domenica, 28 Novembre, 2021

Una vittoria e mille perplessità per il rugby Azzurro

0
RugbyingClass di Umberto Piccinini

 

Nella fredda foschia di Parma, nella terza e conclusiva partita dei test novembrini, l’Italia supera l’Uruguay per 17 a 10. Questa è la buona notizia.
Sebbene siamo stati testimoni di una brutta partita, l’aspetto è altamente positivo giacché, finalmente, arriva una vittoria italiana a distanza di due anni.
Era dalla Coppa del Mondo del 2019, quando ha sconfitto il Canada, per poi infilare una infinita serie di ben sedici sconfitte consecutive.

Ma nessun trionfo o affermazione da ricordare negli annali. Anzi.
Quando si dice “vince ma non convince”. Chiaramente un eufemismo usato in modo garbato.

L’aspetto veramente preoccupante della notizia è la “antiperfomance” che i ragazzi di Crowley sono riusciti a manifestare.

Dei tre match dell’Autumn Nations Series, i precedenti con Nuova Zelanda e Argentina fuori gittata, era quello “comodo” e dove il mandato non era la vincita, scontata, sicura, impensabile il contrario, ma come si arrivava a questa.
Non doveva essere propriamente una sgambata ma il momento dove perfezionare aspetti e fasi del gioco, affinare tecniche, provare strategie e manovre. Si partiva anche dal fatto che l’Uruguay, sebbene con qualche ritocco nella formazione, una settimana or sono è caduta nettamente per mano di Italia A, la squadra che testa i “probabili”, per 31 a 13. Insomma tutt’altro rispetto le solite corazzate inaffondabili.

Invece gli Azzurri sono stati capaci di una delle più sciatte e incolori prestazioni da parecchi anni a questa parte. E dire che il menù storico non manca di brutture.

Una trama indistinta, senza né “arte ne parte”, con fraseggi inconcludenti, facendosi “mettere all’angolo”, vacillando vistosamente in diverse occasioni più per loro demerito che per virtù uruguaiane, da una squadra orgogliosa, piena di foga e organizzata, ma gremita di dilettanti o semiprofessionisti, nel gruppo sono quattro i giocatori che militano in squadre di seconda e soprattutto terza divisione francese, neo reduci sì alla qualificazione alla Coppa del Mondo del 2023 ma niente di particolarmente pericoloso.
Eppure questi uruguaiani non solo hanno mantenuto l’Italia senza punteggio per buona parte della partita, e, a ridosso del fischio finale, mandando in meta Santiago Civetta hanno anche minacciosamente sfiorato il pareggio riducendo il divario a sette punti. Quale fosse lo stato d’animo degli Azzurri lo ha esplicitato la sbrigativa pedata “liberatoria” di Garbisi, all’ottantesimo, con la palla in tribuna centrale, dando la misura di come gli spogliatoi fossero agognati come l’eden per i credenti.
Le due squadre si incontreranno ancora una volta nella Coppa del Mondo di rugby nel 2023, il luogo in cui condividono un pool con All Blacks, la Francia e una qualificazione africana.

 

Il Sei Nazioni alle porte

Quanto da lavorare ci sia è palese meno da dove cominciare per il tempo a disposizione.
L’aver saltato la parte dei match estivi sta presentando il conto.
Nessuna indicazione confrtante da questo novembre ovale.
Un compassato e ferale Crowley a fine partita con: “teniamoci la vittoria e purtroppo siamo arretrati rispetto a quella linea che avevano tracciato nel primo match” evidenzia l’apprensione.
La manifesta mancanza sui fondamentali rimane l’aspetto più inquietante anche se ieri si è visto un cenno di miglioramento in mischia chiusa, nella touche.
Bene gli esordienti con Pierre Bruno, in meta e miglior giocatore del match, ha dimostrato che si è perso tempo prezioso l’averlo tenuto in stand-by per quasi un anno. Lui e Ioane sono il motore di un dragster sul telaio, attualmente, di una Ape Car.
Anche Faiva, altra prima in maglia azzurra con meta, ha fatto vedere inconfutabilmente un passo ben diverso.

Ma troppi ruoli sono vacanti da protagonisti di livello e siamo ancora lontani dalla sufficienza considerando quanto male potrebbe attenderci.

 

I XV IN CAMPO

15 Edoardo Padovani, 14 Pierre Bruno (74’ Ratuva Tavuyara), 13 J.I.Brex, 12 Luca Morisi, 11 Montanna Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Callum Braley (62’ Alessandro Fusco) , 8 Abraham Steyn, 7 Michele Lamaro, 6 Sebastian Negri (62’ Giovanni Licata) , 5 Federico Ruzza, 4 Marco Fuser (56’ David Sisi) , 3 Ivan Nemer (50’ Pietro Ceccarelli) , 2 Luca Bigi (50’ Epalahame Faiva), 1 Danilo Fischetti (50’ Cherif Traoré – 72’ Danilo Fischetti) . HC Kieran Crowley
A disposizione: 22 Carlo Canna non utilizzato.

15 Rodrigo Silva, 14 Federico Favaro, 13 Arcos Perez, 12 Nicolas Freitas, 11 Gastón Mieres 10 Felipe Etcheverry, 9 Tomás Inciarte Rachetti, 8 Manuel Diana, 7 Santiago Civetta, 6 Manuel Ardao, 5 Manuel Leindekar, 4 Eric Dosantos, 3 Diego Arbelo, 2 Germán Kessler, 1 Matteo Sanguinetti, HC Esteban Meneses
A disposizione: 16 Facundo E. Gattas Clavell, 17 Ignacio Peculo, 18 Matìas Benitez, 19 Diego Magno, 20 Franco Lamanna, 21 Agustin Ormaechea, 22 Mateo Vinals, 23 Agùstin Alonso.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply