martedì, 11 Maggio, 2021

Un nuovo Labour pronto a proporsi come partito di governo

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Che il Labour inglese fosse in fase di profonda trasformazione era apparso chiaro fin dalla nomina del nuovo leader Keir Starmer, avvenuta ad aprile. Una trasformazione riguardante il programma e l’attività politica di una forza socialista di opposizione al Governo conservatore di Boris Johnson. Una trasformazione che aveva riguardato proprio il modo di fare opposizione anche su temi di grande attualità come la lotta alla pandemia da coronavirus che aveva colpito in modo pesantissimo il Regno Unito e che in questi giorni trovava una pericolosa ripresa con un aumento rilevante dei contagiati, dei ricoverati e delle vittime e con previsioni pessime per il prossimo mese.

 

Un atteggiamento di collaborazione quello dei laburisti che, pur criticando quanti fatto dai conservatori, privilegiavano alla polemica lo sforzo comune per contrastare l’infezione. E anche sui temi classici come la difesa dei lavoratori, l’equità sociale, il welfare, Starmer portava avanti posizioni moderate e costruttive in linea con quel socialismo liberale di Tony Blair troppo presto dimenticato e di cui, nelle azioni politiche di Jeremy Corbyn, non era rimasto praticamente nulla. Un Labour di governo quello impostato da Starmer che anche sulla Brexit, pur rimanendone contrario, si batteva perché il Paese, ora, uscisse dall’Europa nelle condizioni migliori evitando gravi ripercussioni economiche. Ma la scorsa settimana è arrivato il colpo definitivo alla vecchia gestione che aveva ridotto il partito a deludenti risultati elettorali, sempre peggiori.

 

Dopo il pronunciamento dell’Equality and Human Rights Commission che ha accusato i precedenti vertici del Labour di aver violato la legge e di atteggiamenti antisemiti , Starmer ha aperto una inchiesta interna e in attesa del termine delle indagini ha sospeso dal partito il suo predecessore Jeremy Corbyn. Starmer ha anche spiegato le ragioni della sua decisione nel corso di una conferenza stampa in cui ha detto di aver provato vergogna per le accuse fatte dalla Commission, vergogna che ha colpito tutto il partito. Non sono stati presi provvedimenti disciplinari in attesa delle conclusioni dell’inchiesta ma ha deciso di sospendere Corbyn che continua a respingere le accuse. Un gesto se vogliamo per ora simbolico ma che crea una frattura insanabile con il suo predecessore e dalla portata politica enorme.

 

Del resto Starmer appena eletto nuovo leader aveva incontrato la Comunità ebraica promettendo una linea dura contro episodi di antisemitismo che avevano contrassegnato il comportamento di Corbyn e di alcuni dirigenti laburisti a lui vicini. La rottura con l’ala radicale del Labour ha già prodotto i primi effetti con il ritorno nei ranghi del partito di esponenti che lo avevano lasciato proprio non condividendo !e campagne antisemite di Corbyn. Una specie di “piazza pulita” è in atto nei laburisti del Regno Unito e Keir Starmer con la sua azione ha voltato decisamente pagina riacquistando la credibilità persa negli anni scorsi e rafforzando l’immagine di un nuovo Labour pronto a proporsi come partito di governo.

 

Alessandro Perelli

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