domenica, 28 Novembre, 2021

Una strage senza fine

0

Una strage senza fine. Ogni giorno la cronaca riporta di incidenti mortali sul lavoro sommando nella strage hobbistica familiare ….

“Si passi dall’indignazione ai fatti” Ancora Morti sul lavoro, strage senza fine. “Da gennaio 772 morti”. Oggi sabato 2 ottobre, padre, figlio e due fratelli e altri due in gravi condizioni… tragedia in famiglia durante la produzione del vino per uso familiare… Niente. Non se ne viene fuori. Ancora non si sa cosa sono gli ambienti confinati e, le esalazioni dovute al processo di fermentazione… Non potevano dire di non sapere che sarebbe stato molto pericoloso. Aggiungo il dubbio che il locale non aveva ventilazione naturale, è più logico si sia trattato di asfissia da anidride carbonica? La solita catena uno muore e gli altri dietro a tentare di salvare i congiunti o collaboratori ignari del pericolo di esalazione da mosto e/o di altro. Vedrete che casino scoppierà e farà si che si interverrà (il legislatore) come sempre a danno avvenuto e con poca professionalità e chiarezza.

Un ulteriore intervento regolatorio della materia sarebbe inutile perché già il d.P.R. n. 177/2011 è ai massimi livelli di tutela (casomai da esso andrebbero espunte le disposizioni sulla certificazione dei contratti, inutili a fini di prevenzione e imposte dall’allora Ministro del lavoro a chi ha redatto la normativa). La verità è che bisogna trovare il far capire alle imprese piccole o, addirittura, familiari che la prevenzione è necessaria sempre… Difficile ma possibile, puntando, però, su una strategia nuova, che non parta dalle “classiche” dichiarazioni (quelle che sento troppo spesso in queste ore e in questi anni) più controlli + sanzioni + formazione… Ben vengano, ma solo se i controlli verranno fatti da un unico soggetto a livello nazionale (non se ne può più di ASL anarchiche e spesso formaliste) e, se la formazione significherà addestramento. Quanto alle pene, non ne parla nemmeno perché esse non riguardano la prevenzione ma la mera conseguenza (la pena, appunto, peraltro “a valle” del processo, magari di durata pluriennale) del fallimento del sistema aziendale di prevenzione. Anche se da incazzato, ribadisco che la formazione (e addestramento), sono fondamentali. Più volte sono state fatte relazioni al Legislatore evidenziando alcune carenze del DPR177/11. Più volte evidenziato lo strabismo applicativo delle Regioni, ancora nessun intervento dal ministero nonostante le promesse. E intanto anche oggi 2 delle vittime causate dalla mancata competenza, erano entrate per tentare il salvataggio. Conoscenze di cosa sia e come funzioni una rescue team praticamente nulle. E mi domando ancora ma l’attuale sistema della formazione ha fallito il suo obiettivo!?! Il problema è che non si tratta di attività lavorativa ma hobbistica familiare …. e la vecchia regola della candela accesa forse è stata sottovalutata…

Si parla molto di incidenti e morti sul lavoro ma in Italia non ci si accorge che il 20 al 23 settembre si è svolto il XXII Congresso Mondiale della Sicurezza sul Lavoro incentrato sul tema “Prevenzione nell’era connessa: soluzioni globali per ottenere un lavoro sano e sicuro per tutti”. Il Congresso, posticipato di un anno causa Covid, si è svolto in remoto e l’Italia, Ministeri di Competenza, Regioni, Province e Sindaci e centri di ricerca Università, come negli anni precedenti, non ha ritenuto di dare alcun rilievo a questo evento. Avvenuto online da Toronto, in Canada, il 20 al 23 settembre, l’evento ha radunato oltre 200 relatori da 120 Paesi per un’analisi globale delle sfide da raccogliere e delle opportunità da rilanciare nel post pandemia…! Presente solo https://aifos.org/

 

Celso Vassalini

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply