domenica, 26 Settembre, 2021

TRAGUARDO DI FINE ANNO

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Legge-stabilità-fiducia-Renzi

Governo e maggioranza hanno deciso di spingere a fondo l’acceleratore facendo funzionare a piano regime le Camere per arrivare entro la fine delle festività di fine anno all’approvazione delle questioni più scottanti, Jobs Act, legge elettorale e riforma del Senato. Il Jobs Act, come il bambinello, dopo tante polemiche e qualche modifica è atteso in consiglio dei ministri la vigilia di Natale, il 24.

Tra le modifiche dell’ultima ora si confermerebbe il reintegro nel caso dei licenziamenti disciplinari solo se i giudici dovessero decidere che “il fatto materiale non sussiste”. Oggi il reintegro scatta se il solo fatto (non quindi materiale) è inesistente o rientra tra le condotte punite con una sanzione conservativa nei codici disciplinari dei contratti collettivi. Per il capogruppo a palazzo Madama di NCD, Maurizio Sacconi, la reintegra deve rimanere nei soli casi di licenziamento discriminatorio o infamante mentre diversamente da così “verrebbe meno tutta l’attesa positiva che il jobs act ha suscitato”. Dunque per l’ex socialista Sacconi, se il Jobs Act non svuota del tutto l’art.18 dello Statuto dei lavoratori, il Jobs Act non vale nulla, non lasciando però trasparire alcuna decisione in merito all’eventuale voto contrario.

Licenziamenti e indennizzi – Quanto alla questione dell’indennizzo per evitare eventuali licenziamenti nella prima fase del contratto a tutele crescenti in caso di giudizio, l’indennizzo per licenziamento economico illegittimo, partirebbe da 1 mensilità e mezzo per ogni anno di servizio fino a un massimo di 24. Verrebbe introdotto un indennizzo minimo che scatterebbe subito dopo il periodo di prova e potrebbe essere di 3-4 mensilità (e non più 6). L’indennizzo minimo inoltre avrebbe il vantaggio dell’esenzione fiscale per rendere la fase conciliativa più vantaggiosa. Il meccanismo potrebbe finire per premiare i datori di lavoro che licenziano e assumono, lucrando sulla differenza positiva tra la somma prevista per il licenziamento illegittimo e il vantaggio fiscale assicurato ai nuovi neoassunti.

Licenziamenti e imprenditoria minore – Per le piccole imprese sotto i 16 dipendenti oggi escluse dall’articolo 18 dovrebbero godere comunque delle nuove regole, ma tutti gli importi degli indennizzi verrebbero dimezzati, con un tetto a 6 mensilità (oggi le piccole aziende in caso di licenziamento economico illegittimo pagano da 2,5 a 6 mensilità).

Intanto si sgombra il campo dalla Legge di Stabilità che domani dovrebbe passare a Palazzo Madama col voto di fiducia su un maxiemendamento dopo che ieri ha lasciato la Commissione senza che fosse stato possibile discutere e votare tutti gli emendamenti proposti. Alla fine il testo conterrà parte degli emendamenti assieme alle correzioni del governo e dovrà tornare alla camera per il voto finale che dovrà per forza arrivare entro la fine dell’anno.

Riforma partecipate in primaveraLa riforma delle partecipate il governo “la farà in primavera”, ha promesso il relatore Santini con ciò confermando che il piano Cottarelli che prevedeva la chiusura o l’accorpamento delle società partecipate con meno di 10 dipendenti e di quelle con fatturato sotto i 100mila euro, si farà … ma non subito.

Giochi – Anticipata al 2015 la gara del lotto e stop all’aumento del prelievo erariale unico (Preu) con la contestuale riduzione dell’aggio.

TasiTra gli emendamenti approvati dalla commissione Bilancio del Senato quello che blocca, anche per il 2015, il livello massimo di imposizione della Tasi previsto per il 2014 che non potrà superare il 2,5 per mille prorogando così le misure della legge di stabilità dello scorso anno. Confermata la possibilità di superare i limiti stabiliti per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille, a condizione che l’aumento sia utilizzato dai Comuni per finanziare le detrazioni d’imposta.

Election day – Via libera dalla commissione bilancio anche all’election day. A maggio sarà possibile votare nella stessa giornata in sette Regioni ed oltre mille Comuni risparmiando, come hanno annunciato i firmatari dell’emendamento, i senatori del Pd Andrea Marcucci e Franco Mirabelli, un centinaio di milioni.

In vendita reti elettriche di Fs a Terna – Ok anche all’emendamento che prevede la cessione a Terna (la società che gestisce i servizi energetici) delle reti elettriche in alta e altissima tensione (e le relative porzioni di stazioni) di proprietà di Fs. Le risorse derivanti dalla cessione, limitatamente al valore dei contributi pubblici, saranno destinati alla copertura di investimenti delle Ferrovie come è stato previsto dal contratto di programma.

Reazioni polemiche dell’opposizione dopo l’annuncio del ministro Boschi che il testo, che per l’80% esso rifletterà quanto approvato in commissione, e per un 20% sarà nuovo, sarebbe andato in Aula senza concludere l’iter in Commissione. “Questo modo di lavorare è inaudito” ha commentato Alberto Ayrola, capogruppo di M5s mentre per Loredana De Petris, capogruppo di Sel, “la verità è che hanno puntato a non concludere in Commissione per tenersi le mani libere”.

Redazione Avanti!

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