giovedì, 23 Settembre, 2021

Tour de France. Primo arrivo in salita. È l’ora di Roglic

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Primo arrivo in salita e primo inevitabile test per verificare lo stato di forma degli aspiranti vincitori di questa edizione del Tour de France.
Sia l’intera tappa che la salita finale non sono particolarmente impegnative nonostante la presenza di quattro GPM, con il francese Benoit Cosnefroy (AGR2 La Mondiale) che dovrà darsi da fare per difendere la sua maglia a pois.
Alla partenza di Sisteron le altre classifiche del Tour vedono Peter Sagan in maglia verde in quella a punti e lo svizzero Hirschi in maglia bianca, leader della classifica dei giovani.
La maglia gialla, lo sappiamo, è sulle spalle del francese Alaphilippe.

Il Tour è già arrivato ad Orcières-Merlette altre volte, con vittorie di tappa di Van Impe nel 1972, Pascal Simon nel 1982 e Steven Rocks nel 1989.

E’ però nel 1971 che questa località è entrata nella memoria degli appassionati, per merito di Luis Ocana, temperamento e sguardo da torero, nemico numero uno di Eddy Merckx, forse più del nostro Felice Gimondi.

Quell’anno Merckx stava vincendo tutto ciò che si poteva vincere e non a caso lo chiamavano il Cannibale.

Alla partenza dell’undicesima tappa Merckx era in maglia gialla ed il copione di quel Tour sembrava già scritto.

Luisito però non ci sta, lui non ci stava mai.

L’iberico, sanguigno e potente, era un corridore capace in salita di progressioni irresistibili e si buttò subito generosamente in avanti, a testa bassa.

Arrivò da solo, a braccia alzate, dopo ben settantasette chilometri di fuga solitaria e leggendaria.

Gli altri si arresero tutti, stremati, distrutti delle pedalate di Ocana e dalla canicola insopportabile.

Van Impe arrivò con sei minuti di distacco e … udite, udite, il grande Merckx con quasi nove.

In soli 134 chilometri di tappa i distacchi furono così alti che la giuria, vista l’eccezionalità dell’evento, decise di salvare i sessantotto corridori usciti fuori tempo massimo, tutti quelli arrivati sul traguardo dal trentanovesimo in poi!

Luis Ocana vestì la maglia gialla ma non riuscì a vincere il Tour.
Quella sera aveva la corsa in pugno ma non il suo destino.
Durante la tappa Revel-Luchon Merckx attaccò prima in salita e poi in discesa, con metodo, con determinazione. Un nubifragio si abbatté sulla carovana rovesciando un fiume d’acqua sulla strada e sulla schiena dei corridori.
Dopo una curva Merckx sbandò ma riuscì a rimanere in piedi, Ocana no.
Luisito si rimise in piedi stordito e cosparso di fango ma fu travolto da Zoetemelk, Agostinho e Carril.
Alla fine di quel pomeriggio infernale Ocana non arrivò al traguardo ma al pronto soccorso dell’ospedale di Saint Gaudens, con due vertebre incrinate ed il grande sogno di vincere il Tour inesorabilmente infranto.
La “mala suerte” accompagnò poi Luis Ocana per tutta la vita e prima o poi ne parleremo su queste pagine perché la sua è una storia tragica e bellissima, conclusasi purtroppo troppo presto dalle parti di Mont de Marsan, il 19 maggio 1994, con un colpo di pistola alla tempia sinistra.
Oggi sulla salita che porta ad Orcieres-Merlette l’ha spuntata lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma), da tutti inserito nei pronostici per la vittoria finale, davanti all’altro sloveno Tadej Pogacar e ad un gruppetto di una quindicina di corridori, selezionato dalle progressioni di Van Aert (Jumbo Visma).

Gara molto equilibrata, da molti big corsa in difesa; nessuno aveva nelle gambe la capacità di fare la differenza come fece Luisito tanti anni fa.

Chapeau al francese Guillaume Martin che comunque ci ha provato senza tanti tatticismi ed alla fine è riuscito a salire sul podio in terza posizione.

Quinto Alaphilippe, stasera ancora in maglia gialla.

Primo degli italiani Damiano Caruso, ventitreesimo a 28 secondi.

 

ORDINE DI ARRIVO

1 – Primoz ROGLIC in 4 ore, 7 minuti, 47 secondi
2 – Tadej POGACAR s.t.
3 – Guillaume MARTIN s.t.
4 – Nairo QUINTANA s.t.
5 – Julian ALAPHILIPPE

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