lunedì, 12 Aprile, 2021

Tunisia, crisi economica e politica. Svalutazione a un passo

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La Tunisia sta sprofondando per i debiti e la moneta rischia una svalutazione con gravissime conseguenze. Lo ha annunciato in prima persona il Premier Hichem Mechichi nel corso di una conferenza stampa in cui ha ammesso che il Bilancio dello Stato è messo in grave pericolo da una contingenza negativa senza precedenti nella storia della Repubblica tunisina. Mechichi, a capo di un Governo tecnico fortemente voluto dal Presidente della Repubblica Kais Saied, ha chiesto alla Banca Centrale l’emissione di Buoni del Tesoro per finanziare i buchi del Bilancio. Una situazione che se arriverà alla svalutazione della moneta metterà in grave difficoltà le oltre ottocento imprese italiane che operano in Tunisia e che vedrebbero notevolmente penalizzati i loro guadagni. La situazione economica è ulteriormente peggiorata per la pandemia da coronavirus che ha fatto sentire i suoi effetti soprattutto nel settore turistico. La disoccupazione ha raggiunto il 14% con punte in certe zone che hanno toccato il 30%. Le zone interne sono sempre più povere e il Governo non è riuscito a incidere positivamente sulle diseguaglianze sociali che determinano tra la popolazione un malcontento sempre più ampio. La scelta di un Governo tecnico era stata l’ unica soluzione possibile dopo elezioni che avevano frammentato il Parlamento e reso impossibile qualsiasi maggioranza. Una invenzione del Presidente Saied che in questo modo era diventato il vero punto di riferimento a livello interno e internazionale rafforzando ulteriormente il suo carisma. Ma oggi la gravità della situazione economico finanziaria del Paese si ripercuote negativamente anche su di lui. I tunisini si domandano dove siano finiti i buoni propositi che avevano contrassegnato la rivoluzione del 2011 che aveva portato anche alla nascita di una moderna Costituzione. La classe politica viene accusata di non aver saputo trasformare in realtà le speranze e le attese dei cittadini e di aver privilegiato la conquista del potere rispetto a una corretta ed efficace gestione della cosa pubblica.

 

Come se non bastasse alla crisi economica si sta aggiungendo una crisi politica determinata dalle divisioni di Ennanda, partito degli islamici moderati, di maggioranza relativa in Parlamento. Ennanda sta attraversando una difficile fase interna , dove si susseguono dimissioni e lacerazioni, e le ripercussioni sugli equilibri di un Governo, che, pur essendo tecnico, si regge sui voti delle forze che lo sostengono in Parlamento, tra le quali Ennanda, potrebbero essere molto devastanti. L’Europa segue con particolare attenzione quanto sta accadendo in Tunisia con interventi anche finanziari essenziali per la nuova Repubblica uscita dalla rivoluzione dei gelsomini La Tunisia è stata più volte oggetto di attacchi terroristici islamici proprio perché ha voluto avvicinarsi ai valori europei E proprio il terrorismo cerca di approfittare delle sue attuali difficoltà per cercare solidarietà nell’ opinione pubblica scontenta. Per l’ Europa vi è poi la necessità di fermare le migrazioni clandestine che dalle coste tunisine hanno ripreso a sbarcare sul suo territorio. A questo proposito di fa sempre più probabile da parte italiana e francese una sorta di blocco navale per fermare gli sbarchi irregolari a Lampedusa , dove la situazione è diventata drammatica, e sulle coste europee.

 

Alessandro Perelli

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