martedì, 3 Agosto, 2021

Turchia, l’Europa cerca di rilanciare i rapporti con Ankara

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I presidenti della Commissione e del Consiglio dell’Unione europea, Ursula von der Leyen e Charles Michel, si sono recati ieri in Turchia per incontrare il capo dello stato Recep Tayyip Erdogan. La missione è maturata a seguito della road map delineata dal Consiglio europeo di 10 giorni fa, con l’obiettivo di rilanciare gli altalenanti rapporti tra Bruxelles e Ankara, dopo gli ultimi strappi del governo turco su democrazia e diritti umani.

 

Cooperazione allo sviluppo

Al centro dei colloqui ad Ankara, nel primo pomeriggio, ci sono state diverse questioni strategiche, dalle migrazioni alle dispute geopolitiche regionali, su Mediterraneo orientale, Siria e Libia. Il confronto, in particolare, ha riguardato il rinnovo del controverso accordo del marzo 2016 sui rifugiati siriani. Il governo Erdogan chiede ulteriori risorse per continuare a farsi carico dell’accoglienza degli oltre 3,6 milioni di profughi di guerra, dopo i 6 miliardi già impegnati in questi anni dall’Ue. Dal canto suo, Bruxelles sarebbe intenzionata a puntare sulla cooperazione allo sviluppo, viste le scarse prospettive di un prossimo ritorno in patria dei rifugiati. Parallelamente, c’è stato anche un confronto sull’aggiornamento dell’unione doganale del 1995, da tempo sollecitato dalla Turchia, e sulla ripresa del dialogo di alto livello, sospeso nel 2019. Ankara, inoltre, avrebbe chiesto una liberalizzazione dei visti. Il possibile rilancio dei rapporti bilaterali dovrà fare i conti con i recenti strappi interni di Erdogan, dalla tutela dei diritti delle minoranze, con la richiesta di messa al bando del principale partito curdo e gli arresti di oppositori, al discusso ritiro dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere.

 

Un nuovo slancio delle relazioni

Ursula Von Der Leyen, la presidente della Commissione europea, al termine dell’incontro con il capo della Turchia, ha detto: “Siamo venuti in Turchia per dare nuovo slancio alle nostre relazioni. E a questo proposito, abbiamo avuto un primo incontro interessante con il presidente Recep Tayyip Erdogan. Abbiamo discusso in modo approfondito quattro aree in cui l’Unione europea e la Turchia trarrebbero vantaggio da una cooperazione rafforzata. La prima area è quella in cui vogliamo rafforzare i nostri legami economici. L’Unione europea è il principale partner di importazione ed esportazione della Turchia. E le aziende europee sono una fonte cruciale di investimento. La Turchia, all’interno dell’unione doganale, è un partner importante in molte catene di valore cruciali che abbiamo”.

 

La lotta al cambiamento climatico

Poi, ha aggiunto: “La seconda area di cooperazione rafforzata sono i dialoghi ad alto livello. L’argomento numero uno dovrebbe essere, in un dialogo ad alto livello, la lotta al cambiamento climatico. Questa è la nostra preoccupazione comune e ormai tutti percepiamo il pericolo che stiamo affrontando con l’aumento del cambiamento climatico e le conseguenze successive nei nostri Paesi. La seconda preoccupazione è sicuramente la salute pubblica. Il terzo argomento che abbiamo discusso è che la Commissione europea esplorerà modi per rafforzare la cooperazione sui contatti e sulla mobilità tra le persone. La partecipazione della Turchia ai programmi dell’Unione europea come ad esempio Erasmus+ o Horizon Europe si è dimostrata molto preziosa in passato. E questa è una collaborazione che ci interesserebbe estendere nei prossimi anni. Credo che questo sia un vantaggio per entrambi”.

 

Rifugiati e migrazione

Infine, ha concluso: “La quarta area di cooperazione riguarda i rifugiati e la migrazione. La dichiarazione Ue-Turchia del 2016 resta valida e ha portato risultati positivi. Ciò riguarda principalmente i rifugiati siriani e le loro comunità ospitanti in Turchia. Ma vale anche per la lotta alla tratta di esseri umani e al contrabbando. Pertanto, ci aspettiamo che la Turchia rispetti i suoi impegni e li mantenga. Ciò include la prevenzione delle partenze irregolari. E include anche la ripresa senza indugio delle operazioni di rimpatrio dalle isole greche alla Turchia. Questo è per noi un impegno cruciale e sarebbe una grande dimostrazione di buona volontà che questa cooperazione in materia di migrazione funzioni”.
Secondo alcune fonti di Bruxelles, ci sarebbe stato uno scambio franco e aperto fra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel corso del bilaterale ad Ankara che è stato definito importante, poiché c’è stato uno scambio approfondito sulla Convenzione di Istanbul, da cui è uscita la Turchia, lo stato di diritto e i diritti umani, ma anche di come rafforzare i legami economici fra l’Ue e la Turchia che sta attraversando una profonda crisi economica e finanziaria.
Non è forse un caso che l’incontro tra i massimi rappresentanti dell’Ue con Erdogan sia avvenuto dopo la visita di Draghi in Libia. Forse, qualcosa nel proscenio della geopolitica del Mediterraneo sta iniziando a cambiare.
Pertanto, non dovremmo sorprenderci se in Italia i post-comunisti di oggi dovessero obbedire alla Russia come avvenne in passato con l’Urss, da Togliatti fino alla caduta del muro di Berlino. Il tempo è galantuomo e lo rivelerà ai posteri.

 

Salvatore Rondello

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