domenica, 26 Settembre, 2021

TREDICI (NON) A TAVOLA

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Doppia fiducia incassata. La Riforma Bonafede è ufficialmente in soffitta, al suo posto arriva la Riforma Cartabia. Riforma del processo penale tanto contestata dai grillini che adesso si ritrovano per la prima volta all’angolo in un Esecutivo che rappresenta ciò che hanno sempre contestato.

Sono stati due i voti di fiducia. La prima votazione si è svolta sul primo articolo del testo dove sono raggruppate tutte le norme che entrano in vigore subito. L’altro voto si è tenuto sull’articolo due del testo che invece mette insieme tutte le deleghe al governo che dovranno essere approvate entro un anno. Tra le deleghe c’è la riforma del codice penale e della procedura.

La Camera ha approvato, a notte fonda dopo una seduta fiume, anche la seconda fiducia posta dal governo sul ddl di riforma del processo penale. I sì sono stati 458, i no 46, un solo astenuto. Il M5s si ricompatta. Il voto finale sul provvedimento è previsto per oggi.

Tuttavia sono tredici i non pervenuti tra i 5stelle, un numero che non preoccupa, ma mette in agitazione il leader Conte che già l’altro ieri si è ritrovato contro almeno quaranta deputati grillini. Venti assenze tra i banchi 5 Stelle di cui almeno 13 non giustificati.

il nome più importante è quello dell’ex sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, che più volte aveva espresso giudizi negativi sulla riforma. Gli altri sono i deputati D’Arrando, Iorio, Mammì, Parentela, Segneri, Buompane, Federico, Frusone, Lorenzoni, Misiti, Pignatone e Vianello.

Nel frattempo in casa pentastellata le cose non si metteono bene nemmeno per il leader Giuseppe Conte, in queste ore gli iscritti votano su Skyvote. Doveva essere l’uomo per ogni stagione, che si adattava a tutte le correnti che si erano create, tanto che alla fine e forse per questo aveva avuto il beneplacito di Beppe Grillo. Conte si aspettava un plebiscito sullo statuto e le nuove regole grillini in modo da essere nominato subito come leader politico dei Cinquestelle, ma è altamente a rischio il raggiungimento del quorum. A questo punto l’incoronazione slitterebbe al 9-10 agosto e con una maggioranza assolutamente non netta.

Ancora una volta l’ex Premier punta sulla mediazione, mentre l’attuale presidente del Consiglio, Mario Draghi, chiude il dossier Giustizia e va avanti con soli tre giorni di ritardo rispetto alla tabella di marcia stabilita per il 31 del mese passato. Semestre bianco o meno l’ex numero uno della Bce ci tiene a portare a termine il lavoro prefissato.

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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