sabato, 17 Aprile, 2021

Tra IMU e Tasi, di chiaro
c’è solo la confusione

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Tasi-ImuChi in questi giorni leggendo giornali e ascoltando dichiarazioni capisce qualcosa sulla questione delle tasse relative alla casa è veramente fortunato. La colpa non è certo soltanto di un Governo pasticcione che pensa che sia possibile decidere, poi cancellare o meglio “congelare” il tutto contando su una stampa davvero compiacente disposta a annunciare ai lettori che ciò significa che il problema è risolto e che per il 2015 non ci saranno aumenti di tasse relativi appunto alla casa.

In verità abbiamo ascoltato anche qualche dichiarazione più cauta come nel caso del Sottosegretario Paolo Baretta che ha precisato che non esisteva niente di più che un congelamento che sospende, ma non corregge o abroga assolutamente niente, il che vuol dire che quello che non paghi oggi rimani in attesa di pagarlo domani.

Quello che colpisce in questa situazione è che esiste una serie molto numerosa di soggetti, giornali compresi, capaci di fare i conti magari ricorrendo a qualche trucchetto di troppo quando, ad esempio, non ci si fa scrupolo di presentare la realtà in modo accattivante con toni che sembrano celebrare un trionfo anziché una mezza disgrazia. Leggiamo titoli che spesso fanno a pugni con i contenuti e i dati pubblicati. Alla fine di tanta confusione spesso devi prendere atto che soltanto la CGA di Mestre presenta la realtà così com’è e ci fa riflettere sul fatto che non è proprio molto convincente parlare di tasse che non stanno crescendo e non cresceranno mentre milioni di italiani sono in fila agli sportelli e sono ahimè costretti a constatare che le tasse continuano a crescere.

Per il modo in cui vengono spiegate le cose si determina una totale confusione. Confusione che sembra creata ad arte per far sì che i cittadini capiscano il meno possibile e siano più attratti dai titoli che dalla sostanza. Una cosa i cittadini si stanno domandando con sempre maggiore insistenza e cioè se in un Paese dove la maggioranza dei suoi abitanti si è drammaticamente impoverita, con il dieci percento circa degli abitanti che si è invece ulteriormente arricchito, ci sia nel Governo qualcuno che si sta ponendo il problema. Problema, si guardi bene che non dovrebbero porsi solo gli aderenti al popolo della Sinistra ma qualsiasi persona di buon senso.

Per mesi siamo stati sommersi da slogan ad effetto che cercavano di convincerci che il semestre di presidenza italiana dell’Europa avrebbe portato vantaggi certi e soprattutto una ventata di ottimismo per il futuro dei cittadini italiani. Un periodo che avrebbe consentito di dare corpo al nostro impegno per “cambiare verso”. Nessuno attendeva o pretendeva ovviamente miracoli. Ma quando assistiamo alle prime cerimonie per il passaggio del testimone all’Inghilterra viene spontaneo domandarci quando il semestre sia davvero iniziato e quali risultati abbia dato.

Al momento, e non credo di cedere al pessimismo più nero, ci sarebbe solo da prendere atto che un certo modo, talvolta anche un tantino arrogante, usato da Renzi e Padoan per avvertire i nostri alleati, Germania in testa, che noi non accettiamo lezioni da nessuno e tantomeno direttive, non sta producendo risultati apprezzabili. Anche il nostro consolarci scaricando le nostre speranze di cambiamento sulle spalle di Mario Draghi rischia di non bastare. Renzi rivolgendosi ai magistrati ha affermato che servono meno interviste e più sentenze. Potremmo chiosare che per quanto riguarda il Governo abbiamo proprio bisogno di molta meno propaganda e più fatti.

Silvano Miniati

 

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