domenica, 17 Ottobre, 2021

Usa-Russia, sorprendente intesa tra Biden e Putin

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Alla vigilia dello storico incontro tra Biden e Putin a Ginevra c’erano molte preoccupazioni sull’esito. Sorprendentemente, i due, dopo che recentemente si erano scambiati a distanza reciproche accuse e qualche invettiva, hanno raggiunto alcune significative aperture.
Vladimir Putin, dopo l’incontro ha detto: “Con Joe Biden c’è stato un baleno di fiducia, e, come diceva Lev Tolstoj, bisogna tenerseli cari i rari e fulminei momenti di felicità”.
L’incontro a Ginevra, secondo i due protagonisti, Biden e Putin, si è svolto in un clima costruttivo. Il leader della Russia ha detto: “Non c’è stata animosità”.
Insomma, il dialogo tra Stati Uniti e Russia, in qualche modo è ripartito. Poco più di quattro ore di colloqui, un po’ meno del previsto, tanto che quando Biden è uscito da Villa Legrange si è pensato a una rottura. Invece, l’inquilino della Casa Bianca ha alzato il pollice: tutto ok o comunque come previsto e via in albergo, a guardare a distanza la conferenza stampa di Putin, tenuta un’ora prima rispetto a quella del presidente americano.
A Putin dunque è spettato l’annuncio dell’imminente ritorno degli ambasciatori russo e statunitense nelle rispettive sedi diplomatiche, un evento già previsto. I due presidenti hanno deciso di avviare consultazioni sulla stabilità strategica e sull’argomento c’è una dichiarazione congiunta. Hanno deciso che si può cooperare sul clima e sull’Artico.
Invece, secondo quanto dichiarato da Putin: “Dell’Ucraina e relative aspirazioni Nato, abbiamo parlato sommariamente”.
Biden ha dichiarato: “La Russia è sempre stata una grande potenza internazionale, anche se deve cambiare approccio”.
Non è stato annunciato lo scambio di detenuti di cui si era parlato alla vigilia. Biden, durante la sua conferenza stampa, ha detto: “Ne parleremo, si può trovare un compromesso. La mia agenda non è contro la Russia, ma è per gli americani, la mia responsabilità come presidente è difendere i nostri valori democratici e proteggere libertà fondamentali e i diritti umani. Quindi la vicenda di Navalny è una grande posta in gioco e se dovesse morire in prigione, questo avrebbe conseguenze devastanti per la Russia”.
La conferenza stampa al presidente russo è servita anche per togliersi qualche sassolino, ma senza andare troppo all’attacco. Dell’oppositore Aleksey Navalny, in carcere, Putin ha detto: “Ha ripetutamente ignorato le richieste della giustizia. Ha deciso di essere arrestato e la sua organizzazione, ora smantellata, ha incitato pubblicamente a disordini pubblici e rivolte, ha pubblicamente cercato la partecipazione dei minori, il che viola la legge, e pubblicamente dava istruzioni su come fabbricare cocktail Molotov, per poterli usare contro le forze dell’ordine”.
Qualche giornalista ha chiesto provocatoriamente a Putin se Biden gli ha dato del killer. Con molta diplomazia il presidente della Russia ha risposto: “I leader sono responsabili di tutto, quindi se nel tuo Paese muoiono degli innocenti, sei un assassino. E guardate, per le strade delle città americane, ogni giorno viene ucciso qualcuno (..), poi prendiamo l’Afghanistan. Hanno ucciso 120 persone in un colpo, hanno devastato un matrimonio. I diritti umani? La base-prigione di Guantanamo non è ancora stata chiusa”.
Sulla questione dei cyber attacchi Putin ha detto che la Russia non figura tra i primi Paesi che li lanciano contro gli Usa e delle 45 richieste di spiegazioni inviate da Mosca agli Usa, 35 sono rimaste inevase.
Biden ha detto: “Gli Usa risponderanno ai nuovi attacchi. Abbiamo capacità cibernetiche molto importanti”. Poi ha concluso: “Tra 3-6 mesi potremo dire se le cose su cui ci siamo accordati hanno funzionato, se saremo più vicini a una stabilità strategica rafforzata, è un banco di prova. Noi ci siamo impegnati, non sto dicendo che tutto funzionerà, dico che abbiamo degli accordi e mi auguro che funzionerà. L’ultima cosa che vuole Putin è la guerra fredda o la guerra nucleare e non è la situazione degli anni Sessanta”.
Putin, citando Tolstoj, ha ricordato: “Sapete, Lev Tolstoj una volta disse: non c’è felicità nella vita, se non brevi lampi. Conservali con cura. E mi pare che in una situazione del genere non possa esserci una fiducia come la si ha in famiglia, ma mi sembra che un baleno ci sia stato. Quanto a nuove illusioni dopo il vertice, non ne avevo neppure di vecchie (..) Qui di illusioni non possono essercene”.
Insomma, tra Russia e Stati Uniti sembra iniziata la stagione di scioglimento dei ghiacci, ma i due leader stanno bene attenti alle slavine che potrebbero verificarsi dai due versanti. Dall’incontro di Ginevra appare evidente che la Russia si fida più degli Stati Uniti che della Cina.

 

Salvatore Rondello

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