martedì, 20 Aprile, 2021

Un impeccabile manuale Cencelli

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Sembra che Massimiliano Cencelli abbia confidato la sua soddisfazione ad alcuni intimi, quando ha letto i nomi dei neo sottosegretari, non tanto perché gli viene attribuito il mitico “manuale”, ma solo perché riteneva, e a maggior ragione ritiene oggi, che le cose fatte con equilibrio non scontentino mai nessuno, e se anche qualcuno grida all’ingiustizia non lo pensa davvero, perché in cuor suo sa bene che non poteva essere diversamente. Certo, il bilancino da orefice usato questa volta sembra perfino un’esagerazione, ma i tempi sono difficili e la pandemia ha reso tutto così instabile che Mario Draghi, per non incorrere in spiacevoli incidenti, ha lasciato più tempo per decidere. Pensate che, rispetto alle nomine dei precedenti governi, dove i sottosegretari dei ministeri si decidevano in poche ore, questa volta l’ex Presidente della BCE ha concesso addirittura alcuni giorni perché i partiti maturassero le rispettive decisioni. Pare, infatti, che per partorire i nomi delle ‘seconde file’ ci siano voluti circa tre giorni e mezzo! Il risultato, però, è stato un capolavoro. Certo, i partiti che fino alla precedente esperienza, avevano fatto un’indigestione di poltrone, oggi si sentono sacrificati nei numeri, e non ci riferiamo affatto al Movimento 5Stelle che, seppur perdendo alcuni pezzi significativi della loro rappresentanza parlamentare e di governo, dobbiamo dire, si è comportato molto bene; d’altronde, non erano loro che con i forbicioni, fuori da Palazzo Chigi, qualche tempo fa, volevano tagliare le poltrone esibendo uno striscione colorato che pareva carnevale? Ecco, Mario Draghi, con il suo stile imperturbabile li ha accontentati: 4 ministri e undici sottosegretari. Ora, se non si sono lamentati loro che possiedono un terzo del Parlamento, con oltre 330 tra deputati e senatori, vogliamo vedere se qualcuno dice ‘beo’! Uno stile impeccabile quello dei grillini che, da gran signori si sono messi a dieta di poltrone e stretti stretti aspettano Giuseppe Conte, per rilanciarsi nel firmamento della politica e tornare ai vecchi fasti; fasti di quando davvero Beppe Grillo e Davide Casaleggio ricevevano dagli elettori l’Oscar per il migliore film, per i migliori attori protagonisti, e pure per la sceneggiatura. Bravi bravi bravi! La Lega, invece, è stata miracolata, perché dopo i pericolosi dérapage del suo driver, Matteo Salvini, ora si ritrova a Le Mans (alias governo) con una vettura completamente rimessa a nuovo. Per Berlusconi non poteva finire in maniera migliore; infatti, quando è uscito dal Palazzo, dopo aver guidato la delegazione di Forza Italia alle recenti consultazioni, si è trovato una folla di giornalisti ad attenderlo e sembra si sia sentito come Vanda Osiris quando ricca di piume scendeva le scalinate più famose. Che meraviglia! Gli unici incavolati, che non lo danno a vedere, perché paiono dei veri snob, sono i Democratici; ma d’altronde, cosa pretendevano dopo aver perso le elezioni del 2018 e tutte quelle seguenti? gli è andata bene che in quest’ultimo anno si sono ubriacati con il bicchiere della staffa, e ora belli belli se ne vanno al Congresso contenti di mettere sul patibolo Nicola Zingaretti per ricominciare. Anche se non si è ancora capito dove vogliano andare. Di Matteo Renzi cosa dire: nulla! solo riconoscergli che, come Maradona nel calcio, lui è ‘o rei’ della politica! Una cosa fantastica questo manuale Cencelli, che rende felici tutti i politici…come bambini.

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