venerdì, 16 Aprile, 2021

Una vita che per tanti non sarà più vita

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I virologi, stanchi delle molte domande che vengono loro rivolte come, per esempio, “quanto, secondo lei, sarà efficace il vaccino?” iniziano a rispondere che la pozione miracolosa avrà bisogno di tempo per capirne l’effetto su larga scala. E in questo gioco tra il rosso e il nero sono state riaperte le roulette dei Casinò solo per far giocare virologi e politici che ci lasciano con il fiato sospeso, mentre la pallina gira vorticosamente prima di fermarsi sul colore vincente.
Comunque sia, una cosa ormai è chiara, che il vaccino sia efficace o meno, non è vero che tutto tornerà come prima; i politici, che dovrebbero avere una visione del domani, si fermano all’oggi inoculandoci pietose bugie, come quella di raccontare che il vaccino è la panacea di tutti i nostri mali.
Mentre passano i giorni, che ci vedono sempre più insofferenti, stiamo prendendo coscienza che nulla sarà com’era. Il pianeta verrà ‘mozzato’ in due e potremo trovare la speranza solo nella ‘preghiera’ che ci accompagna in un mondo migliore.
Infatti, i garantiti, tutti coloro che godono di un reddito fisso, rimarranno tali e i non garantiti, come piccoli imprenditori, artigiani, liberi professionisti, commercianti, albergatori, ristoratori, baristi e partite Iva, davanti a loro avranno un futuro nebuloso e senza più certezze.
La stessa democrazia d’Occidente è a rischio, perché il ceto medio, cerniera del compromesso che nel 1789 ha aperto il laboratorio della democrazia al grido delle parole “liberté, égalité, fraternité”, è stato ulteriormente penalizzato con l’ultimo ‘DPCM’ planetario che ha fermato l’orologio del tempo e lasciato la metà dei cittadini in mezzo al guado della tempesta pandemica.
Infatti, mentre una parte di uomini accantona risparmi, altri uomini iniziano a vedere lo spettro della fame anche in Occidente, dove gli incubi peggiori affiorano nei sogni della gente.
Lo scontro tra i negazionisti e i realisti è diventato un po’ come Il Diavolo e l’Acqua Santa, un allenamento lessicale che lascia il tempo che trova perché, appunto, ci sarà un tempo infinito per dibattere il problema quando andremo nell’altro mondo.
Che importanza ha disquisire se il Covid è vero o finto?! Ciò che è drammaticamente vero è che la vita di tutti noi è ormai cambiata senza appello, senza nessuna possibilità che le cose, come in un bel sogno, tornino come le avevamo lasciate.
Un esempio per tutti è il commercio, che la politica della globalizzazione ha immolato sull’Ara del Dio Amazon: chi andrà più a comprare un paio di scarpe nel negozio sotto casa?!
Una vita che per tanti di noi non sarà più vita: come per quel ceto medio, cerniera della democrazia, ormai sulla via del tramonto. Nessuno pare avere una visione e gli uomini da una parte invocano amicizia pregando Dio Facebook, mentre dall’altra si guardano con sospetto: quali prospettive per loro una volta che avranno assorbito la paura della pandemia che i virologi dicono ci accompagnerà per un tempo indefinito?
Una domanda affidata alle intemperie del tempo con una sola certezza: per la metà degli uomini d’Occidente la vita non sarà più la stessa.

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Zefiro

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