martedì, 19 Ottobre, 2021

Craxi: “I socialisti ci sono, nel segno della tradizione”

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Bobo non si tira mai indietro. Quando si tratta di elezioni e una federazione gli chiede di candidarsi lui risponde come Garibaldi: “Obbedisco”. Lo spiega in questa intervista: si sente un figlio del Psi. E non solo di suo padre. Ho scritto un articolo in cui lo incitavo ad essere se stesso e a non dar retta a quanti lo tirano per la giacca perché, a loro giudizio, Bettino non avrebbe fatto questo o quello. Il numero dei media in grado di interpretare la volontà dei defunti abbonda. E lui, Bobo, deve continuamente soffrire dei rimbrotti e anche delle scomuniche. Ha accettato di capeggiare una lista socialista collocata a sostegno di un candidato del centro-sinistra, dopo che Calenda ha rifiutato ogni sorta di apparentamento. Non doveva farlo? E perché mai? Si tratta di una scelta coraggiosa? Proprio per questo va apprezzata e sostenuta.

 

Come è nata l’idea di una tua candidatura a Roma e perché hai detto sì?

Ho accettato la proposta che è arrivata dai vertici del partito nazionale, e anche romano. Ho colto in questa opportunità una ragione di carattere politico generale, ovvero la necessità di rafforzare in una campagna elettorale amministrativa la convinzione che sia possibile riorganizzare una efficace posizione socialista nel segno della tradizione. Il prossimo anno festeggiamo il 130º della nostra nascita ed era impensabile che nella capitale d’Italia non vi fosse una presenza del Psi, partito della Costituzione e della democrazia repubblicana. Sul piano personale non vi è dubbio che si tratta per me di un sacrificio di energie. Però ricordo sempre a me stesso che se sono diventato l’uomo che sono lo devo al Partito socialista Italiano. Sono un figlio del partito e quindi per me vi sono ragioni di responsabilità morale che vanno oltre qualsiasi considerazione o calcolo di carattere personale.

 

Bobo, quali sono le tue proposte per Roma, che mi sembra non si trovi certo in buone condizioni di salute… anche per responsabilità della sindaca Raggi e dell’amministrazione a Cinque stelle?

Ho gettato uno sguardo in questi primi giorni di campagna elettorale osservando il terribile stato di degrado in cui versa la periferia di questa città. Degrado urbano, assenza totale di servizi, sicurezza precaria, una crisi d’identità paurosa. E assolutamente necessario predisporre un piano di emergenza che ripristini in molte aree della città il ruolo e il peso dell’amministrazione pubblica. Roma ha una peculiarità che non a caso fu rilevata dall’intelligente legge 346 detta “Roma capitale”, prodotta dal governo a guida socialista degli anni 80, È stata da anni disattesa, non finanziata e non riqualificata alla luce dell’esperienza, tanto vero è che Roma si trova ad essere un ibrido istituzionale: non gode dei privilegi di una capitale, non è una capitale di provincia, in qualità di capitale di regione, esattamente come il resto dei capoluoghi. Ora una legge finalmente è incardinata, e potrebbero dispiegarsi meglio le funzioni di una città che nel suo seno contiene un numero importante di municipi. Questi dovrebbero essere considerati dei veri e propri comuni, liberandosi da un certo centralismo. Alleggerire la catena di comando favorirà l’efficienza e la rapidità delle decisioni che sono una delle questioni principali dei ritardi di cui soffre la capitale.

 

Bobo, se Gualtieri, contravvenendo a tutti i sondaggi dovesse non arrivare al ballottaggio e se al secondo turno si fronteggiassero Michetti e la Raggi pare che il Pd si dovrà schierare a sostegno dell’ex sindaca. E tu e la tua lista?

Per come sto leggendo questa campagna elettorale, i dati che fino ad oggi sono a nostra disposizione ci dicono che le coalizioni che si sono presentate più numerose e più unite ai nastri di partenza arriveranno al ballottaggio finale. La Raggi, espressione del movimento Cinque stelle che predicava la diversità dai partiti, ha messo in campo una mini-coalizione, Calenda ha considerato se stesso l’alfa e l’omega di una proposta alternativa ai partiti tradizionali e si è ritrovato solo. Entrambi non arriveranno al ballottaggio, la prima, sindaco uscente, e il secondo che arriva da una lunga campagna elettorale registreranno un buon consenso rispetto agli altri 18 sfidanti, ma alla fine la partita sarà un tradizionale scontro fra centrosinistra e centrodestra. Reputo plausibile il successo di Gualtieri del centrosinistra e spero che a questo successo vi possa contribuire la lista del PSI. Nella malaugurata ipotesi da te richiamata non mi sentirei di schierarmi per nessuno dei due.

 

Mauro Del Bue

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