venerdì, 14 Maggio, 2021

Tunisia, Saied nuovo presidente. L’interesse dell’Europa

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Come era nelle previsioni Kais Saied è stato eletto nuovo Presidente della Tunisia. Professore universitario di diritto costituzionale, per lo più sconosciuto al mondo politico fino alla candidatura, ha nettamente battuto nel ballottaggio di domenica 13 ottobre lo sfidante Nabli Karoui. I risultati definitivi saranno ufficializzati solo fra qualche giorno, come prassi in Tunisia, ma i dati provvisori a spoglio avanzato vedono Saied al 70% e Karoui al 30%. Il vincitore ha incentrato la sua campagna elettorale nella lotta contro la corruzione esprimendo posizioni conservatrici in merito alle conquiste della “rivoluzione dei gelsomini” del 2011 nel settore dei diritti civili come quelli degli omosessuali e delle pari opportunità.

Nonostante le sue critiche al Governo ha avuto l’appoggio di Ennahda, il partito islamico moderato che pur ne faceva parte e che è stato il più votato alle recenti elezioni legislative. Si è anche pronunciato più volte per il ripristino della pena di morte. Saied ha avuto la vittoria facilitata sicuramente dal fatto che il suo rivale Karoui ha svolto quasi tutta la campagna elettorale in carcere, accusato di frode fiscale e di riciclaggio e liberato solo a pochi giorni dal ballottaggio. Ma hanno pesato anche le sue attenzioni verso i ceti più deboli della popolazione come la sua battaglia per adeguati servizi pubblici e verso i giovani per combattere la disoccupazione che negli ultimi mesi è aumentata aggravando la crisi economica del Paese. La percentuale di votanti, superiore al primo turno, si e confermata piuttosto bassa e inoltre vi è da registrare una significativa presenza di schede bianche, sintomo di un malessere piuttosto diffuso nella società civile tunisina che non ha trovato in nessuno dei due candidati un riferimento. C’e però da rilevare che i timori di una svolta conservatrice che annulli i risultati raggiunti in questi anni come la nuova moderna Costituzione sono per il momento infondati visto i pochi poteri che in Tunisia vengono affidati al Presidente, figura più di rappresentanza istituzionale che politica. Per capire il futuro della giovane repubblica uscita dalla dittatura di Ben Alì bisognerà attendere i prossimi giorni e i risultati della trattative tra i partiti usciti con i risultati più consistenti dalle recenti elezioni legislative. Sicuramente Ennahda ma anche ” ‘La Tunisia nel cuore” di Karoui.

Sarà nella capacità di aggregazione di queste due forze politiche rispetto alla miriade di medi e piccoli partiti presenti nel nuovo Parlamento che si potrà formare il nuovo Governo al quale l’Europa guarda con grande interesse per continuare un rapporto di collaborazione concreto anche per affrontare il problema delle migrazioni.

Alessandro Perelli

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