 2021

Ticket di licenziamento, i chiarimenti dell’INPS sulla contribuzione dovuta

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Corte di Cassazione
NO AL REDDITO DI CITTADINANZA PER CHI NASCONDE IL CONIUGE MAFIOSO
Per la Cassazione è fondata la misura cautelare in caso di aggravante per criminalità organizzata ritenendo irrilevante l’assenza della circostanza nella modulistica Inps.
Perde quindi il reddito di cittadinanza chi ha un familiare condannato con l’aggravante mafiosa. E non importa se nella modulistica Inps a questa fattispecie non si fa riferimento. Questa la conclusione della Terza sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 34121 depositata di recente. La Corte ha così confermato la legittimità della misura cautelare del sequestro preventivo della carta prepagata di Poste Italiane, di somme di denaro e libretti postali riconducibili a una donna che, da aprile a ottobre 2020 , aveva ottenuto il reddito di cittadinanza incassando circa 8.000 euro, pur avendo omesso di segnalare che il coniuge era stato condannato per reati ai quali era stata ascritta l’aggravante mafiosa, sulla base dell’articolo 416 bis 1 del Codice penale.
Le tesi della difesa
La difesa aveva fatto osservare come nel testo della domanda tipo, predisposto dall’Inps, il riferimento all’aggravante per criminalità mafiosa non è contenuto. Sono invece richiamati solo gli articoli 270 bis, 280, 289 bis, 416 bis, 416 ter 422 e 640 bis del Codice penale, senza alcun riferimento alla circostanza, assenza che avrebbe dovuto fare concludere per l’assoluta scusabilità dell’errore.
La posizione della Suprema corte
Tesi respinta dalla Cassazione che invece sottolinea come gli elementi per l’adozione della misura cautelare ci sono tutti. L’assenza del riferimento alla circostanza aggravante non è determinante perché quell’indicazione di reati nella modulistica Inps ha una funzione solo esemplificativa e non può certo superare o limitare il tenore delle previsioni normative che disciplinano i presupposti per il riconoscimento del reddito di cittadinanza. E allora gli oneri dichiarativi, a prescindere da quanto esposto dal modulo, erano sempre quelli indicati dal decreto legge n. 4 del 2019. A chi chiede di potere usufruire del reddito di cittadinanza è cioè richiesto di riferire alla pubblica amministrazione, in maniera chiara e trasparente, non soltanto l’entità della situazione reddituale della famiglia, ma anche l’esistenza e tipologia dei precedenti penali riportati dai familiari più stretti. In questo senso, per la Cassazione, è stato ritenuto esistesse il presupposto per il sequestro, profilandosi il reato prefigurato dal decreto legge, all’articolo 7, a carico di chi rende false dichiarazioni o utilizza documenti falsi per ottenere il beneficio.
Intanto, fa sapere l’Istituto di previdenza, sono quasi 1,36 milioni le famiglie che hanno ricevuto ad agosto il Reddito o la pensione di cittadinanza, concentrate per il 62,15% al Sud. Il sussidio contro la povertà – secondo l’Osservatorio Inps – è costato nel mese 742 milioni, in lieve calo rispetto a luglio. Ad agosto le persone coinvolte sono state poco più di tre milioni (3.027.851), due terzi delle quali nel Mezzogiorno e nelle Isole (due milioni). Nei primi sette mesi dell’anno le famiglie che hanno avuto almeno una mensilità del sussidio sono state 1,6 milioni per 3,7 milioni di persone coinvolte. Il 44% delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza è composta da una sola persona. E su questo è aperta una discussione per ricalibrare la misura affinché vengano adeguatamente sostenute anche le famiglie numerose. I single con il sussidio sono 604.000 a fronte di 32.500 nuclei (per 208mila persone coinvolte) con almeno sei componenti. Le famiglie che ricevono l’indennità con almeno cinque componenti sono 72.335 per 361.675 persone interessate. Ovvero le famiglie con almeno cinque componenti che hanno il sussidio sono 104.685, il 7,7% del totale. Ad agosto, i nuclei percettori di Reddito di cittadinanza sono stati oltre 1,22 milioni, mentre i percettori di Pensione di cittadinanza sono stati quasi 135mila. I nuclei con disabili sono quasi 231mila, con oltre 536mila persone coinvolte. L’importo medio erogato a livello nazionale ad agosto è di 546 euro (576 euro per il Reddito di cittadinanza e 270 per la Pensione di cittadinanza). L’importo è in media più alto al Sud e nelle Isole (581 euro medi) rispetto al Nord (474).
L’Inps infine ha corrisposto almeno una mensilità di Reddito di emergenza nel 2021 a 574.000 famiglie, 225.000 delle quali extracomunitarie (39,2%). Le persone coinvolte sono state oltre 1,3 milioni.

 

Osservatorio su Reddito e pensione di cittadinanza
INPS: I DATI DI AGOSTO 2021

Nel mese di agosto 2021, i nuclei percettori di Reddito di Cittadinanza (RdC) sono stati oltre 1,22 milioni, mentre i percettori di Pensione di Cittadinanza (PdC) sono stati quasi 135mila, per un totale di quasi 1,36 milioni di nuclei e oltre 3 milioni di persone coinvolte.
Prevalgono i nuclei composti da tre e quattro persone, rispettivamente 646mila e 673mila. I nuclei con minori sono quasi 443mila, con un numero di persone coinvolte di oltre 1,64 milioni, mentre i nuclei con disabili sono quasi 231mila, con oltre 536mila persone coinvolte.
L’importo medio erogato a livello nazionale nel mese di agosto 2021 è di 546 euro (576 euro per il RdC e 270 per la PdC). L’importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, passando da un minimo di 446 euro per i monocomponenti a un massimo di 699 euro per le famiglie con quattro componenti.
La platea dei percettori di Reddito di cittadinanza e di Pensione di Cittadinanza è composta da 2,58 milioni di cittadini italiani, 318mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno UE e 119mila cittadini europei.
La distribuzione per aree geografiche vede 592mila beneficiari al Nord e 427mila al Centro, mentre nell’area Sud e Isole supera i 2 milioni di percettori.
Nei primi otto mesi del 2021, le revoche raggiungono il numero di quasi 83mila nuclei e le decadenze sono oltre 230mila.
Il decreto-legge 41/2021 art.12 comma 1 ha previsto il riconoscimento, a domanda, di ulteriori tre mensilità di Reddito di Emergenza, per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021. Sono oltre 574mila nuclei a cui è stata pagata almeno una mensilità nel 2021, delle tre previste, con un importo medio mensile di 545 euro e un numero di persone coinvolte di oltre 1,3 milioni. Oltre 803mila sono cittadini italiani (315mila nuclei con un importo medio mensile di 582 euro), 426mila cittadini extracomunitari (quasi 225mila nuclei con un importo medio mensile di 495 euro) e circa 78mila
cittadini comunitari (per quasi 35mila nuclei e importo medio mensile di 538 euro).

 

Ticket di licenziamento
CHIARIMENTI INPS SULA CONTRIBUZIONE DOVUTA

L’Istituto, con la circolare del 17 settembre scorso, n. 137, interviene nuovamente in merito all’obbligo di versamento del cd. ticket di licenziamento, introdotto dall’articolo 2, commi da 31 a 35, della legge 92/2012, per fornire chiarimenti sulla contribuzione dovuta.
In particolare, la circolare fornisce indicazioni sulla misura del contributo e sulla determinazione della base di calcolo (massimale Aspi e Naspi ).
La circolare fa riferimento, inoltre, al versamento del contributo in misura maggiore o minore di quella dovuta per rinviare a un successivo messaggio, nel quale saranno illustrate le indicazioni operative per la regolarizzazione dei periodi di paga scaduti alla data di pubblicazione della circolare.
La circolare Inps del 19 marzo 2020, n. 40 aveva già fornito un quadro riepilogativo delle fattispecie che comportano l’obbligo di versamento del ticket e delle tipologie contrattuali per le quali, invece, il contributo non è dovuto.

 

Carlo Pareto

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