domenica, 17 Ottobre, 2021

Turismo. Una vera e propria catastrofe per il settore

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La pandemia ha colpito duramente il settore turistico italiano, una delle “fabbriche” più redditizie del Paese, basti pensare che considerando tutto l’indotto, il turismo produce da anni tra il 9 e il 13 per cento del Pil Nazionale. Una attività che per sua natura, non può trasferire all’estero la sua produzione e che in un anno di pandemia ha già visto circa 220mila imprese capitolare con la conseguente perdita di circa 480mila posti lavoro. Una vera e propria catastrofe per il settore, ma più in generale per l’economia del nostro Paese.

Di turismo si è parlato nei giorni scorsi in un confronto tra il segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, Enzo Maraio e alcuni rappresentanti di categoria: il presidente nazionale CNA – Turismo e Commercio, Marco Misischia e Vittorio Messina, presidente Asso Turismo Confesercenti. La stagione estiva alle porte, può essere la carta che l’Italia gioca per rimettere in moto l’economia del Paese e anche per questo, negli ultimi mesi, il Partito Socialista Italiano ha rappresentato al governo Draghi alcune proposte indispensabili per supportare le imprese italiane. In particolare agevolazioni fiscali e valorizzazione dell’outdoor.

Per Maraio “è necessario evitare la pantomima registrata questo inverno, quando a pochi minuti dalle riaperture degli impianti, il governo ha fatto dietrofront. Una marcia indietro che ha prodotto un danno di credibilità e di immagine al nostro Paese oltre al danno subito dalle imprese di settore che si erano già attrezzate per la ripartenza”. Non basta essere il Bel Paese per attrarre turisti, come è stato sottolineato durante l’incontro. Per poter recuperare quello che si è perso, occorre uno sforzo maggiore e una mano tesa alle imprese di settore. Uno sforzo, ha sottolineato Maraio, “che renderebbe le nostre imprese turistiche capaci di competere sui mercati europei e di recuperare terreno nei confronti dei nostri maggiori competitors, Spagna e Grecia, che già si sono attrezzati in tal senso”.

 

Psi, intervenire sulle aliquote Iva

Per questo, è la proposta dei Socialisti, è necessario intervenire sulle aliquote Iva (che in Italia variano dal 22% al 10%) e prevederne un’unica al 4% per i prossimi anni. “Questo da una parte offre una boccata d’ossigeno agli operatori e dall’altra la possibilità di essere più competitivi sui costi e sull’investimento in dispositivi di sicurezza, che potrebbero fare la differenza nelle scelte dei turisti”. Altro elemento, dovrebbe riguardare le imposte locali. Per Maraio non è immaginabile “che una struttura ricettiva dotata, ad esempio, di 100 camere, continui a pagare una tassa sui rifiuti calcolata sull’intera superficie e non sulla reale occupazione delle camere, che oggi è bassissima non per demerito dell’imprenditore”. Insomma piccole grandi cose che però possono cambiare il destino di un settore.

 

Misischia (CNA): misure che chiediamo da tempo

Misure che hanno incontrato il favore di Misischia che, spiega “da più di un anno chiediamo nei vari tavoli di confronto che ci sono stati”. In particolare il presidente nazionale CNA – Turismo e Commercio spera nella immediata approvazione del “pass covid” un lasciapassare indispensabile “per portare turismo nelle città e non allontanarlo”. Misischia pensa alle città d’arte, (“che in parte hanno salvato la stagione turistica dello scorso anno”) che vivono soprattutto di turismo straniero. Ma il dato più preoccupante è quello di un settore devastato e al quale i ristori non hanno dato il giusto contributo. “Programmazione sì, ma in questo momento anche il last minute è un elemento importante. Dobbiamo farci trovare pronti sicuramente, ma sul piatto della bilancia dobbiamo mettere anche il fatto di aver perso maestranze”. Molti lavoratori del comparto, hanno dovuto necessariamente diversificare la loro attività e questo, tradotto in soldoni, significa: “Formare nuovo personale per garantire uno standard alto dell’offerta”. Ecco perché “abbiamo bisogno di arrivare alla ripartenza con qualche soldo in più in tasca”. Non solo Misischia si attende uno sforzo ulteriore da parte del governo ma anche la possibilità di rinegoziare per un periodo più lungo il credito d’imposta sui fitti.

 

Messina (Asso Turismo): ristori restano parte dolente

Per il presidente Messina i ristori sono la parte dolente: “Sono stati solo il 7% delle entrate. Nulla. Se c’è qualcuno che è convinto che possiamo farcela solo con la forza del nostro lavoro – commenta il presidente di Asso Turismo Confesercenti – sta sbagliando. Per questo motivo abbiamo bisogno di quelle grandi riforme in tema di fisco, in tema di costo del lavoro e in tema di sburocratizzazione”. Per Messina, non basta sapere solo la data di riapertura (“che pure sarebbe un segnale incoraggiante”) ma piuttosto “sapere qual è il piano strategico che il governo intende perseguire”. Anche perché, dopo la pandemia “il turismo dovrà essere completamente ripensato, anche e soprattutto nelle città, nei piccoli borghi, che sono il vero e patrimonio del nostro Paese”.

 

Il piano vaccinale

Su tutto il comparto poi, pesa il piano vaccinale. Misischia, così come Messina, auspicano una accelerazione: “i numeri di questi mesi non sono rassicuranti”. Rispetto a altri Paesi Europei non siamo più vulnerabili nelle scelte di chi decide di venire in Italia. E’ chiaro che un Paese che ha messo in sicurezza gran parte della sua popolazione può offrire più garanzie di chi, come noi, resta ancora indietro. E questo non significa creare singole “isole” covid free ma rendere omogeneo l’intero Paese.

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