sabato, 18 Settembre, 2021

“Un matrimonio”, un amore lungo mezzo secolo

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Un-matrimonio-Pupi-AvatiChiarito prontamente il fraintendimento di ieri, si conferma il consistente successo riscosso presso il pubblico della fiction Rai “Un matrimonio” diretto dal regista Pupi Avati e trasmesso in sei puntate. Il «film di 600 minuti» – come lo ha definito il maestro bolognese – racconta la storia d’amore fra Francesca e Carlo Dagnini dal primo incontro, avvenuto nel 1948 al 2005, anno delle nozze d’oro dei protagonisti che hanno il volto di Micaela Ramazzotti e Flavio Parenti. Una storia che celebra oltre mezzo secolo di un grande amore capace di superare qualsiasi tempesta.

Avati, perché ha deciso di dare spazio al rapporto tra Psi e il caso Aldo Moro?

L’ho rammentato perché rimasi colpito dall’iniziativa umanitaria del quotidiano Avanti! (il cui direttore era il segretario socialista Bettino Craxi con Ugo Intini, giovane direttore responsabile) – sostenuta dal Psi – nei confronti della trattativa tesa a salvare una vita umana. Mi parve un atteggiamento coraggioso e condivisibile. Gli altri grandi partiti erano invece orientati sulla linea della fermezza, e il giovane giornalista che rappresento nella fiction televisiva era convinto che questo preludesse la fine del presidente della democrazia cristiana.

E così accadde.

Il giornalista, in seguito all’uccisione di Aldo Moro, decide di abbandonare il mondo del giornalismo, e parte da volontario con un’associazione no-profit in aiuto dei bambini bisognosi in Brasile.

Perchè trattare un tema delicato come quello degli anni di piombo?

Non potevo ometterlo. “Un matrimonio” è la storia di una famiglia che racconta la storia di Italia dal boom economico al referendum sul divorzio, passando per l’avvento della tv, il rapimento di Aldo Moro e la strage di Bologna.

Siria Garneri 

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