lunedì, 12 Aprile, 2021

Un patto generazionale tra benestanti e disperati

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Siamo già ben oltre la discussione, se sia opportuno, oppure no, applicare una qualsiasi forma di patrimoniale!
A questo punto è diventato inutile parlare pure di ‘giustizia’ e sono inutili anche le resistenze di coloro che, a ragione, ritengono ingiusto il prelievo dai rispettivi conti correnti, sostenendo, correttamente, di aver guadagnato i loro soldi e pagato puntualmente le tasse.
Ed è anche ingiusto, oltre che immorale, che i benestanti del Paese debbano farsi carico dei tanti cittadini che magari non hanno rispettato le regole, ancor meno pagato le imposte e, per giunta, lavorato in nero; ma detto ciò, e con il massimo di considerazione e rispetto per le classi più abbienti, le cose non cambiano.
I soldi per un prelievo secco sul conto corrente, libretto di risparmio o titoli che siano, lo Stato li deve prendere dove ci sono. Scandalizzati? Inorriditi? Attacco alla democrazia? Ma dai, non scherziamo, abbiamo rubato il futuro ai nostri figli e il Covid, si fa per dire, sta sterminando una generazione di anziani perché abbiamo risparmiato sulla Sanità acquistando gli F35…per farne cosa?!
Quando si parla di super ricchi si butta tutto in ‘caciara’, perché non risiedono più in Italia. Solo un patto generazionale tra benestanti e poveri ci potrà salvare: sono oltre 1.500, i MLD cash disponibili sui conti correnti degli italiani che godono di una modesta tranquillità economica; i Paperoni, semmai, li hanno presi in prestito dalle banche, altro che depositarli!
La storia lunga e complicata del Recovery Fund, la pandemia arrivata improvvisa come una tempesta, rendono vano ogni indugio e le polemiche a questo punto lasciano il tempo che trovano: la patrimoniale, o comunque la vogliamo chiamare, va fatta e subito. Va fatta subito per salvaguardare la stessa tenuta dello Stato che deve assolutamente evitare una pericolosa deriva sociale; va fatta subito soprattutto per tutelare le categorie più benestanti che rischierebbero, pur di salvare il salvabile, di espatriare nelle seconde case all’estero!
Ora, ci chiediamo, vale la pena andare anche solo in Portogallo o Romania, per esempio, per non sottostare per principio ad una palese ingiustizia? E poi, in caso di bisogno, dove andrebbero a curarsi in quei Paesi? La sanità italiana avrà anche perso qualche posizione durante la pandemia, ma rimane sempre tra le migliori del mondo…oltre ad essere ‘gratuita’!
Insomma, vogliamo dire, la bilancia della Giustizia non è mai stata completamente imparziale, perché non viviamo in un mondo perfetto, però esprime il meglio di ciò che è possibile ottenere, e va da sé che potersi permettere dei costosi avvocati risolve problemi che i poveracci non possono nemmeno immaginare. La loro discesa verso il basso della classifica sociale li spinge oltre i margini della povertà: luoghi oscuri dove si potrebbe perfino meditare una rivolta.
I tempi delle parole però sono finiti, sono finiti non per volontà e spirito rivoluzionario, ma solo perché la pandemia ha scoperchiato d’improvviso, e con forza, il vaso di Pandora, ed è interesse di tutti richiuderlo immediatamente e senza ulteriori indugi. Non c’è più tempo. La patrimoniale non deve essere una cosa cervellotica, magari fatta con la calcolatrice e la solita ipocrisia, non c’è più tempo.
Da domani mattina, e per qualche anno, chi andava al ristorante quattro volte al mese ne dovrà andare solo due, per far mangiare i milioni di italiani che non riescono più a mettere insieme il pranzo con la cena. Se aspettiamo la fine della pandemia, con la paura di morire che si ridimensiona, in un attimo sarà il diluvio: bisogna agire subito.
Nel 1992, Giuliano Amato, durante la notte prelevò dai nostri conti correnti parecchie migliaia di miliardi di lire, fu una operazione ingiusta e dolorosa, ma lo Stato chiamò a raccolta i cittadini perché aveva bisogno: la situazione di oggi è molto peggio di allora. Al di là dei meriti o demeriti di questa Classe Dirigente, però, ci vorrà un Governo ‘adeguato’ a prendere questo provvedimento. Per carità, non parliamo di elezioni, ci vorrebbe troppo tempo, ma di un Esecutivo agile che si renda disponibile, a titolo gratuito, sotto la diretta supervisione del Quirinale.
Siamo alle porte di un’altra Rivoluzione d’Ottobre, con la differenza che non sarà uno scontro classico tra poveri e ricchi, ma tra benestanti e disperati: cosa da non sottovalutare perché i risvolti sociali saranno diversi; per questo è indispensabile una Classe Dirigente ‘illuminata’. Sarebbe il diluvio se ogni centesimo non fosse speso con oculatezza, trasparenza e severità assoluta: con report economici settimanali…come quelli che ascoltiamo oggi sulla situazione pandemica.
Concedere poco per non perdere tutto, da parte dei benestanti, è l’unico modo per uscire feriti, ma vivi, dalla situazione in cui ci ha cacciato il Coronavirus e la politica dissennata di ieri e quella sprovveduta di oggi.

 

Angelo Santoro e Enrico Buemi

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