martedì, 20 Aprile, 2021

Tutela giuridica per i rider. Chiusa indagine a Milano

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“Non è più il tempo di dire che i rider sono schiavi, è arrivato il tempo di dire che sono cittadini che hanno bisogno di una tutela giuridica”. A dirlo è il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, nel corso di una conferenza stampa online in cui è stata presentata un’indagine condotta su migliaia di ciclofattorini. Nell’inchiesta del procuratore Aggiunto Tiziana Siciliano e della pm Maura Ripamonti sono state verificate 60mila posizioni di fattorini dal punto di vista lavorativo e mille sono stati controllati su strada. A condurre le indagini il Nucleo tutela Lavoro dei carabinieri, guidato dal colonnello Antonino Bolognani. “In questa situazione di Covid i rider hanno svolto una funzione essenziale sia per portare da mangiare alle persone, sia per permettere a molte imprese di sopravvivere, con le consegne”, ha osservato ancora Greco.

“Abbiamo appreso la notizia della chiusura delle indagini relative alla vicenda giudiziaria che sta coinvolgendo alcune aziende del food delivery”. Ha detto Tiziana Bocchi segretaria confederale Uil.
“Atteso che valuteremo nel merito la vicenda, intanto, ribadiamo che quanto avvenuto conferma, per l’ennesima volta, che il modello di business delle piattaforme del food delivery non è più tollerabile.
Non c’è più tempo da perdere: assunzioni e diritti subito, basta con precarietà e sfruttamento. I riders sono lavoratori subordinati e ad essi devono essere applicate le tutele del CCNL della Logistica. Solo cosi si ridà, finalmente, la giusta dignità di “lavoratori” ai riders, una professione che, in special modo in questo periodo sta rivestendo sempre più un ruolo fondamentale nella vita dei cittadini e che – ha concluso Bocchi – merita di vedersi riconosciute giuste ed eque tutele sia normative che economiche”.

“L’esito dell’indagine della Procura di Milano non ci stupisce” aggiunge la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti. “Da tempo le nostre strutture sono in prima linea nella denuncia delle condizioni spesso al limite della sopportabilità che questi lavoratori sostengono quotidianamente. Dopo la firma dell’accordo ‘pirata’ fra Assodelivery e Ugl, abbiamo chiesto, tra le altre cose, al Ministero del Lavoro di farsi promotore di una campagna straordinaria di ispezioni, rivolta a verificare se l’autonomia di questi lavoratori fosse effettivamente dimostrabile”.

“Alle imprese del settore invece – prosegue Scacchetti – abbiamo chiesto con forza, e continueremo a farlo, un modello organizzativo compatibile con diritti e tutele. Purtroppo, fino ad oggi, nonostante diverse sentenze a nostro favore e l’intervento del Ministero del Lavoro, la loro associazione di rappresentanza, Assodelivery, ha alzato un muro”.
“A seguito di questa rilevante operazione di trasparenza, ci aspettiamo che il tavolo di confronti sindacale riparta per garantire a tutti i rider l’applicazione delle condizioni normative e salariali previste dal Contratto Nazionale della Logistica e dei Trasporti. Qualora questo estremo tentativo dovesse rivelarsi ancora una volta vano, siamo pronti a fare la nostra parte riprendendo la mobilitazione, non escludendo – conclude la segretaria confederale – la possibilità di uno sciopero nazionale”.

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