martedì, 3 Agosto, 2021

Una nuova patria chiamata Europa. Verso l’Est

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E’ possibile sostenere che, dal 2004, “l’espansione ad est” del progetto europeo, è andato a rimarcare le differenze presenti all’interno dell’Unione; sia in campo politico, sociale ed economico. Già dal 1993, infatti, i paesi componenti l’embrione europeo definirono, nel corso del Consiglio europeo di Copenaghen, i criteri relativi al futuro allargamento. Gli stessi, rivisti e corretti nel 1995, riguardavano tre punti cardine:

  • criterio “politico”: presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell’uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela;
  • criterio “economico”: esistenza di un’economia di mercato funzionante e capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione Europea;
  • adesione all'”acquis comunitario”: accettare gli obblighi derivanti dall’adesione e, in particolare, gli obiettivi dell’unione politica, economica e monetaria.

 Il rispetto ai criteri di Copenaghen, passo cruciale, è tuttavia insufficiente a garantire la stabilità sociale e politica dei paesi dell’ex blocco sovietico; i quali, già a priori, erano lontani da una certa condivisione dei principi valoriali dell’europa occidentale. Caduto il Muro di Berlino e dichiarato lo scioglimento dell’Unione Sovietica (1991), gli ex paesi socialisti si ritrovano ad annaspare nel modello capitalista, fronteggiandosi con economie di mercato già consolidate.

 

L’est, disabituato all’autogestione e senza una guida, vide nella comunità degli stati occidentali un alleato, capace di adeguarne le economie favorendo la  successiva ripresa. L’UE, invece, decise di espandersi verso est sia per motivi economici che di sicurezza generale. L’ingrandimento, che poi si rivelerà incontrollato, condurrà ad una ipertrofia dell’Unione stessa; rallentandone, di molto, il processo evolutivo. Affinché si possa parlare di un’Europa Unita è necessario abituarsi ad una realtà a più identità, condividendo anche valori molteplici. Rinunciando a ciò, si va incontro a scenari europei già tristemente noti.

Con la convinzione che sia necessario ripercorrere il passato per costruire il futuro, che ha come obiettivo ultimo gli Stati Uniti d’Europa, formati da uomini e donne, coesi nei valori e negli obiettivi, è necessario ripensare progetto Europeo, affrontando la questione con una visione a lungo termine, capace di garantire una pace dalle solide basi.

 

Baluardo a difesa ed implementazione dell’Unità siamo noi, cittadini europei. Gli stessi che, come sovente accade, paghiamo, anche a prezzo della vita, le “crisi istituzionali” portate avanti dai governi nazionali.


Antonio Musmeci Catania

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta 

Parte quinta 

Parte sesta

Parte settima

Parte ottava

Parte nona

Parte decima

Parte undicesima

Parte dodicesima

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Riguardo l'Autore

Polemico, pronto alla sfida e disponibile a mettere in discussione la propria idea. Antonio Musmeci Catania è dottore in Giurisprudenza, indirizzo comparato europeo e transnazionale, presso l'Università degli Studi di Trento. Si laurea nel 2016 con la tesi di ricerca in sociologia del diritto dal titolo: "Decriminalizzazione di alcune attività criminali: La regolamentazione delle sostanze stupefacenti – Nuova politica di contrasto alla macro e micro criminalità organizzata". Ad oggi collabora con il mensile Mondoperaio e con l'Allora! Il giornalino degli italiani in Australia. Dopo una breve esperienza in qualità di sottufficiale della marina mercantile italiana riprende gli studi grazie alla borsa di studio per merito della Fondazione Roma Terzo Pilastro Internazionale e nel 2019 si diploma al master di II livello Lumsa in “Esperti in politica e relazioni internazionali” con la tesi di ricerca in storia del pensiero politico dal titolo: "La democrazia governante, Craxi e la grande riforma - Le resistenze partitiche alla necessità di cambiamento". A seguito dello stage presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Pubblica Amministrazione - ufficio per le attività internazionali-, decide di approfondire le tematiche relative al made in Italy attraverso il master in Global Marketing, Comunicazione & Made in Italy realizzato dal Centro Studi Comunicare l'Impresa in collaborazione con la Fondazione Italia Usa. Ad oggi lavora, studia e continua a scrivere per voi!

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