domenica, 28 Novembre, 2021

Ungheria, Peter Marki-Zay l’oppositore liberal di Orban

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Annunciarlo pochi mesi fa sembrava una mossa politica intelligente ma ancora senza sostanza mancando il nome del protagonista. Ma oggi che Peter Marki- Zay è diventato ufficialmente il candidato di tutta l’opposizione dell’Ungheria contro Fidesz e contro Viktor Orban alle prossime elezioni dell’aprile 2022, si può dire che il progetto abbia assunto connotati di estrema serietà e sostanza. Perché oltre a coprire un ampio spazio politico che in alcune importanti occasioni di voto amministrativo, come nel caso della capitale Budapest, si è già rivelato maggioritario, si misura contro l’attuale Premier magiaro non solo sulla volontà degli ungheresi di confermare la loro adesione ad valori europei ma anche sugli stessi temi che Orban ha usato e usa per cercare di perpetrare il suo potere. Peter Marki- Zay, sindaco di una piccola città, si può definire un conservatore liberale, cattolico, ha vissuto in Canada e negli Stati Uniti prima di rientrare in patria, è un convinto europeista ma anche convinto assertore di una incisiva azione contro l’immigrazione clandestina, terreno sul quale Orban ha costruito le sue fortune. Ma questa azione la vede non in in funzione anti Bruxelles ma proprio associandola ai valori di libertà e di rispetto per i diritti civili calpestati attualmente dal Premier ungherese. È infatti a favore dei diritti LGBT e delle coppie omosessuali, si è mantenuto critico nei confronti di Angela Merkel giudicandola troppo debole nei confronti di Orban e vuole evitare, nel caso venissero confermate le risorse finanziarie del Recovery fund, indispensabili per l’Ungheria, l’utilizzo degli stessi finalizzato a possibili atti di corruzione da parte del Governo di Budapest. Marki- Zayha già annunciato che, se uscirà vincitore dalla elezioni del prossimo aprile, riscriverà la Costituzione del Paese, farà dell’Ungheria un componente leale dell’Unione Europea e della Nato, avvierà concretamente il processo di adesione all’euro mai portato a compimento dall’attuale Esecutivo. E parte integrante del suo programma sarà anche la contestazione della politica di Orban sull’immigrazione considerata solo propagandistica ma in realtà fallimentare perché, dati alla mano, l’attuale Premier avrebbe fatto entrare troppa gente in Ungheria semplicemente selezionandola a seconda del bisogno di manodopera. Non mancano poi le accuse di ipocrisia al partito Fidesz derivate dalla clamorosa irruzione della polizia di Bruxelles per uso di droga in un’orgia gay in cui venne coinvolto un autorevole euro parlamentare di questo partito noto in patria per le sue campagne contro gli omosessuali.
Una iniziativa politica a tutto campo ormai quella lanciata da Peter Marki- Zay, che è riuscito a mettere insieme il variegato ventaglio delle opposizioni che hanno ben compreso l’importanza della partita elettorale del prossimo anno costruendo attorno al suo nome un’alternativa validare alla riproposizione di Viktor Orban che permetta di smantellare il sistema di potere creato in questi anni liberando il popolo magiaro dai suoi lacci e riproponendo un’Ungheria saldamente ancorata all’Unione Europea.

 

Alessandro Perelli

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