mercoledì, 1 Dicembre, 2021

Tensione Russia Ucraina. Merkel telefona a Putin

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La tensione tra Russia e Ucraina continua a salire. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si è recato sulla linea del fronte nell’Est del Paese, in Donbass. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, è intervenuta chiedendo a Putin di ridurre la presenza militare al confine, che recentemente è stata rinforzata per i timori di una possibile nuova escalation. 
Dall’inizio dell’anno, 25 soldati ucraini hanno perso la vita nel conflitto nell’Est dell’Ucraina. Un numero preoccupante se paragonati alle perdite di 50 militari in tutto il 2020. Nella regione sta avvenendo una recrudescenza del conflitto strisciante, che va avanti ormai da sette anni, tra separatisti filo-russi e l’esercito di Kiev. Zelensky ha chiesto alla Nato di accelerare il processo di adesione all’Alleanza portando a casa anche il supporto del presidente Usa, Joe Biden, contro l’aggressione russa. Così, si è spinto a visitare le postazioni militari dove il cessate il fuoco è stato sistematicamente violato negli ultimi giorni. Dal Suo Ufficio, il presidente ucraino ha affermato: “Voglio essere con i nostri soldati in questi tempi duri nel Donbass”. 
Alla telefonata della Merkel per ‘diminuire le tensioni’, il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto sapere: “Mosca ha portato l’attenzione sulle azioni di Kiev, che di recente ha deliberatamente esacerbato la situazione sulla linea del fronte”. 
La Russia, che ha sempre dichiarato di non essere coinvolta nel conflitto nell’Est ucraino, non ha negato i movimenti di truppe ma ha assicurato che ‘non rappresentano una minaccia di nessuno’. Dopo la telefonata tra Putin e Merkel, il capo negoziatore del Cremlino per l’Ucraina, Dmitry Kozak, ha ripetuto un monito già fatto in passato da Mosca, ma che oggi viene letto con rinnovata preoccupazione: “L’avvio di un’operazione militare, significherebbe l’inizio della fine dell’Ucraina. Se ci fosse una Srebrenica, dovremmo intervenire per difendere i nostri cittadini”. Il riferimento è stato fatto per la strage nella quale 8mila musulmani bosniaci furono uccisi dai serbi di Bosnia durante la guerra dei Balcani. Per gli abitanti del Donbass, in maggioranza russofoni, Mosca ha facilitato da anni le pratiche per acquisire la cittadinanza, in un’iniziativa che, secondo l’opinione di molti, potrebbe essere un primo possibile passo verso l’annessione.
La situazione internazionale nell’Europa dell’Est diventa sempre più complicata ed il dialogo per la distensione sempre più difficile. A farne le spese è l’umanità che invece necessita di essere avvolta nel mantello dell’amore fraterno.

Salvatore Rondello

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