venerdì, 17 Settembre, 2021

Turismo mondiale in crisi fino al 2023

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Anche quest’anno il turismo internazionale sarà stagnante, con alcune eccezioni per gli Stati occidentali, causando perdite fino a 2.400 miliardi di dollari.
Questa analisi emerge da uno studio pubblicato dalle Nazioni Unite, che specifica anche come un pieno recupero del settore non avverrà prima del 2023.
Nello studio si legge che le vaccinazioni e i certificati per il Covid-19 sono cruciali per ricostruire la fiducia nel turismo in arrivo dall’estero, che costituisce un’ancora di salvezza per molti paesi, in particolare piccoli Stati insulari che dipendono dal settore turistico per la creazione di posti di lavoro.
Nel 2020 gli arrivi internazionali sono diminuiti del 73% rispetto ai livelli pre-pandemia registrati nel 2019, causando delle perdite stimate in 2.400 miliardi di dollari nel settore turistico e in quelli correlati, secondo il report a cura dell’Unctad (Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo) e dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto).
Ralf Peters, analista dell’Unctad, durante una conferenza stampa, ha detto: “L’outlook per quest’anno non è più incoraggiante. Il primo trimestre è stato nuovamente negativo, non ci sono stati molti viaggi. Ci si attende una certa ripresa nella seconda metà dell’anno, almeno per quel che riguarda il Nord America e l’Europa entro certi limiti”.
Lo studio delinea tre scenari per il 2021, mostrando previsioni secondo cui gli arrivi internazionali potrebbero calare tra il 63% e il 75% rispetto ai livelli pre-pandemia, portando a perdite tra 1.700 e 2.400 miliardi di dollari.
Zoritsa Urosevic, rappresentante a Ginevra per l’Unwto, che ha sede a Madrid, ha detto: “Nel turismo internazionale siamo ai livelli di 30 anni fa, in pratica siamo negli ’80 … La sussistenza di molte persone è a rischio. Quello che ci aspettiamo nel lungo periodo è … di toccare nuovamente i numeri del 2019 dopo il 2023”.
Con lo scoppio della pandemia da Covid-19 il mondo si è fermato. La frenesia di tutti i giorni è stata assopita e la monotonia è diventata una costante in giornate che apparivano l’una uguale all’altra. L’animo avventuriero e curioso di molti è stato messo a tacere, in attesa di ritornare a viaggiare e scoprire il mondo.
Dopo le denunce di Assoturismo, l’Onu segnala un ingente crollo del turismo generato dall’emergenza per contrastare la pandemia. Il turismo internazionale, infatti, potrebbe perdere oltre 4mila miliardi negli anni 2020 e 2021, una perdita ingente per il turismo internazionale a causa del Covid-19.
Il rapporto congiunto dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto) delle Nazioni Unite e della Conferenza sul commercio e lo sviluppo (Unctdad) attesta una consistente perdita nel settore del turismo. Il prolungato lockdown, i numerosi divieti e le molte limitazioni a lungo hanno costretto i cittadini di tutto il mondo a restare chiusi in casa, rinunciando a qualsiasi viaggio.
Mentre in molti stanno organizzando le proprie vacanze estive, riassaporando finalmente un clima di normalità e spensieratezza, il turismo ha ancora bisogno di ripartire. Lo ha evidenziato anche Zurab Pololikashvili, il segretario generale dell’Unwto.
Infatti, Pololikashvili ha dichiarato: “Il turismo è un’ancora di salvezza per milioni di persone. Promuovere la vaccinazione per proteggere le comunità e sostenere la ripartenza in sicurezza del turismo è fondamentale per recuperare posti di lavoro”.
La pandemia ha fermato i viaggi aerei internazionali per gran parte del 2020, ma anche per il 2021 comportando una rilevante perdita economica.
A fine giugno 2020 le prenotazioni degli italiani per l’estate erano pari al 44,7%, che salgono al 54,7% esattamente un anno dopo. Anche gli stranieri iniziano a ripopolare le nostre città, nelle isole e sulle spiagge. Il Green Pass e i voli Covid tested, le vaccinazioni e l’allentamento delle misure hanno facilitato l’ingresso nel nostro Paese, almeno per i cittadini europei.
Le strade, i canali e gli alberghi del centro storico di Venezia tornano a riempirsi. Tra Salento e Gargano, invece, ci si prepara a un agosto sold out. Assalto previsto anche in Sicilia, in particolare nelle sue isole Covid free. Negli aeroporti di Palermo e Catania sono attesi tra giugno e settembre quasi 6 milioni di passeggeri, il doppio rispetto a quelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. I turisti, inoltre, tornano a fare le code anche davanti ai musei di Firenze.
Qualche speranza si riaccende, ma i segni negativi lasciati dalla pandemia sono ancora presenti.

 

Salvatore Rondello

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